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(it) News Comidad 18 maggio: Sì al precariato, purché in modo educato

Date Thu, 18 May 2006 12:02:08 +0200 (CEST)


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad. Chi volesse consultare le news
precedenti può reperirle sul sito www.comidad.org sotto la voce
"COMMENTARIO".
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SÌ AL PRECARIATO, PURCHÈ IN MODO EDUCATO
Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, il diessino "dal volto umano", si è
fatto carico di avviare la riabilitazione delle legge Biagi, che
istituzionalizza il precariato. Sacrificato dal sistema di dominio per
santificare il precariato, oggi Marco Biagi ha a Roma una strada
intitolatagli da Veltroni.

Gli slogan adoperati da Veltroni ricalcano quelli che ha usato l'ex
governo durante la campagna elettorale appena trascorsa: sarebbe grazie
alla legge Biagi che centinaia di migliaia di giovani avrebbero potuto
uscire dalla disoccupazione e dal lavoro nero per accedere ad un rapporto
di lavoro legalizzato, anche se a tempo determinato.

Una cinquantina di anni fa, durante la repressione francese in Algeria,
Don Lorenzo Milani così descriveva l'atteggiamento della gerarchia
cattolica nei confronti delle torture: dire coglione è un peccato,
metterci un elettrodo no. Per quelli come Veltroni è la stessa cosa: tutto
è ammissibile - precariato, apartheid, servitù della gleba, schiavismo -,
basta non dire volgarità come Berlusconi e Calderoli. La differenza tra
destra e sinistra è ormai questione di toni e non di contenuti.

In realtà le cosiddette argomentazioni a favore della legge che porta il
nome di Biagi - che ne sia poi effettivamente lui l'autore, è tutto da
dimostrare -, si basano su evidenti forzature. È vero infatti che
l'entrata in vigore delle legge ha sbloccato le assunzioni, ma quelle
stesse assunzioni erano rimaste in sospeso proprio perché agli
imprenditori era stato detto di attendere finché non fosse stata approvata
la legge.

Perché mai gli imprenditori avrebbero dovuto assumere lavoratori alle
vecchie condizioni, quando gliene erano state promesse delle nuove, molto
più vantaggiose? La realtà, che nemmeno le statistiche sono riuscite ad
occultare, è che la propaganda sulla "flessibilità" e le aspettative che
ne sono derivate, hanno avuto degli effetti di rallentamento
sull'economia, scoraggiando gli investimenti.

Ancora una volta è accaduto ciò che gli schemi marxistici non sono in
grado di vedere, e cioè che la logica del profitto è inserita in un
contesto di gerarchizzazione sociale, perciò, come già diceva Montaigne,
le leggi possono avere come movente il semplice odio contro l'uguaglianza.

Ratzinger ha detto che i poveri, per essere graditi a Dio, devono vivere
la loro condizione senza rancore e senza invidia, altrimenti rischiano
pure di andare all'Inferno. Anche Marx, nei "Manoscritti
economico-filosofici", ha avallato questo luogo comune secondo cui
esisterebbe un socialismo dettato dall'invidia dei poveri verso i ricchi.

Ma per essere oggetto di invidia non è affatto necessario avere qualcosa,
basta che gli altri pensino che tu possa averlo. Nella società e
nell'economia, le aspettative fanno realtà.

18 maggio 2006


Da: "Vincenzo Italiano" <tamerix -A- inwind.it>

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