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(it) Comidad: Lo specchio polacco

Date Mon, 5 Jun 2006 10:13:41 +0200 (CEST)


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad. Chi volesse consultare le news
precedenti può reperirle sul sito www.comidad.org sotto la voce
"COMMENTARIO".
* * * * *
LO SPECCHIO POLACCO
In questi giorni gran parte dei commenti sulla Polonia erano incentrati
sul fare gli esami di antisemitismo o filosemitismo a questo Paese,
trascurando invece degli aspetti che avrebbero dovuto far riflettere. La
messa del 26 maggio, celebrata dal papa a Varsavia davanti a circa mezzo
milione di persone, si è svolta nella grande piazza intitolata al
maresciallo Pilsudski, l'altro eroe ufficiale della Polonia, accanto a
Woityila.

Pilsudski! Chi era costui?

In sintesi, è l'uomo che ha condotto il proprio Paese al macello,
inducendolo a fidarsi degli Stati Uniti. La rivalutazione di questo
personaggio è l'effetto di una rivalutazione acritica del passato
pre-comunista della Polonia. La grande Polonia, tra la fine della prima e
l'inizio della seconda guerra mondiale, era un Paese dai confini
irrealistici, che comprendeva al suo interno quasi la metà di cittadini di
altre nazionalità. Questa Polonia era la creatura del presidente degli
Stati Uniti, Wilson, che così l'aveva imposta nel 1918 a Versailles.

Fu Pilsudski a guidare questa Polonia come dittatore sino al 1935, anno
della sua scomparsa. Era un personaggio ambiguo, che aveva parecchi tratti
in comune con Mussolini. Tra l'altro anche Pilsudski aveva un passato da
dirigente socialista, diventando poi un campione della guerra al comunismo
sovietico. Questa Polonia imperialistica e velleitaria degli anni '20 e
'30 era stata voluta dagli Stati Uniti ed aveva formalmente l'appoggio di
Francia e Gran Bretagna, eppure nel settembre del 1939 l'esercito polacco
andò a cavallo al massacro contro i carri armati e gli aerei di cui Hitler
aveva potuto dotarsi anche grazie alla General Motors e alla Ford.

Come è noto, la Polonia fu "liberata" dalle truppe sovietiche nel 1945, il
che permise, se non altro, la cessazione del genocidio. I tanti volontari
polacchi che volevano combattere il nazismo non poterono aver parte nella
liberazione del proprio Paese, perché nel frattempo, insieme agli indiani
ed ai mercenari marocchini, venivano impegnati dagli Stati Uniti nelle
battaglie più sanguinose per la "liberazione" dell'Italia.

Questa è la storia ufficiale, mentre la cronaca di questi ultimi giorni
aveva appena visto un timido tentativo del governo polacco di prendere le
distanze dagli Stati Uniti circa l'impegno militare in Iraq. È bastato
questo perché iniziasse una campagna propagandistica mondiale
sull'antisemitismo in Polonia. Così la Polonia, santificata sino a poco
tempo fa dalla propaganda, si è trovata improvvisamente sotto processo, e
persino la sua ammissione all'Unione Europea appare in questione.

Certo, la Polonia non ha un passato limpido circa l'antisemitismo. Ma chi
è che ce l'ha?

Ogni popolo è ricattabile e strumentalizzabile anche attraverso i suoi
falsi miti ed i suoi falsi eroi, che costituiscono altrettanti vincoli di
sudditanza coloniale, poiché impediscono di fare i conti col proprio
passato. In questo senso, la Polonia può costituire un utile specchio per
tutti.

1 giugno 2006

Quello che segue è il primo capoverso del "Documento":
MASSONERIA, STRUMENTO DEL COLONIALISMO
Un articolo di Francesco Berti su "A- rivista anarchica" n. 314 ripropone
all'attenzione il tema dello storico legame tra il colonialismo
anglosassone e la massoneria di osservanza inglese. Nell'articolo - che ha
un titolo molto capzioso : "La storia non è una cospirazione" - Berti
svolge in parallelo le tesi della superiorità anglosassone e
dell'assoluzione della massoneria dall'accusa di cospirazione.

Il testo completo è reperibile sul sito http://www.comidad.org


Da: "Vincenzo Italiano" <tamerix -A- inwind.it>

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