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(it) Umanità Nova, n.11: Milano: presidio in piazza Fontana . Provocatori a Milano

Date Wed, 29 Mar 2006 10:55:21 +0200 (CEST)


Milano: presidio in piazza Fontana
Modificata la "nuova" lapide a Pinelli
-------
Nel pomeriggio di domenica 19 marzo c'è stato un presidio di protesta
organizzato dalla Federazione Anarchica Milanese in piazza Fontana.
L'amministrazione comunale del sindaco Albertini aveva di notte sostituito
la lapide originale in ricordo di Pinelli, posta a suo tempo dai
democratici e antifascisti della città.
Con questa operazione Pinelli non risultava più "ucciso innocente mentre
si trovava nei locali della Questura", ma diventava un "innocente morto
tragicamente".

Un chiaro e vergognoso tentativo di revisione storica, tra le tante in
atto in questo paese, per assolvere i responsabili di quella tragica
morte.

Il sindaco Albertini si affrettava a dare all'iniziativa il significato
della riabilitazione della figura del commissario Calabresi. Il
vice-sindaco di AN (lo "sceriffo" De Corato), ad un settimana di distanza
dalla marcia concessa ai fascisti a Milano, e in piena campagna
elettorale, dichiarava: "Gli anarchici si faranno vivi per spaccarla o
rimuoverla. È gente che in un solo sabato è riuscita a mettere a ferro e
fuoco una città... Mi aspetto questo ed altro.

Chiarissima la volontà provocatoria che esprime.

Durante il presidio sono stati appesi cartelli davanti alla lapide,
riaffermando che la strage del 12 dicembre "69 è di Stato e che Pinelli
non è morto tragicamente, ma assassinato mentre si trovava in Questura. Si
diffida Albertini e la sua giunta di centro-destra da ogni tentativo di
distorcere la verità storica.

Nell'occasione è stata sovrapposta nella lapide la parola "ucciso" a
quella di "morte" in riferimento a Pinelli, in attesa di una successiva
iniziativa di sostituzione della lapide stessa. È stata anche messa al
momento una bandiera anarchica.

Diversi erano i cittadini che passando casualmente, o informati dal Tg 3,
si esprimevano con pesanti commenti nei confronti dell'ennesima porcata da
parte dell'attuale amministrazione comunale.

E. M.

* * * * * * * * * *

Provocatori a Milano

La partita che si gioca a Milano e in Lombardia è una partita importante
per i contendenti; elettorali, si intende.

Quando sono in discussione investimenti grandiosi, quando si disegnano
progetti faraonici, quando si vuole ridisegnare il territorio, crescono
gli appetiti e crescono i conflitti tra chi si vuole spartire la torta;
Berlusconi contro il governatore Formigoni che vuole andare a Roma a
controllare i flussi di denaro, la giunta fascioforzaitaliota che si
arrocca per garantirsi il futuro.

In questa partita tutte le carte sono buone, anche quelle nella manica,
per assicurarsi la vittoria. Anche l'arma della provocazione. Un'arma che
è stata giocata concedendo ai nazifascisti di Fiamma Tricolore di sfilare
per la città con slogan e vessilli incitanti al duce, all'odio razziale, e
cianfrusaglie simili, ben sapendo che ci sarebbe stata una risposta che si
è voluta artatamente amplificare, per poi pubblicizzare per tutta la città
con manifesti riportanti le foto più ad effetto degli incidenti. Un'arma
che i postfascisti (ma quanto post?) di AN hanno rispolverato contro Prodi
e compagnia, durante la manifestazione di giovedì 16 marzo di qualche
migliaio di "benpensanti" guidati dall'associazione dei commercianti,
esponendo manifesti e striscioni contro "i prodi autonomi" e cercando di
egemonizzare il corteo, probabilmente memori delle adunate della
cosiddetta "maggioranza silenziosa" degli anni '70.

Un'arma che la maggioranza di centrodestra in Consiglio Comunale ha
brandito approvando una mozione che chiede la chiusura dei centri sociali
responsabili, a loro dire, degli scontri di sabato 11 e che viene
riaffilata con la sostituzione della lapide dedicata a Pinelli nella
nottata tra venerdì e sabato scorso, a poche ore dal presidio di
solidarietà con gli arrestati, che ha raccolto dai 500 ai 600 compagne e
compagni di fronte al carcere di San Vittore. In mancanza di un'attesa e
ricercata risposta il sindaco Albertini ed il postfascista De Corato
pensano bene, ancora oggi, di sollecitare lo sdegno sollevato dalla loro
incredibile azione ad una risposta violenta. Sono provocatori che sulla
nostra pelle pensano di regolare i loro conti elettorali. Ma per quanto
riguarda i nostri di conti hanno sbagliato i calcoli; la nostra risposta
non sarà emotiva, ma saprà ritorcere contro di loro tutto il disprezzo che
meritano: Pinelli non è solo un anarchico ma un simbolo per quanti, in
tutti questi anni, hanno lottato e manifestato per la verità sulla strage
di Piazza Fontana e sulle altri stragi che hanno visto come protagonisti
dei nazifascisti. Se lo ricordino bene.

M. V.

Da Umanità Nova, numero 11 del 26 marzo 2006, Anno 86
http://www.ecn.org/uenne

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