A - I n f o s
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **

News in all languages
Last 40 posts (Homepage) Last two weeks' posts

The last 100 posts, according to language
Castellano_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_ The.Supplement
First few lines of all posts of last 24 hours || of past 30 days | of 2002 | of 2003 | of 2004 | of 2005 | of 2006

Syndication Of A-Infos - including RDF | How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
{Info on A-Infos}

(it) Documento USI Roma per l'assemblea nazionale del 13 maggio indetta dallo SLAI

Date Mon, 15 May 2006 11:23:48 +0200 (CEST)


RILANCIAMO IL CONFLITTO SOCIALE E DI CLASSE
Contro precarietà lavorativa e sociale, contro flessibilità e
sfruttamento per riconquistare diritti e sviluppare autorganizzazione e
autogestione
* * * * *
COMUNICATO/INTERVENTO DI USI AIT NAZIONALE per l'ASSEMBLEA del 13/5 Le
lavoratrici e i lavoratori dell'UNIONE SINDACALE ITALIANA e delle
strutture territoriali ad essa collegate ritengono necessario sviluppare
forme di collegamento e di coordinamento reale tra le varie situazioni di
lotta, a partire dai posti di lavoro ma in sintonia con quelle di
carattere sociale.

Le decisioni prese nel nostro ultimo congresso nel 2004, che definisce
l'intervento politico programmatico coerentemente con i principi
statutari, non prevedono alleanze o patti permanenti ma solo patti
d'azione o coordinamenti limitati nel tempo e su specifiche questioni,
ribadendo la pluralità delle forme organizzative esistenti e la capacità
di coordinarsi per raggiungere obbiettivi concreti e individuati, non
essendo l'USI AIT interessata alla ?sommatoria di sigle? ma alla
costruzione reale e autorganizzata su piattaforme precise e condivise. C'è
comunque la necessità di un confronto per la verifica delle compatibilità
di percorso e un approfondimento in termini di chiarezza su obbiettivi e
metodi.

La situazione romana ricalca per molti versi quella nazionale, la lotta
contro la precarietà e le esternalizzazioni dei servizi pubblici, il
ricorso ad appalti e sub appalti e la tendenza alla delocalizzazione di
impianti per risparmiare sul ?costo del lavoro? e ottenere margini di
profitto sulla pelle di operai, lavoratrici e relative famiglie ha avuto
l'effetto di natura repressiva con una arroganza padronale che non si
vedeva da anni. In questo ambito la differenza tra amministrazioni
pubbliche di centro sinistra o di centro destra o il posizionamento
politico dei Consigli di Amministrazione delle società verso una
coalizione o l'altra è stata minima, le maggiori ?aperture? a favore dei
settori in lotta e delle classi subalterne è dovuta ai rapporti di forza e
al loro mantenimento nel tempo che si sono messi in campo, da parte nostra
si è verificato che dove si è sviluppata una chiara pratica di
autorganizzazione e di autonomia/indipendenza dal quadro ?politico ?
amministrativo? istituzionale (che non significa certo non dialogare con
le controparti) su precise piattaforme e obbiettivi costruiti dal basso e
verificati nel corso del conflitto in corso, si è riusciti ad ottenere
risultati significativi.

Quando invece si è preferito o accettato il graduale appiattimento sulla
sponda ?istituzionale?, disarmando la lotta dei suoi contenuti
conflittuali, le conseguenze negative si sono fatte sentire. Altra
caratteristica prevalente è lo sviluppo di lotte e mobilitazioni di natura
?resistenziale?, ovviamente importanti e significative ma che non ci
permettono di valutare fino in fondo la correttezza delle pratiche
adottate e la loro efficacia, così come della tenuta delle situazioni ?in
movimento? e la capacità e consapevolezza di evolversi verso forme più
complesse di organizzazione diretta e di autogestione.

Nella nostra esperienza concreta, le strutture che fanno riferimento
all'USI AIT si sono prese in diversi casi la responsabilità di essere tra
le promotrici di alcune lotte o iniziative, o di sostenere situazioni già
esistenti, con una ripresa anche nelle forme di mobilitazione adottate del
patrimonio comune del movimento operaio e sindacale, nel segno del
conflitto sociale e di classe.

Questo con la dovuta accortezza di non accelerare i tempi di crescita e di
sviluppo dei percorsi messi in piedi ?bruciando? le situazioni stesse,
data la estrema difficoltà di riuscire a ricomporre anche ?frammenti? e
settori che dovrebbero avere molti punti di contatto sul terreno della
materialità delle rivendicazioni, delle idee sostenute e delle pratiche
adottate, la scomposizione in termini di classe ha già prodotto in questi
anni risultati terribili.

Per esempio, la USI AIT si è fatta promotrice di comitati contro lo scippo
del TFR, per la previdenza pubblica e contro la precarietà in diverse
città a partire da Roma, in questo accomunata al percorso intrapreso da
quasi tutto il sindacalismo di base e conflittuale.

