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(it) Torino 10 giugno. Corteo contro la repressione

Date Mon, 12 Jun 2006 16:40:41 +0200 (CEST)


Torino 10 giugno. Corteo contro la repressione
Appuntamento ore 15 a Porta Susa
- Appello
- Adesioni
- Come & Dove - Info pratiche per chi viene da fuori
-----------------
Il 10 giugno manifesteremo a Torino.
Un anno fa, nella notte dell'11 giugno, nella città della Mole una
squadraccia fascista armata di coltelli e bastoni si introdusse di notte
nella casa occupata Barocchio: due occupanti vennero accoltellati. Uno di
loro, l'intestino trapassato da un fendente, dovette essere operato
d'urgenza. Solo per un caso non c'è scappato il morto. La settimana
successiva, il 18 giugno, un corteo di denuncia venne caricato in via Po
dalla polizia che trasse in arresto due manifestanti. Un mese dopo altri
arresti. In totale 10 antifascisti, che trascorreranno un paio di
settimane in carcere e, in buona parte, altri cinque mesi ai domiciliari.
Durante la fuga dalla carica vennero danneggiati alcuni tavolini e sedie
di bar e una vetrina. Tutto questo è valso l'accusa di "devastazione e
saccheggio": un reato che costa dagli 8 ai 15 anni di reclusione.

Siamo di fronte a una vera e propria torsione politica del diritto:
semplici "danneggiamenti" danno luogo a un'imputazione da tempo di guerra,
da disastro epocale. Venne applicata per il disastro del Vajont: 3.500
morti e tre paesi spazzati via.

Il 27 giugno comincerà il processo ai 10 antifascisti torinesi.

Questo processo ha una valenza che va ben la di là della Mole. Il reato
per il quale sono perseguiti e per cui rischiano lunghi anni di
detenzione, è, intrinsecamente, un reato di natura collettiva, poiché
prescinde dalle responsabilità individuali. L'accusa di "devastazione e
saccheggio" palesa la chiara volontà di criminalizzare le manifestazioni
di piazza. Non c'è uno straccio di prova a carico dei 10 compagni. Ma che
importa? A sentire i PM, basterebbe l'intenzione. E che l'intenzione vi
fosse lo deducono dalle biografie politiche redatte dai funzionari di
polizia. Detto in altro modo: sono colpevoli perché anarchici o
antagonisti, al di là della responsabilità individuale sui fatti loro
contestati.

Da qualche anno la magistratura applica le norme in modo follemente
estensivo per limitare la libertà di manifestare e di opporsi al disordine
costituito. Quando non basta ci pensa l'esecutivo ad emanare leggi sempre
più speciali che hanno esteso la categoria di eversione al punto che anche
la protesta pacifica contro un provvedimento dello stato potrebbe
rientrarvi.

Nelle lotte sociali, i reati che possono essere al limite contestati
(dalla resistenza al blocco stradale al danneggiamento all'occupazione di
edificio, ecc.) non portano con sé pene particolarmente alte. Per questo
l'apparato repressivo cerca di inquadrare le proteste all'interno di
fattispecie penali punite più gravemente. Questo è il motivo del ricorso,
ad esempio, ai reati previsti dagli artt. 270 e 270bis c.p.

In tutta Italia oggi sono aperte inchieste nei confronti di realtà che
hanno posto la questione sociale (casa, reddito, accoglienza degli
stranieri), tutte inchieste accomunate dall'uso degli artt. 270 e 270bis
del codice penale, associazione sovversiva e associazione finalizzata
all'eversione dell'ordine democratico.

Il fatto che venga punita la mera associazione rende queste fattispecie
utilizzabili in modo ampio ed esse possono colpire anche soggetti che non
abbiano commesso alcun reato; l'applicazione di queste fattispecie
presuppone, però, la dimostrazione della sussistenza appunto di
un'associazione, di una stabile struttura, e della finalità politica che
va oltre i singoli fatti eventualmente commessi dagli associati. I
tentativi di criminalizzare l'opposizione politica e sociale con
l'utilizzo e l'estensione infinita dei reati di natura associativa è
sinora sostanzialmente fallita.

Il caso di Torino spicca nel panorama repressivo, perché la procura della
repubblica sta provando ad imboccare una strada nuova, in fase di
sperimentazione nel processo di Genova per i fatti del G8, e che in
Piemonte si cerca di affinare.

Da un reato di organizzazione, la magistratura torinese cerca oggi di
passare all'utilizzo di un reato di piazza, come quello di devastazione e
saccheggio. La valenza repressiva di quest'operazione è molto forte e
denuncia una tentazione autoritaria che mette in pericolo la libertà di
tutti.

