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(it) Torino e Bussoleno: ferrovieri, pendolari e no tav a confronto

Date Mon, 26 Jun 2006 10:01:28 +0200 (CEST)


A Bussoleno
Mercoledì 28 giugno ore 21 al dopolavoro ferroviario
A Torino
Giovedì 29 giugno ore 21 presso il salone di Corso Ferrucci 65/a
Interventi di:
Mauro Cavargna - autore di "100 ragioni contro il Tav"
Pippo Gurrieri - Cub Trasporti e Movimento "No Ponte"
Giacherio Carbonari - Comitato pendolari Torino - Milano
* * * * * * * * * *
Treni ad alta mortalità
Viaggiare in treno è pericoloso, disagevole, costoso.
Nel giro di pochi mesi la Val Susa, la valle dove vogliono imporre il Tav,
è stata teatro di ben due incidenti mortali. La mancata chiusura di un
passaggio a livello a Susa è costata la vita ad una donna che transitava
di lì in auto; la corsa folle di un convoglio "scappato" da Bardonecchia
senza freni agganciati e senza macchinista ha provocato la morte di un
operaio addetto alla manutenzione. Il sistema ferroviario in questi anni
si è trasformato in un rosario di ferrovie abbandonate, di treni sporchi,
in perenne ritardo, sempre più cari e meno sicuri. Le condizioni di vita
di chi lavora e di chi usa il treno sono costantemente peggiorate: gli
incidenti, anche mortali si sono moltiplicati mentre il numero dei
lavoratori delle ferrovie è più che dimezzato. Le ditte appaltatrici cui
viene affidata la manutenzione delle linee impongono sistemi di lavoro al
di fuori delle norme, dove regnano i ricatti, la fretta, l'opinione che le
norme di sicurezza siano un ostacolo all'attività. Queste ditte contano un
grandissimo numero di incidenti, con morti e feriti ogni anno; utilizzano
mezzi in cattivo stato, per realizzare il massimo di profitti con il
minimo di spesa, o per giustificare appalti presi con ribassi eccessivi.
Trenitalia, esternalizzando i servizi, si lava le mani della
responsabilità scaricandola su padroncini e grossi appaltatori privati.

I lavoratori delle ferrovie che si sono permessi di criticare la politica
criminale di Trenitalia sono stati licenziati.

Contro tutto questo stanno lottando i pendolari, i cittadini, il popolo No
TAV. In questi mesi si sono moltiplicate le proteste dei pendolari che si
sono organizzati in comitati per esigere un servizio migliore. Di fronte
al degrado ad alla pericolosità del trasporto pubblico, quello destinato a
chi il treno lo usa quotidianamente per lavorare e per studiare, il potere
politico cerca di imporre il Tav, treno ad alta nocività, inutile e
costosissimo per la collettività. La lobby del Tav ha sostenitori sia a
destra che da sinistra: l'appello pro Tav dei "governatori" del nord è
stato recentemente sottoscritto sia dai presidenti di destra (Formigoni,
Galan) che da quelli di sinistra (Bresso, Burlando, Illy). L'idea di
progresso della lobby del Tav è un incubo tecnologico che sottrae al
servizio pubblico tante risorse sprecate per una linea ad alta
distruzione. La logica del profitto non guarda in faccia nessuno. Ci
raccontano la favola del treno (pulito) che sostituirà i Tir (inquinanti)
e decidono di raddoppiare il tunnel autostradale del Frejus. La verità è
che nulla, se non l'opposizione e l'azione diretta popolare, fermano la
lobby del cemento e del tondino, quella che si sta facendo grandi soldi
sulla pelle di noi tutti. Una lobby bipartisan, dove mangiano gli amici
della destra e gli amici della sinistra, dove pochi guadagnano e tutti ci
rimettono. Soldi, salute, libertà.

Riportare al centro dell'agire politico il "bene comune" è possibile ed è
necessario. Occorre farlo nella consapevolezza che solo l'azione diretta,
l'autorganizzazione dal basso e su base territoriale può consentire di
invertire la marcia di un modello di relazioni sociali basato sulla logica
del profitto, sullo sfruttamento selvaggio, sull'imposizione dall'alto di
scelte non condivise. Occorre creare ponti tra chi lotta per la
salvaguardia dell'ambiente, per un servizio ferroviario migliore, per la
sicurezza dei lavoratori e dei viaggiatori.

Le ragioni dei No Tav sono le ragioni di chi il treno lo vuole a misura di
chi lavora, studia, vive sul nostro territorio. Le ragioni dei No Tav
sono le stesse dei pendolari in lotta, le stesse dei ferrovieri che si
battono per la sicurezza. Per poter approfondire questi temi e tentare di
creare relazioni stabili tra ferrovieri, pendolari e No Tav si terranno
due incontri a Bussoleno e a Torino

Comitato Autogestito contro il Tav e tutte le nocività di Torino e Caselle
Riunioni in Corso Palermo 46 Torino ogni mercoledì alle 19 - Mail:
notav_autogestione@yahoo.it Tel. 338 6594361 - 339 4471969
CUB - corso Marconi 34 011 655897


Da: Federazione Anarchica Torinese <fat@inrete.it>

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