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(it) FAI Torino: Torino tra Fabbrica e Luna Park il 26 maggio

Date Tue, 23 May 2006 11:25:53 +0200 (CEST)


Venerdì 26 maggio ore 21,15 in corso Palermo 46
Presentazione de:
"L'ALTRA FACCIA DELLA GUERRA/REPRESSIONE, LEGGI SPECIALI, CARCERE"
Speciale di Umanità Nova sulla repressione
PROVE TECNICHE DI REGIME - TORINO TRA FABBRICA E LUNA PARK
L'antifascismo non si arresta.
SABATO 10 GIUGNO CORTEO CONTRO LA REPRESSIONE
Partenza dalle ore 15 da Porta Susa
Un anno fa, nella notte dell'11 giugno, nella città della Mole una
squadraccia fascista armata di coltelli e bastoni si introdusse di notte
nella casa occupata Barocchio: due occupanti vennero accoltellati. Uno di
loro, l'intestino trapassato da un fendente, dovette essere operato
d'urgenza. Solo per un caso non c'è scappato il morto. La settimana
successiva, il 18 giugno, un corteo di denuncia venne caricato in via Po
dalla polizia che trasse in arresto due manifestanti. Un mese dopo altri
arresti. In totale 10 antifascisti, che trascorreranno un paio di
settimane in carcere e, in buona parte, altri cinque mesi ai domiciliari.
Durante la fuga dalla carica vennero danneggiati alcuni tavolini e sedie
di bar e una vetrina. Tutto questo è valso l'accusa di "devastazione e
saccheggio": un reato che costa dagli 8 ai 15 anni di reclusione.

Siamo di fronte a una vera e propria torsione politica del diritto:
semplici "danneggiamenti" danno luogo a un'imputazione da tempo di guerra,
da disastro epocale. Venne applicata per il disastro del Vajont: 3.500
morti e tre paesi spazzati via.

Il 27 giugno comincerà il processo ai 10 antifascisti torinesi.

Questo processo ha una valenza che va ben la di là della Mole. Il reato
per il quale sono perseguiti e per cui rischiano lunghi anni di
detenzione, è, intrinsecamente, un reato di natura collettiva, poiché
prescinde dalle responsabilità individuali. L'accusa di "devastazione e
saccheggio" palesa la chiara volontà di criminalizzare le manifestazioni
di piazza. Non c'è uno straccio di prova a carico dei 10 compagni. Ma che
importa? A sentire i PM, basterebbe l'intenzione. E che l'intenzione vi
fosse lo deducono dalle biografie politiche redatte dai funzionari di
polizia. Detto in altro modo: sono colpevoli perché anarchici o
antagonisti, al di là della responsabilità individuale sui fatti loro
contestati.

Da qualche anno la magistratura applica le norme in modo follemente
estensivo per limitare la libertà di manifestare e di opporsi al disordine
costituito. Quando non basta ci pensa l'esecutivo ad emanare leggi sempre
più speciali che hanno esteso la categoria di eversione al punto che anche
la protesta pacifica contro un provvedimento dello stato potrebbe
rientrarvi.

Nelle lotte sociali, i reati che possono essere al limite contestati
(dalla resistenza al blocco stradale al danneggiamento all'occupazione di
edificio, ecc.) non portano con sé pene particolarmente alte. Per questo
l'apparato repressivo cerca di inquadrare le proteste all'interno di
fattispecie penali punite più gravemente. Questo è il motivo del ricorso,
ad esempio, ai reati previsti dagli artt. 270 e 270bis c.p.

In tutta Italia oggi sono aperte inchieste nei confronti di realtà che
hanno posto la questione sociale (casa, reddito, accoglienza degli
stranieri), tutte inchieste accomunate dall'uso degli artt. 270 e 270bis
del codice penale, associazione sovversiva e associazione finalizzata
all'eversione dell'ordine democratico.

Il fatto che venga punita la mera associazione rende queste fattispecie
utilizzabili in modo ampio ed esse possono colpire anche soggetti che non
abbiano commesso alcun reato; l'applicazione di queste fattispecie
presuppone, però, la dimostrazione della sussistenza appunto di
un'associazione, di una stabile struttura, e della finalità politica che
va oltre i singoli fatti eventualmente commessi dagli associati. I
tentativi di criminalizzare l'opposizione politica e sociale con
l'utilizzo e l'estensione infinita dei reati di natura associativa è
sinora sostanzialmente fallita.

Il caso di Torino spicca nel panorama repressivo, perché la procura della
repubblica sta provando ad imboccare una strada nuova, in fase di
sperimentazione nel processo di Genova per i fatti del G8, e che in
Piemonte si cerca di affinare.

Da un reato di organizzazione, la magistratura torinese cerca oggi di
passare all'utilizzo di un reato di piazza, come quello di devastazione e
saccheggio. La valenza repressiva di quest'operazione è molto forte e
denuncia una tentazione autoritaria che mette in pericolo la libertà di
tutti.

