A - I n f o s
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **

News in all languages
Last 40 posts (Homepage) Last two weeks' posts

The last 100 posts, according to language
Castellano_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_ The.Supplement
First few lines of all posts of last 24 hours || of past 30 days | of 2002 | of 2003 | of 2004 | of 2005 | of 2006

Syndication Of A-Infos - including RDF | How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
{Info on A-Infos}

(it) Comunicato FdCA: Quel 19 luglio nella Spagna del 1936

Date Wed, 19 Jul 2006 18:22:29 +0200 (CEST)


Settant'anni da quella data.
Settant'anni che non hanno offuscato nel mondo il ricordo e la commozione
per la vittoria dei lavoratori spagnoli nel 1936, nella maggior parte del
paese, sul golpe dei militari e dei fascisti, e per il contemporaneo
inizio della più grande rivoluzione sociale di massa dell'Europa
occidentale.
Settanta anni che devono indurre, oltre alla commemorazione, a riflessioni
di natura politica sugli avvenimenti avviati dall'esito del 19 luglio e
dalla rivoluzione spagnola. E qui si aprono due versanti: uno positivo,
l'altro assai meno.
Di straordinario vi fu - determinato dalla propaganda e dall'esempio di
alcune generazioni di rivoluzionari comunisti anarchici radicatisi tra le
masse lavoratrici - uno sforzo corale per costruire un mondo nuovo, una
libera società senza Stato che abolisse lo sfruttamento dell'uomo
sull'uomo dato dal lavoro salariato, che organizzasse la società dal
basso, mediante un'effettiva democrazia diretta, e socializzasse tanto la
produzione quanto i consumi.

La rivoluzione spagnola fu di segno comunista anarchico perché ad opera
del popolo spagnolo, non già calata dall'alto.

Ad animare quell'esplosione di energia popolare fu il sogno di arrivare a
costruire una realtà incentrata sul rispetto dell'individuo, dei suoi
diritti e delle sue esigenze come valore massimo. Questo sogno i
lavoratori e lavoratrici spagnoli lo hanno costruito autogestendo
trasporti, fabbriche, milizie, fattorie, scuole, che hanno funzionato,
unica esperienza finora nella storia, al servizio del popolo e non a sue
spese.

Straordinaria, in quei momenti difficili, fu la liberazione delle
coscienze e dell'intelligenza popolare, che si espresse contro tutti i
pregiudizi e le catene autoritarie inculcate da preti, nobili e padroni. E
questo sogno lo hanno difeso fino allo stremo i tanti compagni e tante
compagne che, da tutto il mondo, accorsero generosamente e donarono la
loro giovinezza e la loro vita lottando contro quanto di più retrogrado e
liberticida costituiva la "España negra" e ne fondava l'oppressione
politica, sociale ed economica, non riuscendo a vincere questo cancro che
già si stava espandendo in tutta Europa e avrebbe contagiato il mondo.

E se alcune delle cause della sconfitta sono fisiologicamente presenti in
qualsiasi rivoluzione sociale, e quindi vanno date per scontate in
anticipo, come per esempio l'intervento controrivoluzionario di forze
straniere, o il crearsi, all'interno di un composito fronte antifascista,
di alleanze controrivoluzionarie, al fine di ottenere con la fine della
guerra civile il ristabilimento dello "status quo" precedente, occorre
concentrarsi, senza remore, su come le organizzazioni rivoluzionarie si
siano poste nei confronti di questi fattori.

Mentre militanti di base e popolo erano impegnati a fare la guerra e la
rivoluzione, le scelte politiche di rilevanza strategica delle
organizzazioni rivoluzionarie contribuirono a far fallire la stessa
rivoluzione che per decenni avevano propugnato.

Nella CNT (la Confederación Nacional del Trabajo) e nella FAI (Federación
Anarquista Iberica) emerse drammaticamente la totale carenza di una
strategia e tattica e della consapevolezza del compito politico dei
libertari in una situazione - obiettivamente proficua - di collasso totale
delle strutture statali e di ampia mobilitazione proletaria, seppur in un
contesto internazionale di dolorose sconfitte del movimento operaio.

Il progetto comunista libertario propugnato dall'anarchismo spagnolo si
inverò soprattutto nello sforzo corale dei proletari che realizzarono la
più grande rivoluzione sociale, spontanea e libertaria, del XX secolo,
nonostante quelle organizzazioni che pur avendo propagandato la
rivoluzione per decenni e decenni, si ritrovarono nel momento cruciale a
non sapere che cosa fare per l'avvento del comunismo libertario, compiendo
scelte dirigenti che andavano in una direzione non coerente con la
sperimentazione rivoluzionaria popolare in atto.

E da quella grande rivoluzione tanto c'è da imparare: per esempio la
necessità che nelle organizzazioni vi siano militanti che (come avvenne in
Spagna) acquisiscano un'adeguata preparazione economica (soprattutto in
rapporto a un contesto globalizzato) e studino i meccanismi di
funzionamento della produzione e distribuzione capitalista al duplice
scopo sia di saper fornire le opportune risposte ai problemi che esse
creano, sia di mettere a disposizione, in un auspicabile domani, le
conoscenze per far sì che il passaggio dalla gestione capitalista
dell'economia a quella rivoluzionaria avvenga senza interruzioni
eccessive. La rivoluzione non è affatto dietro l'angolo, ma non per
questo si deve ragionare come se non venisse mai più.

Con questo in testa, e nel cuore, in memoria di tutti i compagni che
lottarono e che, almeno per tre lunghissimi anni, fecero la rivoluzione,
abbiamo festeggiato questo anniversario nel modo più degno: rendendo
disponibili nuovi e vecchi materiali sulla guerra di Spagna: da "Verso una
nuova rivoluzione" del Agrupación Los Amigos di Durruti che cercarono di
opporsi all'insipienza dirigistica di vecchia e nuova burocrazia e alla
violenza stalinista che preferì combattere gli anarchici e la rivoluzione
prima ancora che i fascisti e la borghesia, alle Mujeres Libres che
stavano facendo nascere, con le loro intelligenze e i loro corpi, la nuova
Spagna che non arrivò a vedere la luce che molto dopo, dimostrando che la
libertà si costruisce giorno per giorno, tutte e tutti insieme, fino alla
riproposizione del "Comunismo Libertario" di Isaac Puente, lucida sintesi
di quanto si sarebbe dovuto fare per la rivoluzione.

E abbiamo dedicato il settimo numero di ANTIPODI, rivista di politica ed
arte, al comunismo anarchico e a tutte le rivoluzioni, Spagna ovviamente
compresa.

Perché ogni rivoluzione cresce sugli errori e le conquiste della
precedente. Anche la prossima.


Federazione dei Comunisti Anarchici
Roma, 19 luglio 2006

http://www.fdca.it


Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>

_______________________________________________
A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
http://ainfos.ca/cgi-bin/mailman/listinfo/a-infos-it


A-Infos Information Center