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(it) Cile: Solidarietà e appoggio ai lavoratori senza casa del Cile [ca ,en]

Date Tue, 14 Mar 2006 14:40:15 +0100 (CET)


L?organizzazione popolare cilena "Lucha y Vivienda" ha bisogno del più
ampio appoggio e della più ampia solidarietà delle nostre organizzazioni
sociali. "Lucha y Vivienda" è nata poco più di due anni fa, ed è composta
da circa duecento famiglie consapevoli che affrontano il problema
dell?accesso alla casa patito da lavoratori urbani. Solo nella località di
Peñalolén, a Santiago de Chile, con duecentomila abitanti, la Cámara
Chilena de la Construcción ha calcolato che 18.000 famiglie vivono come
affittuari o come "riuniti" [allegados] (così chiamati coloro che vivono
ammucchiati in casa di parenti per mancanza di abitazione propria).
"Lucha y Vivienda" vuole responsabilizzare, per la penosa situazione dei
lavoratori e delle lavoratrici senza casa, le imprese immobiliari che si
occupano della costruzione delle case dei borghesi, il cui acquisto è
impossibile per una famiglia operaia; i padroni delle grandi estensioni di
terreno che speculano sul prezzo; e lo Stato cileno che impedisce ai
poveri l?accesso a case dignitose e le cui leggi privilegiano l?usura
delle imprese.

La legge sulla casa dello Stato cileno implica la collocazione delle
famiglie dei lavoratori e delle lavoratrici fuori dalle grandi città in
costruzioni "popolari" di 28 metri quadri. Le richieste di "Lucha y
Vivienda" sono: * Costruzione di case popolari di 60 metri quadri e cento
metri
quadri di terreno.
* Quote economiche che non superino il 10% del salario minimo di un
operaio. * Sussidi speciali per i terreni più cari.
* Partecipazione effettiva dei settori popolari nella riforma urbana. * No
all?espulsione dei "senza casa" dai loro comuni.

I metodi di "Lucha y Vivienda" sono l?azione diretta, l?occupazione di
case o terreni edificabili. I mezzi di comunicazione borghesi e funzionari
statali cileni hanno cominciato una campagna di denuncia contro le
attività di "Lucha y Vivienda" cercando di impedirne lo svolgimento, di
criminalizzarne le azioni e di incarcerare i suoi militanti. Lo Stato
cileno segue le attività di "Lucha y Vivienda" e quando questa
organizzazione si predisponeva a occupare terreni a Peñalolén sabato 26
marzo, le forze di sicurezza si erano preparate per impedire la
mobilitazione. Le pene per il delitto di occupazione sono di due anni in
Cile, ma lo Stato può anche accusare gli esponenti del movimento di
associazione illegale, con pene che arrivano fino a trent?anni.

Tuttavia, trattandosi di una lotta che nasce dalle necessità più
elementari del nostro popolo, essa non può venir fermata né dalle minacce,
né dai decreti, bensì esige che le sue giuste rivendicazioni abbiano una
risposta.

E poiché "Lucha y Vivienda" non abbandona le sue rivendicazioni, i
compagni e le compagne del combattivo popolo cileno sollecitano dalle
nostre
organizzazioni popolari l?appoggio e la solidarietà per l?occupazione di
terreni che hanno intenzione di effettuare.


ORGANIZZAZIONE SOCIALISTA LIBERTARIA argentina
Periodico anarchico EN LA CALLE
oslargentina@yahoo.com.ar
Buenos Aires: 15 novembre ; 1164, barrio de Constitución.
orgalibertaria@hotmail.com

* * * * * * * * * *

DICHIARAZIONE PUBBLICA ? ABITANTI DI PEÑALOLÉN

DICHIARAZIONE PUBBLICA

Oggi domenica 12 marzo con più di 500 famiglie appartenenti ai comitati
per la casa di Peñalolén abbiamo realizzato l?occupazione di un terreno
pubblico ubicato nella c.d. "fascia Grecia" (alt. 9500) alle falde della
cordigliera.

L?occupazione quale azione di protesta si inquadra in un insieme di azioni
e di negoziazioni che si sono sviluppate con le varie autorità competenti.
Fino a questo momento le soluzioni prospettate non hanno potuto dare
soddisfazione alle rivendicazioni degli abitanti, il che ha significato
che più di 800 famiglie non hanno la possibilità di accedere a
un?abitazione degna.

Le azioni intraprese dagli abitanti organizzati che hanno partecipato
all?occupazione s sono sviluppate da 2 anni. Le risposte continue di
Claudio Orrego, alcalde di Peñalolén (DC) e di Ricardo Trincado, direttore
del SERVIU non sono venute incontro alla sostanza del problema, offrendo
come possibile soluzione l?uscita da Santiago, senza le necessarie
condizioni di sviluppo, senza scuole, poste, possibilità lavorative e con
alti costi di trasporto verso qualsiasi destinazione.

Il processo di mobilitazione e di lotta riguardo alla casa nel municipio
di Peñalolén risale a vari anni fa, e facciamo ora nostra questa storia
come abitanti il lotta per il sogno e la necessità di una casa degna nelle
terre che ci hanno visto crescere e vivere. La nostra decisione è di
continuare a lottare per il nostro diritto alla casa degna, basta ormai
con gli abusi per i poveri del comune!


Abitanti Organizzati per la Casa e la Vita Degna
Peñalolén, domenica 12 marzo 2006


Traduzione a cura di FdCA - Ufficio relazioni internazionali



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