Quest'accusa può colpire in astratto tutti i soggetti partecipanti ad una
manifestazione, indipendentemente dal fatto che abbiano compiuto atti
specifici. Il passaggio da danneggiamento a devastazione e da furto a
saccheggio fa sì che il reato divenga collettivo, venga cioè imputata una
sorta di responsabilità collettiva a tutti quelli che, partecipando alla
manifestazione, avrebbero consentito, voluto, fors'anche programmato
eventuali danneggiamenti. Chi partecipa a una manifestazione per questo
solo fatto viene investito da un reato gravissimo.

Se il teorema dei magistrati torinesi Laudi e Tatangelo dovesse passare, i
primi a pagare sarebbero i nostri compagni, ma subito dopo sarebbe il
turno dei valsusini, degli antifascisti milanesi incarcerati l'11 marzo e
di chiunque manifesti pubblicamente la propria opposizione all'ordine
costituito.

Gli antifascisti arrestati a Milano per la manifestazione dell'11 marzo
contro l'indecente sfilata fascista nel centro della città sono accusati
di "devastazione e saccheggio".

I No Tav, che l'8 dicembre a Venaus, in Val Susa, si ripresero i terreni
sgomberati con la violenza dei saccheggiatori e devastatori della lobby
tavista , sono inquisiti per "devastazione e saccheggio".

Con questo delirio giuridico si vuole colpire e criminalizzare la mera
partecipazione alle manifestazioni, si vuole attaccare la libertà di
partecipare attivamente alle lotte esprimendo le proprie idee.

Di fronte alle violenze fasciste, alla predazione delle risorse e dei beni
comuni, allo sfruttamento selvaggio, al razzismo che si fa legge, alla
guerra e al militarismo in questi anni sono scesi in piazza milioni di
uomini e donne.

In Italia ci sono 9000 procedimenti in corso contro i protagonisti delle
lotte sociali. Chi si batte per la casa, il reddito, la libertà di
circolazione? chi si oppone ai CPT-lager, alla predazione delle risorse e
dei beni comuni, allo sfruttamento, alla precarietà, alla guerra, al
militarismo finisce nel mirino di polizia e magistratura

I fatti di Torino sono prove tecniche di regime alle quali tutti coloro
che hanno a cuore la libertà e la giustizia sociale devono opporsi con
fermezza e determinazione.

Facciamo appello a essere in piazza Torino il 10 giugno: c'è in gioco la
libertà di poter manifestare pubblicamente il proprio pensiero.

L'antifascismo non si arresta.

Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana - FAI
cdc@federazioneanarchica.org
www.federazioneanarchica.org

Per adesioni e info: fat@inrete.it
Contatti: 011 857850 oppure 338 6594361
Altre info e approfondimenti:
http://www.antifaforever.netsons.org

Adesioni al corteo di Torino del 10 giugno aggiornate al 5 giugno

Torino e provincia

CUB Piemonte

Fenix Osservatorio contro la repressione
Osservatorio Ecologico volante per
Torino Squatter - Torino

LOC - Lega Obiettori di Coscienza - Torino

PRC - Federazione di Torino

Carc sezione Gramsci Torino

Circolo PRC Bussoleno Val Susa

Comitato Pace - Robassomero

Confederazione Cobas - Torino

Comitato per la difesa dei diritti delle donne afgane - Torino

Comitato pianezzese autogestito "Laboratorio Zero" - Pianezza

Comitato autogestito contro il Tav e tutte le nocività di Torino e Caselle

Anti Tav Action - Collegno

Idea Sherwood -Torino

Collettivo Scienze Politiche - Torino

Comitato NO TAV - Orbassano

CSA Takuma - Avigliana

Partito Umanista - Torino

Circolo Internazionalista - Torino

Scienze Corsare - Torino

------------------------------
Adesioni dal resto di Italia e nazionali

Nazionali

Unione Sindacale Italiana - USI - AIT

Cobas Scuola

Federazione dei Comunisti Anarchici

Federazione Anarchica Siciliana

-----------------------------------------------------------

Circolo Zabriskie Point - Novara

Unicobas - Livorno

Circolo anarchico "Binazzi" - La Spezia

Gruppo anarchico "Pietro Gori" - FAI - Savona

Collettivo Libertario Genovese - Genova

Gruppo Anarchico "Pisacane" - Rovigo

Gruppo Comunista anarchico della Val D'Enza

Gruppo Libertad - FAI - Rimini

OACN -FAI - Napoli

Collettivo anarchico libertario giovanile - Livorno

Gruppo Germinal - FAI - Carrara

Cobas Marmo - Carrara

Circolo "Gogliardo Fiaschi" - Carrara

Federazione Municipale di Base - Spezzano Albanese

CDA - Centro di Documentazione Anarchica - Roma

FAI - Roma

Gruppo anarchico versiliese

Perlanera - Alessandria

FAI - Alessandria

Gruppo "Malatesta" - Imola

Gruppi anarchici imolesi - Imola

Comitato cittadino antirazzista - Parma

Ateneo libertario - spazio anarchico Napoli

USI - Alessandria

Archivio antifascista

FAI Venezia-Padova

Ateneo Libertario - Venezia

Resistenza Antifascista - Chioggia (VE)

