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(it) News Comidad: COlonialismo e intrecci politico/affaristici

Date Fri, 12 May 2006 10:43:07 +0200 (CEST)


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad. Chi volesse consultare le news
precedenti può reperirle sul sito www.comidad.org sotto la voce
"COMMENTARIO".
* * * * *
COLONIALISMO E INTRECCI POLITICO/AFFARISTICI
Da sempre la propaganda svolge la funzione di occultare i dati di fatto,
facendo passare da "dietrologo" chi cerchi di riportarli in evidenza.
Nella controversia nucleare il governo iraniano si gioca oggi un potere
contrattuale che deve proprio agli Stati Uniti ed alla sua occupazione
coloniale dell'Iraq. La collaborazione del governo iraniano è stata
decisiva per consentire agli Stati Uniti una rapida occupazione del
territorio, ma lo è anche adesso, per mediare con la comunità islamica
sciita, maggioritaria nel sud dell'Iraq.

Ovviamente l'Iran si trova ad essere il bersaglio della propaganda araba
e sunnita, che lo accusa di collaborazionismo con gli Stati Uniti. Ciò
spiega le tante dichiarazioni "folli" del Presidente iraniano, il quale
deve respingere davanti all'opinione pubblica araba questo marchio di
alleato del colonialismo statunitense.

Anche gli Stati Uniti, a loro volta, devono dissimulare questa pur
evidente alleanza tattica, e perciò sembrano porsi come i capofila dei
sostenitori delle sanzioni, mentre alla Russia spetta il ruolo di chi
frena la collera di Bush. La semplice voce di possibili sanzioni, o
addirittura di una guerra, è sufficiente a spingere sempre più in alto
il prezzo del petrolio, e ciò corrisponde all'interesse immediato sia
degli Stati Uniti, che devono far fruttare al massimo il petrolio che
stanno saccheggiando in Iraq, sia della Russia, che è uno dei principali
Paesi produttori di materie prime.

Se si considera che anche l'Iran è uno dei maggiori produttori di
petrolio, ci si rende conto che questo stato di artificiosa tensione
corrisponde ad un suo interesse economico e non solo propagandistico.

Anche sull'Afganistan l'uccisione, pochi giorni fa, di soldati italiani
in un attentato, è stata l'occasione per riciclare il solito quadro
propagandistico dai toni allarmati e vittimistici, secondo il quale il
potere reale del governo afgano sarebbe limitato alla sola capitale
Kabul, mentre il resto del territorio sarebbe tornato sotto il controllo
dei Talebani. Queste confessioni di impotenza sono sempre sospette e
contraddicono il dato di fatto secondo il quale i poteri tribali afgani
hanno accettato, almeno per il momento, l'occupazione e la tutela
coloniale degli Stati Uniti in cambio della possibilità di cogestire il
business del traffico d'oppio.

Il mito dello "scontro di civiltà" serve a celare che esistono una
politica ed una economia sfacciatamente colonialistiche, rese possibili
da un intreccio politico/affaristico con settori dei popoli colonizzati.

11 maggio 2006


Da: "Vincenzo Italiano" <tamerix -A- inwind.it>

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