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(it) Torino: Corteo del 10 giugno: resoconto e foto

Date Tue, 13 Jun 2006 12:48:55 +0200 (CEST)


Torino, sabato 10 giugno 2006, gli anarchici in piazza contro la repressione.
Foto a questi indirizzi:
http://italy.indymedia.org/news/2006/06/1092609.php
http://italy.indymedia.org/news/2006/06/1092633.php
Prossimo appuntamento: il 27 giugno dalle 9 davanti al tribunale per la
prima udienza del processo agli antifascisti.
* * * * * * * * * *
La manifestazione nazionale di sabato 10 giugno indetta dalla Federazione
Anarchica Italiana per denunciare la cappa repressiva che pesa
sull'opposizione sociale e le strumentalizzazioni giudiziarie in atto
(accuse di devastazione e saccheggio con pene previste dagli otto ai
quindici anni per manifestazioni antifasciste e NO TAV), ha visto
l'adesione di un centinaio di sigle, locali e nazionali, appartenenti in
gran parte all'anarchismo, non solo federato. Così in piazza ci siamo
ritrovati in tanti, qualche migliaio, con una buona presenza di compagni
federati provenienti da tutta Italia, chi in treno, chi in auto, chi in
autobus: dal Friuli, dal Veneto, dalla Liguria, dalla Sicilia, dal Lazio,
dalla Toscana, dalla Campania, dalle Marche, dall'Emilia-Romagna, dalla
Lombardia non si è voluti mancare per fare sentire forte e chiaro il
proprio no alla repressione e alla compressione degli spazi di libertà.

Nella prima vera calda giornata estiva di Torino, il corteo si è snodato
dalla stazione di Porta Susa, da quella Piazza XVIII dicembre 1922 che
ricorda i sindacalisti e antifascisti uccisi in quella data dalle
squadracce fasciste protette da carabinieri e guardie regie, fino al Fenix
occupato, sgomberato e posto sotto sequestro lo stesso 20 luglio in cui
vennero arrestati i compagni, attraversando tutto il centro della città
con un corteo comunicativo in cui gli oratori che si sono succeduti hanno
sottolineato l'urgenza di opporsi alla crescente militarizzazione delle
nostre esistenze, al razzismo di stato dei centri di permanenza
temporanea, alla devastazione e saccheggio delle risorse comuni, ai
costosi e dannosi progetti come il TAV, alla chiusura degli spazi di
libera espressione ed autogestione della vita. Lungo il percorso negozi
aperti e gente attenta, mentre le forze del disordine si dimostravano via
via sempre più infastidite dalla buona riuscita della manifestazion! e e
cercavano di impedire che il corteo si concludesse dove stabilito,
militarizzando l'angolo dei Giardini Reali dove sorgono il Fenix e Rosalia
e Alcova occupati e sgombrati durante la pulizia olimpica. Con fermezza e
determinazione il corteo è andato a terminare dove voleva, con comizi
finali, birra e le canzoni di Alessio Lega.

Insieme agli anarchici e alle case occupate, sindacati di base (USI, CUB,
Cobas), NO TAV, e una sparuta delegazione del PRC, la cui federazione
torinese pur aveva aderito alla manifestazione.

La settimana antecedente la manifestazione aveva visto la firma di quasi
tutti i presidenti regionali del nord (per prima la diessina presidente
piemontese Bresso) di un appello al governo perché sblocchi l'affare TAV,
nonché lo sgombero della Reggia Occupata con plauso del sindacato
Chiamparino: con ogni evidenza la coppia Chiamparino-Bresso è infastidita
da ogni opposizione sociale e muore dalla voglia di buttarla sempre e
comunque sulla repressione. Certo che il PRC e i DS Chiamparino e Bresso
hanno in corso le loro mene politiche: Chiamparino, appena riconfermato
sindaco anche con i voti del PRC, sta formando la nuova giunta e il PRC
sconta, da una parte e dall'altra, l'ambiguità di essere partito di lotta
e di governo. Tanto che il resoconto della manifestazione pubblicato da La
Stampa di domenica 11 è tutto incentrato sui rapporti tra sindaco e PRC e
sulla partecipazione di quest'ultimo alla manifestazione.

Invece gli antagonisti e autonomi torinesi né avevano aderito né si sono
visti in piazza, segno che scendere in piazza con gli anarchici è per
qualcuno ancora più difficile che marciare da soli, anche quando si tratta
di repressione che colpisce tutto l'antifascismo militante torinese e la
lotta NO TAV.

Chi però proprio è stato accecato dalla sua bile repressiva è quel vecchio
attrezzo di partito e quadro politico-sindacale di Chiamparino, uno che,
diventato sindaco per caso la prima volta (il candidato ufficiale
dell'Unione morì d'infarto durante la campagna elettorale), si è negli
anni scavato per bene il suo pezzo di potere pubblico, diventando il
garante locale del partito dell'ordine e del cemento che costituisce una
delle correnti dei DS e stravincendo le ultime elezioni contro nessuno (la
CdL gli aveva finto di schierare contro Buttiglione - sic). Il nostro,
autodefinitosi ultras del TAV, ha dichiarato a La Stampa di domenica 11
giugno: "Un corteo più distante dalle mie idee, a parte uno di Forza
Nuova, non potrebbe esserci". Complimenti: proprio lui che non ha sprecato
una parola di condanna quando esattamente un anno fa, la notte dell'11
giugno 2005 una squadretta di fascisti accoltellò per uccidere due
abitanti del Barocchio squat, e ha invece invocato il pugno di ferro sugli
antifascisti arrestati dopo la manifestazione di protesta del 18 giugno.
Complimenti, bella faccia tosta per uno che odia gli anarchici esattamente
come i vecchi stalinisti e i fascisti di ogni tempo, compresi gli
accoltellatori di oggi. Spiace per il nostro, ma in questa città e in
questo paese abitano ancora uomini liberi che lottano per una vita
diversa, per una città diversa, non ipocritamente illuminata a festa
mentre si allarga sempre più la forbice sociale, uomini e donne che non
delegheranno ad altri le loro vite e che neanche vogliono farsele rapinare
dai devastatori e saccheggiatori di cui il nostro dice di essere un tifoso
sfegatato. Per quanto Chiamparino si sforzi, la libertà è più forte di
qualsiasi repressione e dei suoi grigi burocrati e funzionari di cui il
nostro è certo emblema.

L'incaricato

Per info:
Federazione Anarchica Torinese - FAI
Corso Palermo 46 - ogni giovedì dalle 21,15
fat@inrete.it
338 6594361 oppure 011 857850

Da: Federazione Anarchica Torinese <fat@inrete.it>

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