E' importante ribadire il protagonismo diretto di lavoratrici e
lavoratori, anche immigrati/e, ma va approfondita la funzione delle
strutture
autorganizzate, che sono uno strumento collettivo di autodifesa, di
proposta e di sviluppo delle lotte, che non possono essere disarticolate
rispetto ai singoli diritti rivendicati e da garantire a tutti/e, per
evitare il rischio di un ?inglobamento? di giuste battaglie e proposte dal
modello partitico e da un sistema di stampo liberale ? garantista,
svuotato del significato concreto del ?conflitto? e del ruolo
dell'organizzazione diretta e della decisionalità dal basso.

Va chiarito, rispetto al documento pervenuto per l'assemblea del 13 maggio
a Roma, per esempio nella parte dei diritti sindacali una eccessiva
enfatizzazione della funzione delle ?RSU?, che si ricorda sono uno dei
?frutti avvelenati? degli accordi di concertazione del luglio 1992 e del
1993, che hanno introdotto un ?nuovo modello di relazioni industriali? e
una politica dei ?redditi e di contenimento dei salari? i cui effetti
negativi si sono fatti sentire a danno delle classi subalterne e
sfruttate. Così come non è affrontato il nodo della battaglia per ottenere
un ?reddito sociale? che non si riduca al ?sussidio di povertà? della
legge campana o delle proposte avanzate da assessori di giunte regionali
?progressiste?, riportando la questione del salario garantito senza
approfondire l'oggettiva tendenza alla scomposizione delle quote di
salario (salario diretto, indiretto e differito) e le costromisure da
adottare per riconquistare diritti e garanzie, strettamente collegata con
il generale contrasto alla precarietà, alle esternalizzazioni, allo
smantellamento e al ?furto? di parti di salario e di reddito, anche in
termini di servizi sociali e pubblici.

Ricordiamo in tale occasione anche la nostra piattaforma di lotta,
approvata dalle nostre strutture, per verificare i punti in comune:

* DIRITTO al LAVORO e alla CASA;
* REDDITO SOCIALE GARANTITO per tutti/e precari/e, disoccupati/e e non
solo; * SERVIZI SOCIALI PUBBLICI (istruzione, sanità, trasporti, energia,
previdenza ..);
* NO ALLE PRIVATIZZAZIONI e alle ESTERNALIZZAZIONI;
* Ritiro della LEGGE 30, del Pacchetto Treu e delle ?controRIFORME? della
Moratti;
* L'eliminazione della Legge Bossi-Fini per gli immigrati;
* NO alle SPESE MILITARI, per poter finanziare l?edilizia pubblica e i
SERVIZI SOCIALI;
* No allo scippo del TFR e per richiedere una PREVIDENZA PUBBLICA; *
regolarizzazione dei contratti di lavoro e processi reali di
stabilizzazione delle migliaia di precarie e precari nelle Pubbliche
amministrazioni e nelle aziende private.

La disponibilità al confronto e alla verifica delle proposte, non ci fa
dimenticare la necessità che viene chiesta da diverse situazioni che
vivono quotidianamente sulla loro pelle la precarietà e lo sfruttamento,
di aprire una ?campagna? di lunga durata e far prendere le responsabilità
ai ?nuovi governanti? del superamento della precarietà sbandierato nel
?programma?, anche attraverso atti concreti (lo sblocco delle assunzioni
nelle pubbliche amministrazioni con servizi gestiti da precari e precarie
vincitori di concorsi, della situazione di internalizzazione di servizi
pubblici e l'assorbimento del personale impiegato per effetto di
esternalizzazioni, della flessibilità che mette a repentaglio le
condizioni minime di sicurezza e di salute, della precarietà che
complessivamente si vive anche se si ha un lavoro fisso con il progressivo
peggioramento di condizioni di lavoro e di ritmi di vita...).

Per questo a partire dalla situazione romana vogliamo dare un primo
segnale di ripresa del conflitto, per combattere la LEGGE 30 del 2003 e la
precarietà lavorativa e ?sociale?, per richiedere al nuovo governo un
segnale di ?concreto? cambiamento a partire dal mondo del lavoro.

Chiediamo a tutti/e di seguire il segnale che, per rompere gli indugi e
senza nessuna velleità di ?primogenitura?, ma solo per rispondere ad una
esigenza concreta e sentita in molti posti di lavoro in città, di
partecipare all'iniziativa a Piazza SS. Apostoli il 22 maggio dalle ore 16
alle ore 19 di fronte alla sede dell'UNIONE, come proposto da diversi
comitati e coordinamenti di lavoratrici e lavoratori pubblici precari, di
servizi in appalto.

L'UNICA LOTTA CHE SI PERDE, E' QUELLA CHE NON SI FA...


UNIONE SINDACALE ITALIANA ? SEGRETERIA NAZIONALE
(usiaitl@yahoo.com)
Roma Via Iside 12 00184
Tel. 06/70451981 Fax 06/77201444
Milano Viale Isonzo 10
Tel. 02/54107087 Fax 02/54107095

LABORATORIO SOCIALE LA TALPA -
latalpa12ott@hotmail.com

ASSOCIAZIONE UTENTI E CONSUMATORI ? USICONS


Da: "USI AIT" <usiaitl@yahoo.com>

_______________________________________________
A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
http://ainfos.ca/cgi-bin/mailman/listinfo/a-infos-it


A-Infos Information Center