Quest'accusa può colpire in astratto tutti i soggetti partecipanti ad una
manifestazione, indipendentemente dal fatto che abbiano compiuto atti
specifici. Il passaggio da danneggiamento a devastazione e da furto a
saccheggio fa sì che il reato divenga collettivo, venga cioè imputata una
sorta di responsabilità collettiva a tutti quelli che, partecipando alla
manifestazione, avrebbero consentito, voluto, fors'anche programmato
eventuali danneggiamenti. Chi partecipa a una manifestazione per questo
solo fatto viene investito da un reato gravissimo.

Se il teorema dei magistrati torinesi Laudi e Tatangelo dovesse passare, i
primi a pagare sarebbero i nostri compagni, ma subito dopo sarebbe il
turno dei valsusini, degli antifascisti milanesi incarcerati l'11 marzo e
di chiunque manifesti pubblicamente la propria opposizione all'ordine
costituito.

Gli antifascisti arrestati a Milano per la manifestazione dell'11 marzo
contro l'indecente sfilata fascista nel centro della città sono accusati
di "devastazione e saccheggio".

I No Tav, che l'8 dicembre a Venaus, in Val Susa, si ripresero i terreni
sgomberati con la violenza dei saccheggiatori e devastatori della lobby
tavista , sono inquisiti per "devastazione e saccheggio".

Con questo delirio giuridico si vuole colpire e criminalizzare la mera
partecipazione alle manifestazioni, si vuole attaccare la libertà di
partecipare attivamente alle lotte esprimendo le proprie idee.

Di fronte alle violenze fasciste, alla predazione delle risorse e dei beni
comuni, allo sfruttamento selvaggio, al razzismo che si fa legge, alla
guerra e al militarismo in questi anni sono scesi in piazza milioni di
uomini e donne.

In Italia ci sono 9000 procedimenti in corso contro i protagonisti delle
lotte sociali. Chi si batte per la casa, il reddito, la libertà di
circolazione? chi si oppone ai CPT-lager, alla predazione delle risorse e
dei beni comuni, allo sfruttamento, alla precarietà, alla guerra, al
militarismo finisce nel mirino di polizia e magistratura

I fatti di Torino sono prove tecniche di regime alle quali tutti coloro
che hanno a cuore la libertà e la giustizia sociale devono opporsi con
fermezza e determinazione.

Facciamo appello a essere in piazza Torino il 10 giugno: c'è in gioco la
libertà di poter manifestare pubblicamente il proprio pensiero.

L'antifascismo non si arresta.

Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana - FAI
cdc@federazioneanarchica.org
www.federazioneanarchica.org

Adesioni aggiornate al 22 maggio 2006:

Torino e provincia
CUB Piemonte
Fenix Osservatorio contro la repressione
Osservatorio Ecologico volante per
Torino Squatter - Torino

LOC - Lega Obiettori di Coscienza - Torino
PRC - Federazione di Torino
Carc sezione Gramsci Torino
Circolo PRC Bussoleno Val Susa
Comitato Pace - Robassomero
Confederazione Cobas - Torino

------------------------------
Adesioni dal resto di Italia e nazionali

Nazionali:

Unione Sindacale Italiana - USI - AIT
Cobas Scuola

-----------------------------------------------------------

Circolo Zabriskie Point - Novara
Unicobas - Livorno
Circolo anarchico "Binazzi" - La Spezia
Gruppo anarchico "Pietro Gori" - FAI - Savona
Collettivo Libertario Genovese - Genova
Gruppo Anarchico "Pisacane" - Rovigo
Gruppo Comunista anarchico della Val D'Enza
Gruppo Libertad - FAI - Rimini
OACN -FAI - Napoli
Collettivo anarchico libertario giovanile - Livorno
Gruppo Germinal - FAI - Carrara
Cobas Marmo - Carrara
Circolo "Gogliardo Fiaschi" - Carrara
Federazione Municipale di Base - Spezzano Albanese
CDA - Centro di Documentazione Anarchica - Roma
FAI - Roma
Gruppo anarchico versiliese
Perlanera - Alessandria
FAI - Alessandria
Gruppo "Malatesta" - Imola
Gruppi anarchici imolesi - Imola
Comitato cittadino antirazzista - Parma
Ateneo libertario - spazio anarchico Napoli
USI - Alessandria
Archivio antifascista
FAI Venezia-Padova
Ateneo Libertario - Venezia
Resistenza Antifascista - Chioggia (VE)
Circolo Anarchico "Berneri" - Bologna
Circolo "Zapata" - Pordenone
Iniziativa Libertaria - Pordenone
Circolo anarchico di vicolo del Tidi - Pisa
Gruppo Anarchico Kronstadt - Volterra
Gruppo anarchico "Luigi Fabbri" - FAI Correggio
USI Correggio
FAI - Cuneo
FAI - Jesi
Federazione Anarchica Milanese

Per adesioni:
fat@inrete.it
338 6594361

Da: Federazione Anarchica Torinese <fat@inrete.it>

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