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(it) Critica radicale a critical book leoncavallesca

Date Thu, 9 Nov 2006 16:54:25 +0100 (CET)


?E giura che non indosserai mai il distintivo del potere e della legge??
W.S.Burroughs
dell'opportunismo di alcuni e di altre cose
a proposito di critical book & c. al leoncavallo
* * * * *
E' vero, la storia a cui assisteremo nel tempo che viene è quella di una
gara tra i tempi dell'attivazione autonoma dell'intelletto collettivo e i
tempi dell'apocalisse, della catastrofe psichica e ambientale. L'energia e
la passione è bene spenderle per creare, ma a volte la critica è
necessaria.
Senza alcun progetto politico di conflitto, senza volontà di spezzare la
catena esistenza terra-lavoro(nero)-produzione-mercato, con la patetica
furbata della mutazione del nome, scavalcando le realtà radicali che hanno
dato sostanza ribelle al progetto t/Terra e libertà/critical wine, gli
apprendisti manager* di DeriveApprodi e soci (dietro una nuova
associazione), hanno organizzato, con gli zombie del Leoncavallo
l'?innovativo? Critical book & wine (in programma tra qualche giorno)!
Osservando proposte, programma, manifesti? si può gridare: evviva la
grande sperimentazione! (che abbiano seguito un corso di subvertising con
Adbusters?).

Il Leoncavallo, secondo gli aspiranti manager, è ?luogo di autogestione e
sperimentazione?! Tutti sanno invece quale cimitero di vitalità e di
desideri sia quel posto (da poco, come sappiamo dalle cronache,
frequentato anche dall'assessore Sgarbi - accolto con educazione - che
promette aiuti agli zombi e protezione ai grafitti). I nostri
organizzatori nelle presentazioni parlano addirittura di sé quali
promotori e ideatori di t/Terra e libertà/critical wine! C´è un po´ di
falsità in questo, idea e progettualità sono nati in altri luoghi e da
realtà radicali e gli eventi t/Tl/cw organizzati gli scorsi anni al
Leoncavallo erano in verità gestiti da realtà esterne. Invece l'impegno
più grande di DeriveApprodi è stato quello di incassare i soldi del libro
e degli eventi.

Critical book & wine: 500 euro + iva! a stand (la partecipazione a t/Tl/cw
era 'gratuita': 50 euro) più 7 di ingresso (d'altronde si devono pur
pagare i lavoratori e tappare qualche buco nel bilancio di Leoncavallo e
DeriveApprodi). Un salottino radical-chic con convegni con ?operatori di
settore, legislatori e parlamentari? (!), presentazioni di libri e
degustazioni di vini di ?case vinicole? (sic! ?case vinicole? così -
mettendo a nudo la propria ignoranza - si esprimono i nostri manager.
Immaginiamo Veronelli rivoltarsi nella tomba!). Con l'esclusione di realtà
editoriali radicali e scomode e non allineate alla neo-managerialità?
?e soprattutto neanche l'ombra di momenti di riflessione e proposta
politica dal basso, neanche l'ombra di riflessioni e lotte in merito al
nodo ambiente-agricoltura-produzione-consumo, neanche l'ombra di volontà
di analisi e lotta a fatti noti a tutti (come ad esempio il lavoro
migrante e no in nero nell'agricoltura, obbligatorio almeno dopo il
reportage estivo di Gatti sull'Espresso), neanche l'ombra di possibili
concatenzioni con le lotte territoriali e di altri settori.

