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(it) Primo Forum Iberico del sindacalismo alternativo, Guarda (Portogallo) 4, 5 marzo 2006

Date Sat, 18 Mar 2006 09:23:45 +0100 (CET)


Il collettivo portoghese della FESAL-E cresce nelle lotte per la scuola e
l?università. Guarda è il punto più alto del Portogallo, mille metri,
vette innevate e percorse da un vento gagliardo e deciso che dominano la
Serra de la Estrela, da cui nasce il fiume Mondego che poi attraversa
Coimbra. A nord impetuoso il Douro raggiunge Porto, a sud il Tejo scorre
sino alla torre di Belem di Lisboa. Guarda, case antiche di antica pietra,
terra di contadini che hanno cercato di domare zolle aspre e ruvide, di
trasformare in pane la montagna che guarda le valli.
Qui è la quarta tappa di questo mio viaggio in Portogallo tra le realtà
della FESAL-E. Viaggio che inizia a Lisbona ospite dell?amico Manuel
Baptista che con determinazione e coraggio sta coordinando la nascita
sotto la bandiera con la rossa farfalla della FESAL-E, del primo sindacato
di base portoghese dalla fine della dittatura, compiutasi il 25 aprile
?74 con la rivoluzione dei garofani sulle note di "Grandola Villa Morena!".

Manuel Baptista ha condotto con successo nel corso di febbraio la
vittoriosa battaglia contro la chiusura della sua scuola, Joao do Castro,
un istituto superiore che ha visto mobilitarsi genitori, docenti e
studenti, uniti per difendere il diritto all?istruzione messo in
discussione dal governo che intende accorpare le scuole, depauperando il
territorio e vendendo le strutture a possibile riconversione turistica.

A Coimbra si legge sui muri "ganarà a contestação", vincerà la
contestazione, la difesa del diritto allo studio, all?accesso
universitario vengono difesi con determinazione nelle facoltà in cui è
presente, attivo e partecipe delle lotte il sindacato studentesco
libertario aderente alla FESAL-E. L?antica capitale e sede della sola
università portoghese per lunghi secoli, dal 1309 al 1911, solo meno di
cento anni fa infatti la prima repubblica permetterà la nascita degli
atenei di Lisbona ed Evora, è colorata di striscioni e scritte, solo
l?antichissima sede storica, che tutti chiamano Universidade, in parte
oggi museo, in parte sede della facoltà di diritto, è priva di richiami
alla lotta. Meraviglia dell?Universidade è la biblioteca settecentesca
voluta da don Joao V, all?interno volumi in tutte lingue, manoscritti del
grande Camoes, non solo le dense pagine epiche delle Lusiadi, ma anche i
meno noti e affascinanti scritti d?amore.

A Porto, tra ponti spettacolari che uniscono la collinosa città, tra
pioggia oceanica, minuta e battente, incontriamo Maria e Luisa, precarie
ma non piegate alla logica terribile dell?insicurezza sociale, anzi decise
a contribuire allo sviluppo della FESAL-E.

A Guarda, inerpicandoci per la Serra, raggiungiamo il gruppo coordinato da
Goulart Medeiros. Qui, presso il teatro "Aquilo", mentre giungono numerose
lavoratrici e lavoratori della CGT spagnola, prende avvio sabato
pomeriggio il primo forum iberico del sindacalismo di base. È una bella
sensazione, da moltissimo tempo non si svolge un incontro tra delegazioni
sindacali alternative dei due paesi iberici, il pensiero, la memoria
corrono alla remota data del 1923, a quell?incontro ad Evora che, per
impulso tra gli altri del lusitano Quintal, ha permesso, quattro anni
prima di Valencia, la nascita della Federazione Anarchica
Iberica.

Bandiere e striscioni colorano di rosso e di nero il blu notte del teatro
tra sedie, poltrone e divani, che si adattano al lavoro per gruppi e alla
plenaria, alla conversazione libera e solidale. Molti studenti, portoghesi
e spagnoli, di diverse università, alcuni presenti in Norvegia al secondo
Forum Europeo dell?Educazione, ed è un incontrarsi nuovamente da un capo
all?altro dell?Europa, con l?entusiasmo per una battaglia di civiltà, per
la scuola, la cultura, la libertà.

I tre gruppi di lavoro vertono su "scuola e pedagogia alternativa",
"ambiente", "globalizzazione"; all?Unicobas è chiesto di coordinare il
terzo gruppo. Dibattito ricco, intenso, vasto, proficuo, attento. Molti i
compagni della CGT, tra cui la responsabile della segreteria per la donna.
Nella sintesi per la plenaria raccogliamo cinque punti di convergenza:

1. la battaglia per i diritti in Europa è la prima e più forte forma di
solidarietà con il Sud del Mondo, ogni diritto perso nel vecchio
continente è perso per tutta l?umanità.

2. l?importanza delle parole, meglio "patrimonio pubblico" che servizio,
servizio è parola acquisita dalla controparte con l?Accordo Generale sul
Commercio dei Servizi (AGCS - GATS), le parole concorrono al formarsi del
pensiero, quindi grande attenzione.

3. l?autorganizzazione dei lavoratori, a tutti i livelli e in ogni luogo,
come forma di tutela e di difesa, ma anche di costruzione e di risposta
all?aggressione liberista.

4. moltiplicare i momenti di riflessione per essere consapevoli che da un
lato il disequilibrio planetario non può essere accettato ma va contestato
e occorre mettere in atto azioni concrete per ridurlo, dall?altro è
opportuno promuovere anche in occidente modelli di vita alternativi, in
modo non condizionati dagli stili consumisti.

5. agire per un autentico recupero del rispetto e della solidarietà,
attraverso una riflessione concreta che distingua in maniera
inequivocabile le attività caritative da azioni tese a promuovere libertà,
solidarietà, democrazia, concetti che sarebbe opportuno intendere nel loro
significato proprio.

Gli altri due gruppi di lavoro non hanno esposto una sintesi per punti. Il
dibattito pedagogico ha rilevato le grandi difficoltà e resistenze,
soprattutto in Portogallo, nel promuovere una pedagogia partecipata. Il
gruppo sull?ambiente ha sottolineato l?importanza
dei temi ecologici e di difesa dell?ecosistema come parte della battaglia
sindacale.

È stato approvato un documento dalla plenaria relativo alla scuola, per
chiamare all?azione la FESAL-E europea nella seconda metà di maggio con
azioni di sensibilizzazione in favore della scuola pubblica. Nella notte
straordinario susseguirsi di note musicali in un concerto che ha chiuso
con successo un incontro che merita di ripetersi.

Davide Rossi
responsabile relazioni internazionali
UNICOBAS Italia

fesalscuola@libero.it


http://www.fesal.it



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