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(it) USI: Dopo il 17 novembre rilanciamo il conflitto sociale e di classe

Date Tue, 21 Nov 2006 10:43:34 +0100 (CET)


GROSSO SUCCESSO DELLO SCIOPERO GENERALE DEL 17
NOVEMBRE - NECESSITA' DI PROSEGUIRE LA MOBILITAZIONE
CONGIUNTA ANCHE DOPO QUESTA GIORNATA
Oltre un milione e mezzo di scioperanti a livello nazionale tra Pubblico
Impiego e settori privati, con centinaia di migliaia di persone nei cortei e
nelle manifestazioni svoltesi in circa 30 città.
L'intero arco del sindacalismo di base e autorganizzato ha chiarito con una
giornata nazionale di lotta che non esistono "governi amici", specie in questo
periodo di preoccupante sviluppo di leggi di bilancio e collegati che
introducono maggiori incentivi alle imprese scaricandone i costi sui
lavoratori, i precari e i ceti meno abbienti.

Diventa a questo punto fondamentale e necessario che si proseguano le
iniziative congiunte a livello locale e nazionale contro lo scippo del Tfr/Tfs,
per il contrasto alle leggi che smantellano i diritti sul/del lavoro (legge 30
e pacchetto Treu), che mantengono un impianto discriminatorio e razzista come
la Bossi-Fini e che, in cambio di un crescente aumento delle spese militari,
riducono servizi pubblici fondamentali (sanità e istruzione/ricerca)
introducendo forme di liberalizzazione e di privatizzazione di servizi.

Una costante fase di precarietà che coinvolge non solo i precari e le precarie
sul lavoro ma che colpisce anche i settori di lavoratori a tempo indeterminato.


Continueranno le forme di mobilitazione più efficaci per sbloccare le
assunzioni dei precari nelle Pubbliche amministrazioni e introdurre, specie
negli enti locali e nelle Regioni, i provvedimenti di internalizzazione di
servizi pubblici, controlli sugli appalti e affidamenti in corso e il recupero
delle quote di salario e di reddito erose dai provvedimenti in linea con i
patti di stabilità europei.

Se i sindacati di base e autorganizzati saranno in grado di proseguire nello
sviluppo del conflitto sociale e di classe con iniziative congiunte e capaci di
coinvolgere i settori colpiti "da politiche di
risanamento e di ristrutturazione", potrà aprirsi un percorso serio di reale
cambiamento.

Le strutture sindacali e sociali che fanno riferimento all'UNIONE SINDACALE
ITALIANA sono disponibili su questo terreno ad impegnarsi attivamente senza
scadere in lotte corporative o permettendo il recupero dei sindacati
concertativi e collaborazionisti.


Segreteria generale collegiale USI AIT

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