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(it) Comidad: Il colonialismo "tollerante" dell'Occidente "tranquillo"

Date Fri, 3 Mar 2006 10:47:50 +0100 (CET)


La propaganda di questi giorni ha presentato l'immagine di un Occidente
iper-tollerante sino alla remissività nei confronti di un Islam violento e
fanatico. In base a questo copione propagandistico, il dilemma che ha
agitato i commentatori e l'opinione pubblica ha riguardato i limiti della
tolleranza, quanto sia lecito sopportare in nome del quieto vivere.
Lo scrittore inglese Graham Greene - che fu anche collaboratore dei
servizi segreti britannici -, ha sintetizzato questo schema
propagandistico nella formula "The Quiet American", "L'Americano
Tranquillo" che è costretto ogni tanto a prendere le armi quando sia
indispensabile per la difesa di certi valori. Nel suo romanzo del 1955,
Greene mostrava invece come questa immagine propagandistica coprisse
un'aggressione colonialistica spregiudicata, basata su una illimitata
capacità di destabilizzazione e corruzione.

L'economia illegale diventa il supporto di questa relazione
colonialistica, adottata da tutti i paesi occidentali. È il modello
afgano, riproposto con successo anche in Somalia, dove le milizie
filo-statunitensi, in questi giorni, hanno sostenuto una battaglia contro
le milizie "islamiche" per disputarsi il controllo dell'aeroporto di
Dainile a Mogadiscio, e quindi del traffico di droga che passa per
quell'aeroporto. Manco a dirlo, i signori della guerra somali che si sono
convertiti alla lotta al terrorismo islamico, erano sino a poco tempo fa
anch'essi di fedeltà islamica.

Tutti i fatti di questi ultimi giorni accaduti nei Paesi islamici,
compresi gli scontri e gli assalti alle sedi diplomatiche ed alle chiese,
vanno rivisti in base a questa regola della intercambiabilità dei ruoli,
per la quale si può essere una volta terrorista islamico e un'altra volta
alleato degli Stati uniti a seconda dei momenti, o addirittura
contemporaneamente.

Comidad, 23 febbraio 2006


Da http://www.comidad.org

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