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(it) Comunicato congiunto FAS-FdCA: Genova 2001 - 1984

Date Mon, 24 Jul 2006 11:53:37 +0200 (CEST)


Nei giorni 19, 20 e 21 luglio 2001 - a pochi mesi dall'11 settembre - si
consumò l'atto finale di una guerra che i potenti del pianeta avevano
mosso contro quel vasto movimento mondiale che si era opposto alle
politiche predatorie degli stati e del capitalismo occidentale.
A Genova, cinque anni fa, andò in scena una vera e propria azione di
guerra lucidamente pianificata contro il movimento antiglobalizzazione e
contro chiunque osasse esprimere il proprio dissenso verso una parata di
capi di governo intenti a spartirsi le risorse di tutto il mondo. Migliaia
di persone picchiate, massacrate. Un manifestante, Carlo Giuliani,
ammazzato a colpi di pistola. Decine e decine di arresti, e il pestaggio
notturno di manifestanti colti nel sonno, e le torture nella caserma di
Bolzaneto, e i tentativi dei poliziotti di creare ad arte inesistenti capi
di accusa. Poliziotti, carabinieri, guardia di finanza, polizia
penitenziaria e creature simili furono i carnefici di un mattatoio a cielo
aperto, in una città semideserta, in un clima di terrore indotto nei mesi
precedenti da intimidazioni e provocazioni questurine orientate a un
innalzamento vertiginoso della tensione.

Genova fu il naturale esito di un escalation di violenza istituzionale che
era iniziata a Goteborg, in Svezia, quando per poco non veniva ucciso un
manifestante ed era proseguita a Napoli, quando la piazza divenne una
trappola fatta di cariche violentissime e botte per tutti. Al governo, in
quell'occasione, c'era il Centrosinistra e il ministro dell'interno si
chiamava Enzo Bianco.

Non lo abbiamo dimenticato affatto.

Da Genova in poi il movimento contro la globalizzazione neoliberista è
stato schiacciato dalla guerra permanente nella quale il mondo è
precipitato e dalla quale sembra non trovare vie di uscita. Da Genova in
poi si sono realizzate a una a una le terrificanti premonizioni di George
Orwell, che nella sua denuncia letteraria dei pericoli del totalitarismo
ha di fatto anticipato lo stato attuale del mondo: oggi la guerra è
umanitaria, i bombardamenti sono la pace, la libertà è dittatura, la
democrazia è repressione. Con questa neolingua che si esprime attraverso
il contrario di ciò che le cose sono in realtà, viviamo in una condizione
di costante mistificazione, e ogni opinione dissenziente viene rigidamente
sanzionata.

Oggi in Italia partecipare a manifestazioni pubbliche è diventato
pericolosissimo perché se le guardie caricano e ne nasce un parapiglia,
chiunque sia presente rischia di essere arrestato e condannato per
devastazione e saccheggio. E magari, ha solo preso botte.

Questa è la realtà da incubo fatta di una guerra scagliata contro di noi,
nella precarizzazione delle vite, nell'impoverimento della società, nella
devastazione del pianeta sempre più in balia dell'imperialismo e delle
lotte per l'egemonia delle classi dominanti: Afghanistan, Iraq, Palestina,
Libano, ecc.

Fermare questa corsa verso la distruzione è possibile se saremo capaci di
continuare a lottare contro il potere e contro la gestione gerarchica
della vita e delle risorse. Si tratta di costruire qui ed ora nuove forme
di gestione della società e della produzione attraverso pratiche di
autorganizzazione e di lotta al di fuori degli angusti recinti della
delega e dell'obbedienza.

Fermare la guerra, il militarismo, il capitalismo non è velleitario. È
urgente.


Nucleo "Giustizia e Libertà" della Federazione Anarchica Siciliana
Federazione dei Comunisti Anarchici - Sezione di Palermo


Da: FdCA Sezione di Palermo <fdcapalermo@fdca.it>

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