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(it) Comunicato Comm. Sindacale FdCA: Contaminazione chimica dei contratti di lavoro

Date Tue, 16 May 2006 11:06:38 +0200 (CEST)


CONTAMINAZIONE CHIMICA DEI CONTRATTI DI LAVORO
E? da un pezzo che Confindustria cerca di giungere alla revisione degli
accordi del luglio 1993 Ci aveva provato alcuni mesi fa col contratto dei
metalmeccanici, ora ha accelerato i tempi col contratto dei chimici, che
rappresenta una chiave di volta nel perseguimento della strategia che
Confindustria persegue per
1. trasformare il CCNL in un accordo di rito di maggiore durata e con
aumenti dei minimi tabellari calcolati sulla base di un tasso d?inflazione
programmata di dimensione europea (il 2%);
2. vincolare la contrattazione di secondo livello sia a parametri di
efficienza della prestazione, sia a parametri di produttività e di
redditività delle imprese;

3. rivedere il sistema delle regole, sia sul versante della rappresentanza
dei lavoratori nei luoghi di lavoro, sia sul versante delle procedure di
conciliazione e delle sanzioni.

Mentre si avvicina alla scadenza di luglio la sperimentazione dell?orario
plurisettimanale concordato nel contratto dei metalmeccanici, un altro
passo verso l?introduzione della flessibilità contrattata a livello
aziendale viene fatto nel contratto dei chimici autorizzando le RSU a
contrattare deroghe - presumibilmente in peggio - in modifica del CCNL, in
tema di orari di lavoro (maggiorazioni di turno, gettoni per il lavoro
notturno) e di salario (premi di risultato, erogazione della
quattordicesima). E come per i metalmeccanici vale la regola dei 100 euro
polverizzati in 3 tranches che inchioda il salario ancora una volta alla
sua attuale funzione di mera sussistenza.

Così Confindustria sembra avvicinarsi ai suoi primi due obbiettivi, la
CISL torna a vedere inverarsi la sua linea sindacale favorevole al primato
della contrattazione decentrata, la CGIL si infetta nuovamente e risveglia
virus malefici nel suo apparato mai debellati. Con la modifica delle
procedure di raffreddamento del contenzioso e col preavviso di sciopero,
Confindustria sembra centrare anche il suo terzo obiettivo (sono necessari
5+5 giorni prima di poter proclamare uno sciopero e comunque 48 ore di
preavviso).
Sull?applicazione della Legge 30/2003, nessuna novità: continuano ad
essere utilizzati i contratti a termine anzi aumenta notevolmente il
periodo, continua ed aumenta (fino al 18% la somministrazione di lavoro
interinale; confermato l?apprendistato al 70%, (conferma con franchigia
sotto i 4 dipendenti).

Una "commissione nazionale contrattazione" composta da 2 esponenti delle
imprese e 3 dei sindacati vaglierà ed approverà (è richiesta l?unanimità)
le deroghe al contratto nazionale che perverranno dagli accordi aziendali.
Un vero e proprio accordo di cogestione, che ricorda molto lo spirito dei
famosi enti bilaterali del Patto per l?Italia del 2002. Un vero e proprio
atto di sabotaggio a danno del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
Un?ulteriore scelta di rinuncia all?autonomia di contrattazione e di
rappresentanza da parte del sindacato, quale organizzazione dei
lavoratori; un?ulteriore conferma ed un ulteriore moto verso quella deriva
che la burocrazia padrona dei sindacati concertativi sta guidando in
direzione di un approdo in cui i diritti indisponibili diventano opzioni,
la contrattazione degrada in confluenza di interessi tra padroni e
burocrati sindacali; la firma di un accordo sancisce un?operazione di
mercato e non l?esito di una mobilitazione di base e di lotte.

Questo contratto di categoria sembra aprire quella stagione
neo-concertativa che prima delle elezioni politiche del 9-10 aprile veniva
auspicata dalle associazioni imprenditoriali e dalle burocrazie sindacali
sulla scia di una vittoria dell?Unione. Potrebbe avere effetti a cascata
sugli altri contratti, potrebbe infettare tutto il sistema delle relazioni
industriali e marcare quel patto di legislatura che viene chiesto dai
leader sindacali. Potrebbe fiaccare ogni mobilitazione dei lavoratori,
ogni partecipazione alle lotte sindacali, se l?esito è la deroga al
contratto... per contratto!

Tutto questo deve essere fermato!

E può fermarlo solo la mobilitazione di base dei lavoratori che nelle
assemblee, attraverso le RSU e le RSA, rigetti questo contratto di
svendita e lo rispedisca al mittente.

E per fare questo, come tante altre volte è successo negli ultimi 5 anni,
è necessario che la classe lavoratrice sappia nuovamente esprimere quella
sua capacità di autonomia organizzativa e propositiva che le restituisce
protagonismo e titolarità nella contrattazione, delegittimando i
rappresentanti sindacali opportunisti, praticando forme di
auto-organizzazione e di libertà in netta opposizione con il verticismo
degli apparati della burocrazia sindacale.

Noi, comunisti anarchici, come sempre non possiamo che esserci.

Commissione Sindacale
FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI

16 maggio 2006

http://www.fdca.it


Da: Commissione Sindacale <sindacale@fdca.it>


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