A - I n f o s
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **

News in all languages
Last 40 posts (Homepage) Last two weeks' posts

The last 100 posts, according to language
Castellano_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_ The.Supplement
First few lines of all posts of last 24 hours || of past 30 days | of 2002 | of 2003 | of 2004 | of 2005 | of 2006

Syndication Of A-Infos - including RDF | How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
{Info on A-Infos}

(it) Umanità Nova, n.11: Francia: in lotta contro il precar iato. Cresce la rivolta

Date Mon, 27 Mar 2006 18:03:17 +0200 (CEST)


Il 16 gennaio 2006 il primo ministro Villepin annuncia la creazione di un
nuovo contratto di lavoro, il cosiddetto Contrat Première Embauche, CPE
(Contratto Prima Assunzione). Questo contratto riguarda i giovani, il cui
tasso di disoccupazione, in alcuni quartieri, raggiunge picchi del 40%,
uno dei più alti d'Europa. Questo contratto permette durante 24 mesi ad un
datore di lavoro di licenziare il dipendente senza dover offrire una
giustificazione in merito. È una novità per quanto riguarda il diritto del
lavoro in Francia: istituirebbe una differenza di diritti tra giovani
minori di 26 anni e gli altri. Il CPE permette altresì ad un padrone di
sciogliere il contratto e di proporre un altro contratto identico alla
stessa persona, sì da rendere durevole la precarietà. Oltre alla
difficoltà che i giovani hanno per trovare un alloggio con questo tipo di
contratto - precario -, si va verso una nuova competizione tra lavoratori
che hanno un contratto classico, quindi con più garanzie, e i giovani con
un CPE. In generale, questo contratto è un nuovo tentativo di
generalizzare il precariato, di inscriverlo nel diritto di lavoro, senza
rimediare alle difficoltà dei giovani. Questo provvedimento si aggiunge ad
altre recenti misure governative come l'abbassamento dell'età scolare, o
il Contrat Nouvelle Embauche, CNE (Contratto Nuova Assunzione) che
introduce un periodo di prova di due anni prima dell'assunzione
definitiva. Già questo tipo di contratto impediva ai lavoratori di
scioperare, ammalarsi, o, se donne, rimanere incinte... per due anni,
sennò...


La lotta contro il CPE

Qualche giorno dopo l'annuncio del CPE parte, timidamente, la
contestazione. Gli studenti sono i più determinati poiché saranno i primi
interessati da questo contratto. Si svolgono le prime manifestazioni che
sfociano, il 7 febbraio, in una giornata nazionale di manifestazioni e
scioperi nel mondo del lavoro e nelle università. Le vacanze invernali non
fermeranno affatto la contestazione, sebbene il governo sottoponga il CPE
all'approvazione del parlamento il 10 febbraio. Nei giorni seguenti le
manifestazioni continuano, le facoltà vengono occupate. Il 7 marzo, una
nuova giornata di azione mobilita poco meno di un milione di persone che
manifestano l'opposizione al CPE. Quando, il 9 marzo, la Camera dei
Deputati approva definitivamente il CPE il malcontento dilaga ovunque. Gli
scioperi si moltiplicano nel settore dell'educazione, in appoggio agli
studenti, e tuttora ci sono licei occupati in tutto il paese. Il 16 marzo
nuova mobilitazione nazionale degli studenti: questa volta i liceali si
schierano finalmente in modo netto. Qua e là si verifica qualche incidente
in risposta all'incapacità del governo di rivedere la propria posizione, o
per contrastare le squadracce di estrema destra che provano a "liberare le
facoltà dai sinistrorsi" con le armi. Poi, il 18 marzo, più di un milione
di persone sfilano in Francia, 60 facoltà sono occupate o chiuse. La
mobilitazione non va scemando, anzi. In questo momento, tutte le
organizzazioni sindacali dei dipendenti e studenti convocano una nuova
giornata d'azione, il 28 marzo. Nel frattempo, i coordinamenti di studenti
in sciopero, le organizzazioni sindacali di liceali e studenti fanno
appello per uno sciopero generale e un blocco dei licei e delle
università.

La fine di un periodo di insuccessi.


