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(it) Argentina: Malgrado le divisioni, malgrado i tradimenti [fr]

Date Thu, 22 Jun 2006 12:23:20 +0200 (CEST)


"Il riflusso delle lotte sociali negli ultimi 4 anni e mezzo è
andato verso il suo fatale destino fatto di divisioni, lacerazioni
e naufragi. Certi compagni di lotta di ieri, sono oggi allineati
col governo. Ma la maggior parte dei compgani cerca di tenere e
di far sentire una voce rivoluzionaria all'interno della confusione
che si è impadronita del movimento popolare.
E gli anarchici? Dove sono finiti gli anarchici argentini? Che
fine hanno fatto quei protagonisti dell'insurrezione del dicembre
2001 così immersi nel movimento popolare? Cosa fanno oggi il
giornale En la Calle, e le due organizzazioni politiche OSL ed
AUCA (che sta per "ribelle" in lingua india mapuche)?


AUCA

Ebbene quest'ultima è implosa recentemente ed insieme a lei si è diviso
anche il MUP (Movimiento de Unidad Popular), costituito da numerosi
disoccupati, studenti e piccoli contadini, promosso da AUCA già prima del
dicembre 2001, ed in cui i militanti di AUCA svolgevano un ruolo
dirigente. (AL del resto ha sempre disapprovato questo legame organico tra
organizzazione di massa ed avanguardia rivoluzionaria molto vicino alle
posizioni leniniste così dominanti in Argentina). La rottura di AUCA e la
scissione del MUP sono emblematiche delle tendenze contraddittorie che
travagliano i movimenti popolari dall'aprile 2003, data della vittoria
elettorale del "peronista di sinistra" Nestor Kirchner. Nel 2005 i
militanti di AUCA hanno palesato con lucidità le difficoltà nel mantenere
la coesione del movimento popolare a fronte di un governo "di sinistra",
che usa alternativamente la repressione, il consenso e la corruzione verso
i militanti popolari. Certi movimenti piqueteros hanno cambiato veste,
optando per una critica morbida verso il governo, con emarginazione di
coloro che persistono nell'opposizione.

Una parte di AUCA insisteva perché il MUP trovasse una terza via. Invece
entrambi si sono spaccati in due fazioni rivali. La minoranza del MUP,
facente capo a Federico Martelli, uno dei principali attivisti di AUCA, si
è affiliata alla CTA (Confederación del los Trabajadores Argentinos, nata
nel 1992 come scissione a sinistra del sindacato CGT e attiva nel settore
della scuola e del P.I.). La maggioranza del MUP si mantiene
all'opposizione dentro una coalizione radicale di piqueteros: il
FPDS-Frente Popular Dario Santillan. All'interno del MUP-FPDS, i militanti
rimasti fedeli al lavoro di AUCA pubblicano il periodico Rojo y Negro, che
sta discutendo di coinvolgere l'OSL (vedi più avanti).

La scissione del MUP e l'implosione di AUCA hanno avuto una accelerazione
il 7 aprile scorso, quando un commando del MUP-Martelli (così ribattezzato
dai suoi detrattori) ha tentato di occupare il centro sociale
Olga-Vasquez, sede del FPDS a La Plata. Questo centro sociale -una scuola
dismessa e poi occupata- è stato la sede storica del MUP e le due anime
rivali ne rivendicavano l'eredità. Dopo una notte di assedio e di scontri
tra le due fazioni, il MUP-Martelli ha lasciato il luogo, non senza aver
prima appiccato un incendio per distruggere il centro. Il FPDS ha
denunciato il fatto come una provocazione condotta da "gruppi
neokirchneriani, violenti ed incoraggiati dal governo".

Davvero un triste episodio. I compagni vengono alle mani ed il governo
applaude.


OSL

La Organisación Socialista Libertaria ha rivisto la sua strategia
politica. Si sono resi conto che il loro eccessivo sciogliersi nei
movimenti sociali e sindacali comportava un danno alla visibilità della
specificità
socialista-libertaria. Il nuovo orientamento sta già dando i suoi
risultati. Nel novembre 2005, l'OSL ha aperto una sede pubblica a Buenos
Aires, il suo giornale En la Calle ha una discreta diffusione, c'è un
progetto di casa editrice con pubblicazioni relative alla storia di
Resistencia Libertaria (organizzazione anarchica operaia clandestina nata
nel 1973 e soppressa nel 1978, protagonista della resistenza armata del
1976) e del movimento libertario argentino tra il 1930 ed il 1943. Ma il
progetto editoriale prevede anche un libro sull'autismo e sulle fiabe
popolari latino-americane rivisitate in chiave non maschilista.

Sul fronte del femminismo -che in America Latina è ben lontano dal contare
sull'appoggio della maggioranza dei movimenti sociali e di estrema
sinistra- continua il lavoro della OSL: infatti la sua Commissione di
genere ha organizzato recentemente la prima conferenza sul tema col titolo
"Patriarcato e capitalismo, similitudini, differenze, congiunzioni,
rotture", coinvolgendo anche delle compagne del Paraná e del Cile.

Sul fronte sindacale i miitanti della OSL stanno dando il loro contributo
alla battaglia per ottenere il riconoscimento legale del sindacato
indipendente del Simeca (corrieri), cosa che farà emergere dal lavoro nero
questi lavoratori.

Ma la più grande ambizione della OSL è quella di riuscire a federare i
tanti militanti libertari attivi nei movimenti sociali. Stanno lavorando
alla costituzione di un coordinamento trasversale ai diversi fronti di
lotta, denominato Resistencia Popular Libertaria, come "spazio di
discussione e di azione politica degli anarchici al di là della sola OSL
al fine di influenzare le lotte di classe". La proposta è stata accolta
per ora freddamente negli ambiti piqueteros. Mentre sta avendo successo in
ambito sindacale con la costituzione di una Tendencia Sindical Libertaria
dentro la CTA, con relativo bollettino.

All'interno del frammentatissimo movimento piquetero, la OSL non cessa di
lavorare per la convergenza del comitati autogestionari e quelli
"classistes", secondo la terminologia argentina. Sei comitati piqueteros
(Primero de Mayo, UTP, Movimiento Carlos Almiron, MTD de Claypole, MOTOR e
MTO) hanno già formato il "Fronte delle organizzazionie in lotta" che ha
intrapreso relazioni con il FPDS, col vantaggio di rafforzare il fronte
piquetero antigovernativo e di semplificare il panorama delle tante sigle
all'interno del movimento popolare argentino".


Guillaume Davranche
(militante di AL-Paris sud)

http://www.alternativelibertaire.org

Liberamente tradotto a cura della FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali
dal numero 152 di Alternative Libertaire, giugno 2006, pp.18-19


Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>

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