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(it) Comidad: Putin dell'Europa se ne infischia (ed ha ragione)

Date Thu, 30 Nov 2006 09:33:08 +0100 (CET)


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad. Chi volesse consultare le news precedenti,
può reperirle sul sito www.comidad.org sotto la voce "COMMENTARIO".
********************************
PUTIN DELL'EUROPA SE NE INFISCHIA (ED HA RAGIONE).
Nei giorni scorsi le prime pagine ed i commenti dei maggiori quotidiani sono stati
occupati dalla vicenda del presunto avvelenamento al polonio di una ex spia russa.
Il presunto assassinio è stato attribuito al presidente russo Putin, da un po' di
tempo scaduto nella considerazione dei media "occidentali", al punto da essere
catalogato fra i dittatori pazzi che giocano con l'energia nucleare. La vicenda è
chiaramente una montatura, per di più confezionata su uno standard propagandistico
molto basso, con suggestioni fin troppo palesi, dato che l'avvelenamento al
polonio radioattivo vuol suggerire indirettamente una minaccia nucleare russa.

Tutto ciò rientra in un piano di rilancio della NATO, ufficialmente in funzione
anti-russa, che prevede anche il potenziamento delle attuali basi, tra cui quella
nel Veneto.

I motivi per cui Putin non è più amato sono abbastanza evidenti, e i diritti umani
in Russia e in Cecenia non c'entrano nulla. Putin è diventato da tempo un temibile
concorrente delle multinazionali angloamericane dell'energia, ha cominciato a
formare cartelli ed a commerciare in proprio, inoltre ha trasformato le ex
province dell'impero sovietico in colonie commerciali simili a quelle che gli
Stati Uniti hanno nell'America Latina. L'Ucraina, quando faceva parte dell'Unione
Sovietica, riceveva il metano praticamente gratis, mentre ora deve pagarlo a
prezzi esorbitanti.

Liberandosi dell'impero, la Russia ha potuto avviare un colonialismo commerciale
che le consente di sfruttare al meglio la sua posizione di superproduttore di
materie prime. L'aspetto farsesco della vicenda è che ora molte di queste province
dell'ex impero sovietico sono entrate nell'orbita americana, sono ostili all'ex
padrone russo, ma dipendono da lui molto di più, subendo uno sfruttamento che
prima non subivano.

Un dato curioso è che, da quando è caduto in disgrazia agli occhi degli
opinionisti "occidentali", Putin è diventato un beniamino di settori della destra
di estrazione fascista e cattolica, che sperano di trovare in lui una possibile
sponda per gli Europei che vorrebbero liberarsi del dominio americano esercitato
sotto l'ombrello propagandistico del cosiddetto Occidente. Questi cattofascisti
che hanno scoperto la falsità dell'Occidente sono però fuori tempo massimo, perché
gli Europei non sono più degli interlocutori politici, al massimo degli
interlocutori affaristici. L'Euro - che avrebbe dovuto essere l'antidollaro - si è
risolto in una mera operazione di colonialismo interno all'Europa da parte della
Banca Centrale tedesca.

Il fatto è che gli Europei da un secolo non fanno più politica con l'occhio alla
carta geografica, ma seguendo le astrazioni ideologiche della propaganda
americana. È così che gli Europei, dalla prima guerra mondiale, hanno consentito
di far loro da arbitro a dei Paesi geopoliticamente inaffidabili come la Gran
Bretagna e, più ancora, gli Stati Uniti, che si avvalgono della loro posizione di
isolamento geografico per destabilizzare il pianeta senza il rischio di subire
invasioni. Per gli Stati Uniti perdere una guerra significa solo doversi ritirare
dal Paese che hanno aggredito, ma non devono temere a loro volta delle vere
aggressioni nel loro territorio perché nessun Paese avrebbe i mezzi per farle.

I Russi ci hanno messo ottanta anni per capirlo, ma alla fine ci sono arrivati, e
infatti la loro politica estera ha completamente abbandonato ogni preoccupazione
di stabilità ed equilibrio internazionale.

Putin è diverso da Stalin, da Breznev e persino da Gorbaciov, perché non si pone
più nessun obiettivo di contenimento dell'avventurismo affaristico/criminale degli
Stati Uniti, lascia fare, anzi agevola. Putin è un famoso esperto di Judo, ed
approfitta dello slancio dell'avversario per fare i propri interessi. Mentre
Gorbaciov impedì nel 1991 l'invasione dell'Iraq fornendo assistenza missilistica a
Saddam Hussein, Putin invece ha lasciato invadere e occupare l'Iraq nel 2003,
perché avrebbe così potuto avvantaggiarsi dell'aumento dei prezzi del petrolio
dovuto alla destabilizzazione dell'area mediorientale.

Di fronte alla messinscena dell'11 settembre, Putin ha deciso di farsi anche lui
un 11 settembre (la strage di Beslan), per trasformare propagandisticamente in
terrorismo islamico la ribellione cecena.

Ai tempi di Breznev, la casta militare russa fingeva di prendere sul serio la
minaccia della NATO per aumentare a dismisura il proprio potere e i propri
privilegi; ma ora comanda il KGB (ufficialmente sciolto, ma più in forma che mai),
e la NATO è presa per quella che è, cioè uno strumento di minaccia e di
occupazione per i piccoli Paesi e, soprattutto, per i cosiddetti alleati degli
Stati Uniti.

Putin non ha nemmeno più bisogno dell'apparato industriale europeo, perché ormai
c'è la Cina. Sono invece gli Europei che hanno bisogno del metano russo. Putin è
l'unico capo di Stato straniero che ha preso sul serio Berlusconi, proprio perché
in lui non si è mai aspettato di trovare un interlocutore politico, ma solo un
mediatore d'affari.

I cattofascisti devono quindi rendersi conto che se l'Occidente non è mai
esistito, l'Europa non esiste più, e non da oggi. L'Europa si è sacrificata
all'occidentalismo, cioè al mito della superiorità razziale anglosassone, di cui
Mussolini ed Hitler erano convinti assertori (leggetevi il "Mein Kampf").

Mussolini nel 1936, dopo la conquista dell'Etiopia, si trovava isolato ed
accerchiato dall'Impero Britannico, perciò nessuno più di Mussolini avrebbe dovuto
tatticamente guardare con favore una Spagna rossa che mettesse in crisi il
colonialismo britannico ed il suo controllo dello Stretto di Gibilterra. Invece
Mussolini svenò l'Italia per una crociata anticomunista in Spagna, che faceva solo
gli interessi della Gran Bretagna, privando così l'esercito italiano proprio dei
mezzi necessari per combattere l'esercito britannico in Africa.

Certe cose Giampaolo Pansa non ve le dice - e perché dovrebbe? mica lo pagano per
questo -, ma i "ragazzi di Salò" non sono stati mai impegnati da Mussolini per
contrastare gli angloamericani, bensì, da subito, per dare la caccia ai rossi, e
la Resistenza non era neppure ancora nata.

Viene il sospetto che l'innamoramento dei cattofascisti per Putin sia quindi
dovuto al fatto che questo non è un russo tipico, ma un russo americanizzato, che
imita la spregiudicata irresponsabilità degli Stati Uniti e della Gran Bretagna.

30 novembre 2006


Da: "Vincenzo Italiano" <tamerix -A- inwind.it>

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