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(it) Comidad: Lo Stato finanzia l'odio etnica

Date Thu, 23 Nov 2006 09:33:03 +0100 (CET)


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad. Chi volesse consultare le news precedenti,
può reperirle sul sito www.comidad.org sotto la voce "COMMENTARIO".
* * * * * * * * * *
LO STATO FINANZIA L'ODIO ETNICO
In Libano un ministro cristiano - della famiglia del fondatore del partito dei
cristiano-maroniti, Gemayel -, è stato ucciso in un attentato immediatamente
attribuito alla Siria ed agli Hezbollah. Quanto accaduto era purtroppo
prevedibile. Dal momento che gli Stati Uniti ed il loro fantoccio israeliano non
sono riusciti a prevalere sul campo, era da attendersi che facessero ricorso
all'altro grande strumento del colonialismo: l'odio etnico.

Poche migliaia di Inglesi poterono dominare per un secolo su centinaia di milioni
di Indiani (nel 1913, erano 76.000 soldati inglesi e 315 milioni di indiani) non
soltanto grazie alla superiorità tecnica della loro Marina militare, ma anche
fomentando i conflitti etnico-religiosi, fra Mussulmani e Indù, ma anche fra gli
stessi Indù. I conflitti etnici, una volta innescati, si riproducono per spirale
di vendetta. Sicuramente molti cristiano-maroniti sospettano, o sanno, che dietro
l'assassinio ci sono gli Stati Uniti, ma ognuno di loro ha un conto da regolare a
causa delle faide etnico-religiose precedenti, perciò lo spirito di vendetta può
sopire il buon senso, soprattutto quando questo spirito di vendetta viene
rifornito di denaro e di armi. In Kossovo gli Stati Uniti hanno praticamente
creato dal nulla un conflitto etnico fra Serbi ed Albanesi, per poi giustificare
l'aggressione alla Serbia.

Ma queste tecniche di dominio colonialistico sono molte più diffuse di quanto non
si creda persino all'interno del cosiddetto "Occidente". Il fatto che l'Occidente
sia una finzione, che esistano soltanto vari gradi della gerarchia coloniale, è
una constatazione che irrita anche molti progressisti, e persino alcuni
rivoluzionari.

Questi vogliono fare sì gli antirazzisti, ma da posizioni di superiorità razziale,
perciò non rinunciano al piedestallo dell'Occidente, da cui giudicare il
cosiddetto Terzo Mondo, impartendogli prediche e lezioni di vita. Eppure che il
cosiddetto Terzo Mondo in realtà siamo anche noi, è dimostrato, ad esempio, dal
fatto che nell'ultima legge finanziaria si prevede persino un articolo di spesa
per fomentare l'odio etnico. Il ministro dell'Istruzione, Fioroni, ha finanziato
infatti un progetto per Napoli, contro la dispersione scolastica. In questo
progetto sono previsti anche ulteriori fondi ai cosiddetti "maestri di strada",
che già si sono distinti in questi ultimi anni per la loro azione nei cosiddetti
"Quartieri Spagnoli". Già questa espressione, divenuta dominante da una quarantina
d'anni, costituisce un arbitrio linguistico: nel dialetto napoletano i rioni in
questione sono chiamati semplicemente "Quartieri", mentre nella toponomastica
urbana sono denominati Montecalvario e San Ferdinando. È chiaro che questa dizione
fasulla sia funzionale ad un falso messaggio.

L'azione dei "maestri di strada" si fonda infatti sulla premessa secondo cui i
"Quartieri Spagnoli" costituirebbero un'etnia separata dal resto della città,
un'etnia che si caratterizzerebbe per la sua incapacità di accettare regole e
disciplina (cioè le stesse caratteristiche che il razzismo ufficiale attribuisce
ai Napoletani in genere, ma si sa che la contraddittorietà di un discorso aumenta
il suo potere di suggestione propagandistica). Quando il leader dei "maestri di
strada", Marco Rossi Doria, anni fa illustrò la sua opera al ministro
dell'Istruzione di allora, Tullio De Mauro, riuscì a commuoverlo sino alle
lacrime; ciò nonostante che il ministro in questione fosse informato del fatto che
i "maestri di strada" non avessero mai recuperato dalla strada neppure un alunno,
ma li prelevassero in maggioranza dalle scuole pubbliche della zona.

I "maestri di strada" ovviamente non stanno per strada, ma al coperto,
all'interno di scuole o di sedi di associazioni, che mettono a disposizione dei
loro studenti delle biblioteche con i libri di . Oriana Fallaci, in modo che
l'etnia pseudospagnola del centro di Napoli sia allevata nell'odio verso altre
etnie.

23 novembre 2006


Da: "Vincenzo Italiano" <tamerix -A- inwind.it>

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