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(it) Umanità Nova, n.25: Guerre Sinistre

Date Wed, 26 Jul 2006 10:35:22 +0200 (CEST)


Per fare un po' di chiarezza e uscire dal polverone di parole e promesse
pronunciate dal nuovo governo in materia di politica estera è sufficiente
leggere le gazzette ufficiali, i resoconti dei consessi internazionali e
qualche agenzia di stampa.
Con buona pace ? è il caso di dirlo ? del movimento contro la guerra e di
buona parte dell'opinione pubblica, il governo Prodi è pronto a continuare
senza batter ciglio l'avventura militarista in Afganistan nell'ambito
della missione Isaf-Nato (già iniziata con Enduring Freedom) che in cinque
anni ha devastato un paese, ha rinvigorito le gerarchie e i poteri forti
locali (talebani e non solo), e ha dato un ottimo impulso alle produzioni
di oppio che serve a fare l'eroina e a far ingrassare le nostre mafie e
quelle di tutto il mondo.

Niente male, per una coalizione che da anni ammazza le persone con la
giustificazione di stanare i terroristi ed esportare democrazia e legalità
a suon di bombe.

Più o meno i giochi sono fatti dallo scorso febbraio, e il passaggio di
testimone fra Centrodestra e Centrosinistra sarà del tutto indolore: più
di 136milioni e mezzo di euro (denaro pubblico) saranno dilapidati per
proseguire la missione in Afganistan nella quale l'Italia rivestirà un
ruolo primario, così come deciso diversi mesi fa. Una cifra che conferma
una precisa volontà politica di continuare uno sforzo bellico che
coinvolge proprio tutti ? esercito, marina, aeronautica e carabinieri ? e
che potrebbe addirittura concretizzarsi in un aumento di soldati presenti
sul posto. E, ben inteso, sarà adottato il codice penale militare di
guerra. Se a tutto questo aggiungiamo la presenza militare italiana nel
golfo persico e nel mediterraneo ? più di 25milioni e mezzo di euro
(sempre denaro pubblico) al servizio dell'alleato americano ? il quadro
generale risulta molto più schietto delle ipocrisie dei rappresentanti del
governo.

Questa voglia di mostrare i muscoli coincide significativamente con
l'inchiesta sui servizi segreti nostrani, protagonisti di una storia di
quotidiana meschinità politica e istituzionale che ha mostrato quali siano
le attività coperte fatte da tutti gli stati: rapimenti, sequestri di
persona, deportazioni e torture. E, nel frattempo, la strategia repressiva
e criminalizzante fatta di provocazioni, sgomberi e arresti continua a
scandire la normalità di uno Stato che dichiara guerra a ogni opposizione
sociale.

Non accettiamo lezioni di democrazia o di educazione civica da chi viola
per professione i diritti umani e conduce guerre per aumentare il PIL e
accreditarsi sul piano internazionale.

Oggi più che mai, il movimento contro la guerra deve sapersi opporre a
ogni tentativo di camuffamento e ricerca del consenso attuato dal nuovo
governo: non ci incantano le ipocrite promesse di aumento di "personale
civile" in Iraq come in Afganistan, né crediamo a una sola parola riguardo
a progetti di ritiro delle truppe dai teatri di guerra.

Fermare la guerra è ancora possibile se si riuscirà a rilanciare una
mobilitazione permanente e radicalmente antimilitarista capace di porre
sul tappeto una questione fondamentale: le guerre le fanno gli stati, le
classi dominanti e i poteri forti.

Rifiutare la guerra, dunque, per disertare lo stato, il suo terrorismo e
la sua miseria.

Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana ? FAI
cdc@federazioneanarchica.org
http://www.federazioneanarchica.org


Da Umanità Nova, n 25 del 16 luglio 2006, anno 86
http://www.ecn.org/uenne/

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