(Per esempio con una delle lotte più interessanti degli ultimi anni è
quella che riguarda la proprietà dell'informazione genetica contenuta nei
semi. Qui i termini ?proprietà? e ?informazione? ci segnalano immediato il
nesso tra le tematiche della t/Terra e l'insorgenza della comunicazione,
così come le tematiche del consumo sono legate ai temi del precariato, del
reddito, del caro-vita. Sia il processo di trasformazione dell'agricoltura
e del sistema alimentare, sia le lotte sui diritti dipendono sempre più
dalla produzione e dal controllo dell'informazione, soprattutto per quanto
riguarda l'informazione genetica. Consumo, agricoltura, alimentazione e
tutte le tematiche legate all'ambiente e alla t/Terra non possono essere
più considerate attività produttive e forme di vita qualitativamente
differenti e isolate. Come tutti gli altri settori, diventano sempre più
biopolitiche. Questo divenire comune è una delle condizioni che rendono
possibile l'esistenza delle lotte in rete. Le lotte di ogni settore
diventano le lotte di tutti gli altri. Le lotte più innovative non sono
lotte chiuse e limitate a un singolo settore della popolazione, ma al
contrario aprono per chiunque nuove prospettive su questioni fondamentali
come l'ecologia, la povertà, lo sviluppo sostenibile e su tutti gli
aspetti della vita. In termini filosofici si può dire che ci sono molti
modi singolari di dare vita a una comune sostanza del lavoro: ogni modo ha
una propria essenza singolare, e nondimeno tutti partecipano a una
sostanza comune. L'azione diventa politica quando inizia a confrontarsi
direttamente - e con una coscienza adeguata - con le operazioni repressive
del potere; si tratta di identificare e affrontare le iniziative del
potere impedendo che continuino a ristabilire l'ordine; si tratta di
attraversare e distruggere i limiti e le segmentazioni imposte alla nuova
forza di lavoro collettiva, collegare esperienze di resistenza e di
orchestrarle contro i centri nevralgici del comando imperiale? No, niente
di tutto questo al Critical book & wine.)

Assenza di: conflitto, boicottaggio, concatenamenti tra lotte;
appiattimento alla gestione (manageriale) di nicchie alternative di
mercato che verranno presto sussunte; spettacolarizzazione dell'evento;
mancanza totale di creatività concatenata alle lotte reali? queste le
caratteristiche dei nostri bravi apprendisti manager? riescono perfino ad
imitare i diessini di Slow Food, infatti l'?innovativo? Critical book &
wine offre la stessa aria fritta - o forse peggio, decisamente peggio -
del recente Salone del Gusto di Torino.

Di meglio ci si sarebbe potuti attendere da un'area che avrebbe strumenti
(se non li fossilizzasse nella costruzione di nuova religione: ?la nobile
tradizione dell´operaismo?), peccato.

* ?Apprendisti manager?, così i compagni francesi di Tiqqun nella
postfazione di ?Teoria del Bloom? definiscono quelli di DeriveApprodi. Uno
dei limiti principali del pensiero che si vorrebbe rivoluzionario è di
essere rimasto incapace di comprende le forme-di-vita ??è soltanto
ponendosi sul terreno etico, della costituzione dei diversi mondi
sensibili, che il pensiero rivoluzionario può divenire forza materiale. Il
curioso marasma politico in cui si dibatte l'Italia da un decennio a
questa parte ha origine proprio da ciò. Ci si sgola a denunciare la presa
del potere da parte di una nuova specie di dittatore (un uomo:
Berlusconi), quando si ha invece a che fare con la presa del sociale da
parte di una forma-di-vita: il manager. Nulla di meno personale di
Berlusconi, e al tempo stesso niente di altrettanto contagioso. Nulla di
più contagioso di questo pragmatismo disinibito. Di questa volgarità
compiacente. Di questo autoritarismo infantile e di questa anestesia del
senso storico. Nulla di più contagioso di questo cinismo, di questo
opportunismo? Riscontriamo lo stesso trionfo della volgarità nel modo in
cui è stato accolto, per lo più, in Italia 'Elementi per una teoria della
Jeune-Fille', a metà fra strizzatine d'occhio ammiccamenti e piatta
accondiscendenza. Ci si è ben guardati, invece, dal render conto della
raccolta di testi masperisés pubblicati dagli apprendisti manager di
DeriveApprodi con il titolo assurdo di 'La comunità terribile'??. Cinismo,
opportunismo?, appunto.

(Quelli di DeriveApprodi, sempre in difficoltà economiche, negli anni
passati hanno ricevuto un bel po' di grana dalle realtà radicali che hanno
organizzato i vari eventi t/Tl/cw, ma probabilmente non bastavano e così
sono passati al controllo della cassa). Ci dispiace per alcuni editori,
vignaioli, relatori - all'oscuro dei percorsi. Che queste righe
contribuiscano ad avere una lettura critica?

fattualisti/kNOw future remix, t/Tl/cw, milano


Da: factualism -A- libero.it

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