Un movimento che si allarga

Questo movimento è il frutto di lotte sociali in fase di rapida
accelerazione. Il 4 ottobre 2005 vi erano stati scioperi e manifestazioni
contro la precarizzazione e in difesa dei servizi pubblici. Qualche
settimana più tardi, i giovani delle banlieue davano sfogo alla rabbia e
alla disperazione affrontando le autorità fin sulle strade. Adesso sono
gli studenti che trascinano i lavoratori. Questa situazione, che non ha
nulla a che vedere né con il Maggio del '68 né con un processo
pre-revoluzionario, obbliga a constatare che la coscienza sociale non è
morta. Mano a mano le rivendicazioni si estendono: manifestazioni,
assemblee generali di studenti estendono mettono in collegamento la più
generale questione del precariato, o la repressione che ha colpito i
giovani delle banlieue nel 2005. La solidarietà crea legami concreti
attraverso rivendicazioni più ampie.

In generale gli studenti sono molto gelosi della propria autonomia. A
volte arrivano anche a rifiutare contratti con lavoratori sindacalizzati!
Diffidano delle organizzazioni politiche e sindacali e hanno creato il
loro coordinamento nazionale. Hanno ragione: il movimento di protesta
contro il CPE è molto strumentalizzato a livello sindacale dai politici di
sinistra ed estrema sinistra. L'obiettivo dei rappresentanti sindacali e
dei partiti della sinistra istituzionale è quello di orientare l'opinione
pubblica (che è contraria al CPE al 68%!) contro il governo, in vista
delle elezioni del 2007. Quindi di controllare il movimento che pur resta
impacciato di fronte all'incapacità dei sindacati di decretare uno
sciopero generale illimitato per ottenere il ritiro del CPE.

La radicalizzazione del movimento è guardata con favore da una parte
dell'opinione pubblica. In primo luogo dagli studenti in lotta da circa
cinque settimane e poi da una porzione crescente della società civile che
non capisce il rifiuto di Villepin di ritirare il suo progetto.
Sfortunatamente le burocrazie sindacali, tutte preoccupate a non
destabilizzare l'ordine sociale per quanto ingiusto, rifiutano di andare
allo scontro decisivo. La parte critica dei sindacati maggioritari, i
sindacati alternativi Sud e la CNT francese, insieme anche agli anarchici,
non bastano ad invertire la tendenza. Il governo rifiuta di tornare sui
suoi passi; siamo quindi di fronte ad una guerra sociale di logoramento.
Eppure la vittoria contro il CPE è necessaria: altrimenti un profondo
sconforto si impadronirà nuovamente dei/delle sindacalisti/e e militanti
più attivi. Il risveglio sociale del 2005 e 2006 viene dopo un lungo
susseguirsi di annate nere quando gli arretramenti in campo sociale si
sono moltiplicati senza che ci fossero risposte adeguate, come se gli
sfruttati non credessero più alle loro capacità di cambiare le cose...

Non è una rivoluzione. Eppure oggi le prospettive sono migliori. Come
sempre nelle lotte che vanno avanti, le coscienze collettive maturano in
fretta; diventano chiare le contraddizioni dei politici, sbocciano le
pratiche di autogestione e collettive, l'apprendimento della democrazia
diretta, l'affermazione dell'autonomia, i dibattiti su chi ha tutto da
guadagnare e chi tutto da perdere con la precarietà.

Una nuova generazione si sta formando una coscienza politica forte e
pratica. Molti sono sensibili a idee che aprano prospettive di lotta
anticapitaliste e libertarie.

Gli anarchici/che e anarcosindacalisti/e sono presenti, per quanto
possibile, all'interno di questo movimento di lotta. Promuovono e
partecipano alla creazione e alla messa in rete delle assemblee generali,
spingono per l'autogestione e l'autonomia delle lotte, mirano a
sensibilizzare la popolazione allo sciopero illimitato. Prendono parte
alle manifestazioni facendo leva sulle proprie idee forza: sciopero
generale contro il capitale che sfrutta e lo Stato che sorveglia e
reprime, autogestione dei mezzi di produzione, di distribuzione e di
educazione!


Daniel,
militante della FA Francia - Belgio,
20 marzo 2006


Da Umanità Nova, numero 11 del 26 marzo 2006, Anno 86
http://www.ecn.org/uenne

_______________________________________________
A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
http://ainfos.ca/cgi-bin/mailman/listinfo/a-infos-it


A-Infos Information Center