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(it) Torino: Magdalene Sisters l'8 marzo

Date Mon, 6 Mar 2006 11:18:53 +0100 (CET)


Mercoledì 8 marzo alle 21 in corso Palermo 46 proiezione di
"MAGDALENE"
di Peter Mullan (2002)
Leone d'Oro al Festival di Venezia
Durata: 114 minuti
Interpreti: Nora-Jane Noone, Dorothy Duffy, Anne Marie Duff, Geraldine McEwan
* * * * * * * * * *
Bernardette è un'orfana che, secondo la sua direttrice, ha il destino
dell'ammaliatrice e per questo deve essere raddrizzata. Rose è una giovane
madre senza marito, peccato mortale, per cui le sarà sottratto il figlio.
Margaret è stata violentata dal cugino, anche lei non può più essere una
donna come le altre nella cattolica Irlanda degli anni sessanta.

Le tre ragazze sono così condannate alla reclusione in un istituto privato
gestito dalle suore di Maria Maddalena che, attraverso un regime di duro
lavoro, privazioni, umiliazioni e preghiera, perseguiranno la salvezza
delle loro anime sotto la sadica guida di Sorella Bridget. Una realtà in
cui i tratti autoritari e le frustrazioni della vita religiosa danno una
cruda rappresentazione dei crimini cristiani contro la donna e il suo
corpo. Una realtà ben lungi dall'essere scomparsa se pensiamo che oggi, a
distanza di dieci anni dalla chiusura delle case Magdalene, le donne che
lavorano come dipendenti per il Vaticano percepiscono stipendi di un terzo
più bassi rispetto a quelli dei colleghi maschi, oltre a non avere
copertura in caso di malattia e di assistenza sanitaria.

La visione della donna che la Chiesa ci propone è d'altra parte ben nota e
raffigurata dal mito biblico del Peccato Originale: Eva è una creazione
secondaria, complementare e funzionale alla riproduzione dell'uomo; Eva è
la debolezza del corpo, riluttante all'autorità morale; Eva è la
tentazione e il peccato, responsabile della miseria mondana che tutti
accomuna. Una visione che trova conferma nelle ingerenze clericali sulla
vita delle donne di cui il governo si fa fedele interprete. Non si contano
i tentativi di criminalizzare una scelta già di per sé difficile quale
l'aborto, per non dire della legge sulla procreazione assistita che nega
alla donna le libertà più elementari riducendola a fabbrica e contenitore
di una vita sacra e astratta o, per citare un episodio più recente, nel
riconoscimento di attenuanti verso chi stupra una ragazzina che, tanto,
non era nemmeno vergine.

In un'epoca segnata dallo scontro tra civiltà cristiana e mondo musulmano,
quando nessuno si astiene dal puntare il dito contro l'oppressione
femminile dei regimi autoritari islamici, Peter Mullan ha certamente il
merito di aver puntato i riflettori contro una realtà nascosta, scomoda e
terribile che stride con le parole di libertà di cui l'occidente liberale
si fa gran vanto.

Federazione Anarchica Torinese - FAI
Corso Palermo 46
fat@inrete.it
011 857850; 338 6594361

Da: Federazione Anarchica Torinese <fat@inrete.it>

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