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(it) news Comidad

Date Fri, 5 May 2006 10:24:46 +0200 (CEST)


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad. Chi volesse consultare le news
precedenti può reperirle sul sito www.comidad.org sotto la voce
"COMMENTARIO".
* * * * * * * * * *
NASSIRIYA: UNA STRAGE SENZA KAMIKAZE
Una delle regole fondamentali della propaganda è che quando la propria
posizione sia diventata insostenibile, occorre inventare una
contro-posizione fittizia, che risulti ancora più insostenibile, e che
serva sia a distrarre l'attenzione, sia a far recuperare credito.

La seconda strage di Nassiriya è stata infatti accompagnata da polemiche
sullo slogan che sarebbe stato lanciato mesi fa in alcune manifestazioni
e, recentemente, persino in occasione del 25 aprile: "Dieci, cento, mille
Nassiriya". Lo slogan sarebbe stato nuovamente gridato in altre
manifestazioni avvenute dopo l'attentato in cui sono morti quattro
militari, di cui tre italiani.

Additando i soliti cattivi al ludibrio della pubblica opinione, il governo
Berlusconi ha cercato di mettere in secondo piano le proprie dirette
responsabilità nell'accaduto. Era ovvio infatti che annunciare il ritiro
delle truppe italiane per poi dilazionarlo nel tempo, non avrebbe potuto
evitare altri attacchi, perché le variabili in campo erano troppe, e non
riguardavano soltanto i rischi connessi alla competizione tra i vari
gruppi della resistenza.

Le altre variabili riguardavano gli stessi "alleati" dell'Italia, i quali
hanno oggettivamente tutto il vantaggio a mettere in difficoltà le ipotesi
di ritiro, presentandole come una resa di fronte al terrorismo. Non a caso
questa tesi è stata ripresa dai commentatori delle grandi testate
giornalistiche, a dimostrare ancora una volta la verità di quanto
sosteneva già ottant'anni fa Francesco Saverio Nitti, e cioè che la stampa
italiana rappresenta la voce della subordinazione coloniale dell'Italia ad
altre potenze.

Non che Stati Uniti e Gran Bretagna abbiano effettivamente bisogno sul
campo della presenza dei soldati italiani, ma la loro eventuale partenza
rischierebbe di isolarli ulteriormente. L'aspetto curioso della vicenda è
che i soldati del contingente italiano, compresi i loro comandanti,
sembrano essere i più ansiosi di andarsene. È da rilevare infatti che nel
loro rapporto sull'attentato, le autorità militari non hanno fatto nulla
per accreditare l'esistenza del fantomatico soggetto politico detto
"terrorismo" e, con sommo dispiacere dei giornalisti, hanno sgombrato
subito l'ipotesi kamikaze, parlando di un ordigno collocato sul tragitto,
secondo i normali canoni della guerriglia. È chiaro che sarebbe bastato
anche solo ventilare l'ipotesi dell'azione di un kamikaze perché
l'attentato diventasse automaticamente simbolo dello scontro di civiltà.

Coloro che di fatto auspicano altre "dieci, cento, mille Nassiriya" sono
quelli che lavorano per ritardare il ritiro dei soldati italiani. Era
questo che si voleva mettere in ombra quando si sono mandati dei
provocatori a gridare quello slogan nelle piazze.

4 maggio 2006


Da: "Vincenzo Italiano" <tamerix -A- inwind.it>

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