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(it) Spagna: Conferenze sulla rivoluzione libertaria a Madrid [pt, en]

Date Thu, 27 Jul 2006 17:44:13 +0200 (CEST)


70º ANNIVERSARIO DEL 19 LUGLIO 1936
All'Ateneo di Madrid, alle 19 del 19 luglio si è svolta una manifestazione
densamente simbolica e di grande significato politico, con l'inaugurazione
di un'esposizione allestita dalla CGT di Madrid-Castilla-La Mancha con la
collaborazione dell'Ateneu Libertário La Idea e della Fundación Salvador
Seguí. La segretaria della CGT di Madrid-Castilla-La Mancha, Cristina
Escrivá, ha pronunciato un breve discorso di saluto e di presentazione del
programma della sessione. Rafael Mestre, della Fundación Salvador Segui,
ha spiegato che la preoccupazione principale sottostante all'esposizione
consisteva nel mostrare l'opera della Rivoluzione Spagnola, le
realizzazioni nei vari ambiti della vita, dall'economia e dalle
collettivizzazioni fino alle ricche e diversificate forme di promozione di
un'arte, di una cultura e di valori libertari e alternativi, che si
espandevano nell'ambito del proletariato agricolo e industriale molto
prima del 19 luglio del 1936, e che spiegano l'atteggiamento dei
protagonisti nelle giornate di luglio e nei tre anni di tenace lotta
contro il fascismo e contro quanti, dalla parte del governo - col pretesto
di introdurre disciplina - vollero soffocare la rivoluzione libertaria.

Franck Mintz, della CNT-F, nel suo intervento ha sottolineato l'importanza
dell'esperienza dell'autogestione nelle collettività dell'Aragona e del
Levante, delle soluzioni adottate nei diversi settori dell'economia e
della società, città comprese, della loro attualità come oggetto di
studio, non per motivi nostalgici, ma perché costituirono un ricchissimo
laboratorio di esperienza libertaria, che andò tanto lontano
nell'applicazione dei principi a una società intera, finora mai superato.

La guerra civile svoltasi in simultanea influenzò l'impeto rivoluzionario
posto in essere dalla base della CNT e di altre realtà (incluse la UGT e
il PCE) ma non lo annullò. Per la base cenetista la guerra contro il
fascismo non era vista come un ragione per rinunciare alla rivoluzione,
bensì al contrario per edificare con energia ancora maggiore un nuovo modo
di produrre e di relazionamento reciproco tra le persone. La
commemorazione dei 70 anni dalla Rivoluzione è stata fatta propria con
prevedibile serietà dai diversi rami dell'anarcosindacalismo e
dell'anarchismo spagnoli e mondiali, ma con esclusione di altre correnti,
dimostrando che alla fine c'è stata un'importante deriva del campo
socialista autoritario, poiché anche qui si sarebbe potuto ricordare con
orgoglio i compagni di UGT, PSOE, PCE e POUM, che avevavno operato dalla
parte della rivoluzione e fin dalla prima ora con i militanti della FAI e
della CNT nelle citate collettivizzazioni. Inoltre, i riformisti
contemporanei fanno cadere il silenzio sui primi tentativi di inziativa
soprattutto di elementi rivoluzionari della UGT con la partecipazione
minoritaria della CNT, seguiti dalla repressione armata dele forze
repressive della Repubblica borghese.

Prima del 19 luglio vi furono molteplici insurrezioni e scioperi armati
proletari, dei minatori delle Asturie, dei proletari agricoli in Andalusìa
e in altre località, insurrezioni comuniste libertariein cui il popolo di
un centro abitato se ne impadroniva dando luogo alla collettivizzazione
delle terre, con un'autogestione di ispirazione libertaria. Sia che
fossero stati membri della CNT, della UGT o di altre organizzazioni, o
semplicemente rivoluzionari colti - per quanto molti di essi fossero
analfabeti - avevano ascoltato e dibattuto a lungo le idee e le soluzioni
pratiche propugnate dagli scritti di Kropotkin, Isaac Puente e tanti altri
autori.

L'intervento del professore universitario e militante della CGT Félix
Garcia Moriyón ha richiamato l'attenzione sulla legge della "memoria
storica" che in questo periodo è in discussione al paralamento per
iniziativa del PSOE, la quale alla fine dei conti va in senso contrario a
quelle che sono le nostre rivendicazioni fondamentali: in particolare, la
revisione delle sentenze comminate alle vittime della "giustizia"
franchista, come il caso di Granado e Delgado, di Puig Antich e di tanti
altri condannati a morte come vittime e come resistenti, insieme a varie
migliaia di sopravvissuti alle carceri franchiste a cui non è stata fatta
alcuna riparazione, come il gesto simbolico di una "pulizia" del registro
criminale; gesto che il potere ipocrita risultante dal Patto della Moncloa
non ha la grandezza e l'onesta di compiere, temendo di essere sgradito a
una nomenclatura franchista ben installata nel potere (basta pensare alle
forze armate, ai tribunali e ad esponenti di partito come Fraga, che
presiede il governo autonomo della Galizia, e che fu ministro degli
interni di Franco e responsabile della morte di resistenti). Questa legge
è vista come una specie di punto finale da parte delle forze dell'arco
parlamentare, per seppellire una seconda volta in un mare di oblio i
milioni di vittime del francismo. Si tratta dei degni eredi politici di
questo regime cominciato com l'oblio della c.d. transizione, che non puo
mai essere una forma soddisfacente per risolvere i drammi del passato.
Rendere omaggio senza fare giustizia, ecco il trucco del potere.

Da essi non ci si poteva aspettare altro. Ma nell'ambito libertario ci si
deve aspettare, al contrario, un'approfondita analisi delle questioni
postesi all'epoca della rivoluzione, e che asllora divisero le opinioni,
con divergenze profonde, che fanno sì che oggi esistano accesui dibattiti
nelle fila libertarie su questioni così delicate come la partecipazione
anarchica al governo, la rinuncia della maggior parte dei dirigenti della
CNT e della FAI al programma rivoluzionario per "salvare la repubblica",
per "combattere il fascismo prima di tutto il resto".

Oggigiorno queste divergenze sono causa di profondo dibattito, perché
vanno al cuore di quello che si considera costituire l'etica dell'azione
libertaria. Nell'animato dibattito seguito alle esposizioni ha partecipato
anche un membro della CNT di Madrid, e tutti hanno manifestato una forte
volontà di unità nella diversità, una forma naturale e tollerante di
relazionamento tra compagni di uno stesso ideale, per quanto ancora divisi
da scuole diverse di pensiero tattico e strategico.


Manuel Baptista
(AC-Interpro)

Traduzione a cura di FdCA-Ufficio relazioni internazionali


* I giorni 15, 19, 21, 22 e 23 di settembre il ciclo di
conferenze/dibattito continuerà all'Ateneo di Madrid.
www.memorialibertaria.org


Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>

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