Circolo Anarchico "Berneri" - Bologna

Circolo "Zapata" - Pordenone

Iniziativa Libertaria - Pordenone

Circolo anarchico di vicolo del Tidi - Pisa

Gruppo Anarchico Kronstadt - Volterra

Gruppo anarchico "Luigi Fabbri" - FAI Correggio

USI Correggio

FAI - Cuneo

FAI - Jesi

Federazione Anarchica Milanese

Federazione Anarchica "Spixana" - FAI - Spezzano Albanese

FAI Reggiana

FIAP - Federazione Italiana Associazioni Partigiane - Reggio Emilia

Circolo anarchico "Bonometti" - Brescia

Circolo dei Malfattori - Milano

Redazione di Umanità Nova

Gruppo Libertario L'erba - Casatenovo

Anarchici tortonesi - Tortona

ARCIBLOB - Arcore

CUB - Monza

A Rivista Anarchica - Milano

Casa Occupata di via Raimondi - Milano

I compagni della FAI di Trapani e Palermo

Circolo Peace Maker - Imola

Gruppo A. Cieri -FAI - Parma

Ateneo Libertario - Parma

Comitato Contro il Corridoio 5

Calcalab

Sicilia Libertaria

Coordinamento degli anarchici e libertari calabresi

Rete Artisti contro le guerre del Nord Est

Collettivo Spazi Liberati - Milano

Paviainseriea - Pavia

Spazio Sociale Libertario/Anarchico Libera - Modena

Rete anarchica libertaria - L'Aquila

Underground - Spazio Anarchico - Bergamo

Guido Trifiletti, Segretario FLMUniti-CUB Milano

Gruppo Germinal - Trieste

Giovanni Cippo segretario provincia Milano ALLCA-CUB (Chimici)

Collettivo Libertario Novatese

Laboratorio Sociale Occupato e Autogestito "La Talpa" - Roma

Medicina Democratica

Federazione Anarchica Livornese - FAI

Comitato di lotta per la casa "12 luglio" - Palermo

Granello di Senape-onlus Bra

Ivo Fiaccheri - Cortona

Per adesioni:
fat@inrete.it
338 6594361
Info:
http://www.antifaforever.netsons.org

Torino 10 giugno corteo contro la repressione

Come & Dove

info tecniche

Per chi arriva in treno dal Nord Est: scendete alla stazione di Porta Susa
e siete alla partenza del corteo. Per chi arriva in treno dal resto di
Italia: scendete a Porta Nuova e di lì prendete un treno in coincidenza
per Porta Susa oppure il tram n. 1.

Per chi arriva in pullman: farsi lasciare a Porta Susa e dare indicazione
all'autista di andare a parcheggiare ai Giardini Reali, dove c'è un
posteggio per i bus turistici e dove terminerà la manifestazione.

Per chi arriva in auto:

Da Milano e dal Nord est:
all'uscita della A4 prendere corso Vercelli e seguirlo quasi fino alla
fine e poi girare a DX in corso Emilia, poi (quasi subito) a SIN in via
Cigna, al rondò prendere corso principe Eugenio tenendosi sul controviale
e poi girare a SIN in corso Beccarla, attraversare piazza Statuto e
proseguire in corso S.Martino percorrendolo tutto sino a piazza XVIII
dicembre/Porta Susa.

Dalle direttrici di Bologna e di Genova e dal centro sud:
uscire per Moncalieri, seguendo le indicazioni autostradali per
Torino/Corso Unità d'Italia. Giunti in Corso Unità d'Italia percorrerlo
tutto e andando sempre dritto percorrere i successivi corso Dogliotti e
corso Massimo D'azeglio. Al termine di corso Massimo D'Azeglio girare a
SIN in corso Vittorio Emanuele e proseguire sempre dritto fino
all'incrocio con corso Vinzaglio dove si gira a DX. Al termine di Corso
Vinzaglio girare a SIN in via Cernaia e siete subito a porta Susa.

Tempo stimato dall'uscita delle autostrade è di 30/40 minuti.

Chi avesse intenzione di pernottare può farlo gratis in sede. Per altre
sistemazioni contattateci.

Al termine della manifestazione ci sarà concerto e bar autogestito con
panini e bibite.

Per ogni informazione: 338 6594361; fat@inrete.it


Da: Federazione Anarchica Torinese <fat@inrete.it>

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