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(it) Torino 27 giugno: tutti al tribunale!

Date Mon, 26 Jun 2006 10:02:34 +0200 (CEST)


A Torino si aprirà il 27 giugno il processo a carico degli antifascisti
arrestati e denunciati per devastazione o saccheggio in seguito alla
manifestazione del 18 giugno 2005.
Per quel giorno gli antifascisti sotto processo hanno lanciato un appello
alla solidarietà.
Martedì 27 giugno ore 9 presidio di solidarietà al tribunale di Torino
Corso Vittorio Emanuele 130
* * * * * * * * * *
Devastatore è lo Stato!
Un anno fa, nella notte dell'11 giugno, a Torino una squadraccia fascista
armata di coltelli e bastoni si introdusse nella casa occupata Barocchio:
due anarchici vennero accoltellati. Uno di loro, l'intestino trapassato da
un fendente, dovette essere operato d'urgenza. Solo per un caso non c'è
scappato il morto. La settimana successiva, il 18 giugno, un corteo di
denuncia venne caricato in via Po dalla polizia che trasse in arresto due
manifestanti. Un mese dopo altri arresti. In totale 10 antifascisti, che
trascorreranno un paio di settimane in carcere e, in buona parte, altri
cinque mesi ai domiciliari. Durante la fuga dalla carica vennero
danneggiati alcuni tavolini e sedie di bar e una vetrina. Tutto questo è
valso l'accusa di "devastazione e saccheggio": un reato che costa dagli 8
ai 15 anni di reclusione. Siamo di fronte a una vera e propria torsione
politica del diritto: semplici "danneggiamenti" danno luogo a
un'imputazione da tempo di guerra, da disastro epocale.

Il 27 giugno comincerà il processo ai 10 antifascisti torinesi.
Questo processo ha una valenza che va ben la di là della Mole. Il reato
per il quale sono perseguiti e per cui rischiano lunghi anni di
detenzione, è, intrinsecamente, un reato di natura collettiva, poiché
prescinde dalle responsabilità individuali. L'accusa di "devastazione e
saccheggio" palesa la chiara volontà di criminalizzare le manifestazioni
di piazza. Non c'è uno straccio di prova a carico dei 10 compagni. Ma che
importa? A sentire i PM, basterebbe l'intenzione. E che l'intenzione vi
fosse lo deducono dalle biografie politiche redatte dai funzionari di
polizia. Detto in altro modo: sono colpevoli perché anarchici o
antagonisti, al di là della responsabilità individuale sui fatti loro
contestati.

Di fronte alle violenze fasciste, alla predazione delle risorse e dei beni
comuni, allo sfruttamento selvaggio, al razzismo che si fa legge, alla
guerra e al militarismo in questi anni sono scesi in piazza milioni di
uomini e donne. In Italia ci sono 9000 procedimenti in corso contro i
protagonisti delle lotte sociali. Chi si oppone all'ingiustizia e
all'oppressione finisce nel mirino di polizia e magistratura.

La nostra regione sta vivendo ormai da mesi sotto assedio: sgomberi,
arresti, repressione delle rivolte al Cpt, violenza contro i No Tav?
Nessuno deve disturbare i progettisti della città Luna park, che ricicla
gli spazi della città-fabbrica e insieme immagina una città-porto di
terra, ganglio di un sistema di scambi veloci (TAV) e ricca di attrattive
per i viaggiatori di passaggio. Sono in ballo miliardi (di euro) e nessuno
deve mettersi di mezzo. Nessuno deve denunciare il lucroso intreccio tra
politici, affaristi amici dei politici, e magistrati dai colori più vari
che agli affari han deciso di garantire tranquillità. Nessuno deve opporsi
al saccheggio dei beni comuni ed alla devastazione dell'ambiente.
Altrimenti rischia di trovarsi alla sbarra accusato di devastazione e
saccheggio.

Se il teorema dei magistrati torinesi dovesse passare, i primi a pagare
sarebbero i nostri compagni, ma subito dopo sarebbe il turno dei
valsusini, degli antifascisti milanesi incarcerati l'11 marzo e di
chiunque manifesti pubblicamente la propria opposizione all'ordine
costituito. Gli antifascisti arrestati a Milano per la manifestazione
dell'11 marzo contro l'indecente sfilata fascista nel centro della città
sono accusati di "devastazione e saccheggio". I No Tav, che l'8 dicembre a
Venaus, in Val Susa, si ripresero i terreni sgomberati con la violenza dei
saccheggiatori e devastatori della lobby tavista , sono inquisiti per
"devastazione e saccheggio". Con questo delirio giuridico si vuole colpire
e criminalizzare la mera partecipazione alle manifestazioni, si vuole
attaccare la libertà di partecipare attivamente alle lotte esprimendo le
proprie idee.

Per il 27 giugno gli antifascisti sotto processo hanno lanciato un appello
alla solidarietà.

Tutti al tribunale!
L'antifascismo non si arresta.

Martedì 27 giugno ore 9 presidio di solidarietà al tribunale di Torino
Corso Vittorio Emanuele 130

Federazione Anarchica Torinese - FAI
Corso Palermo 46 - la sede è aperta il giovedì dalle 21,15 in poi
fat@inrete.it
338 6594361; 011 857850


Da: Federazione Anarchica Torinese <fat@inrete.it>

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