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(it) Torino: i soldati di dio

Date Wed, 1 Mar 2006 14:26:44 +0100 (CET)


I soldati di dio. Crociati e jihadisti, piccole patrie e nazionalismi.
Venerdì 3 marzo ore 21,15 assemblea in corso Palermo 46.
Introduce il dibattito Stefano Capello.
Precederà, dalle 20, aperitivo/benefit iniziative No Tav
Ora, questo è il tempo,
e si decida!, O di qua , o di là
e si sappia
per cosa si combatte!
(W. Shakespeare)
Le manifestazioni nel mondo islamico contro le "vignette sataniche" e il
perdurante terzomondismo di una parte consistente della sinistra non
conformista. Che relazione hanno questi due fenomeni?
Ragionare con logica e razionalità su quanto sta avvenendo in quasi tutto
il mondo islamico sembra diventato impossibile. Accanto ai pasdaran
dell'occidente ridotto alla coppia cristianesimo e mercato capitalistico,
i contestatori di questo orrido binomio attivano meccanismi terrificanti
di identificazione con il fascismo islamico "giustificati" dalla natura di
presunte vittime dell'imperialismo di questi ultimi.

Le posizioni dei "difensori dell'occidente", teoconservatori piuttosto che
liberal capitalisti sono a noi nemiche. Chi, in nome della difesa dei
"dannati della terra", sposa le voglie di oppressione di preti islamici e
dittatori terzomondiali, non ci può essere amico.

La sinistra che in nome dell'antiamericanismo accoglie al proprio fianco
nazionalisti di ogni genere e difensori dell'ordine tradizionale delle
società del sud del mondo tradisce le speranze di libertà e di
autodeterminazione di individui e oppressi tanto in occidente quanto nel
resto del mondo. Chi sventola bandiere irachene contro l'imperialismo
americano non fa una politica di libertà e di liberazione ma si schiera a
fianco di un potere perdente contro il vincente.

Una parte consistente del percorso dell'occidente è segnato dalle rivolte
e dalle vittorie degli oppressi. Le relative libertà di cui godiamo (e che
sono sempre sotto schiaffo) sono il risultato di queste lotte che hanno
anche cambiato il contesto in cui si svolge la nostra vita. Scambiare il
risultato di secoli di lotte per spurie alleanze con gli oppressori
tradizionali o modernizzanti di altri individui in altre parti del mondo è
solo un insulto alla possibilità di libertà e di autodeterminazione non
dei "popoli" (astrazione utile solo a dittatori e fucilatori etnici) ma
delle classi subalterne e degli individui che le compongono.

La nostra decisa opposizione all'imperialismo occidentale e alla volontà
dell'economia di casa nostra di dominare il mondo non va scambiata con
l'appoggio ad altri poteri che non si sono fatti imperialisti solo perché
non in grado di farlo. Per la liberazione sociale dei lavoratori e
iracheni e del Medio oriente, sì. Per l'affermazione di satrapi locali
antiamericani, no!

Federazione Anarchica Torinese - FAI - corso Palermo 46 - la sede è aperta
il giovedì dalle 21,15 (Eccetto i prossimi due che sarà aperta il
mercoledì sempre alle 21,15)

Info: 011 857850; 338 6594361
Mail: fat@inrete.it

Da: Federazione Anarchica Torinese <fat@inrete.it>

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