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(it) FAI Torino: Coincidenze. Lager e pacchi bomba

Date Mon, 10 Jul 2006 12:06:32 +0200 (CEST)


A proposito di giornalisti sin troppo solerti, missive incendiarie, e
sigle ambigue? Sullo sfondo Torino tra notti bianche, lustrini,
repressione e miseria.
Vi vogliamo parlare di coincidenze? casuali o forse no. A ciascuno la
valutazione.
Cominciamo dalla notte tra il 2 e il 3 giugno. Al Cpt di corso
Brunelleschi scoppia la rivolta, una delle tante che vedono protagonisti i
migranti reclusi, che, divelte le suppellettili, affrontano i loro
carcerieri. 17 prigionieri riusciranno ad evadere dalla galera
amministrativa in cui lo Stato Italiano rinchiude chi non ha documenti,
colpevole di non averli, colpevole di essere nato in posti dove la guerra,
la povertà, le discriminazioni rendono impossibile pensare ad un futuro di
vita e dignità.

Le polemiche scoppiano furiose tra destra e sinistra. L'(ex) picchiatore
(post) fascista Ghiglia da fiato alla protesta degli abitanti che
dall'aprile '99, quando i container di latta del Cpt divennero operativi,
protestano per il disagio di abitare in appartamenti "vista lager", che
inevitabilmente perdono valore. Chi vuole comprare una casa dove il dolore
e la sofferenza inflitti ad altri esseri umani è lo spettacolo quotidiano?
Ghiglia, noto per il proprio animo sensibile, soffia sul fuoco e invoca il
trasferimento del Cpt fuori Torino. I giornali sostengono che il comune di
Lombardore sia pronto ad accogliere il Cpt. Gli amministratori del paese
smentiscono: in provincia come a Torino la gente ha animo sensibile e non
ama la vista del Cpt. Anche a sinistra le polemiche si fanno roventi: la
struttura di corso Brunelleschi viene definita invivibile: gli animi
sensibili vogliono una galera più umana.

Il 14 giugno in cronaca cittadina del quotidiano "La Stampa" compare
l'articolo di un giornalista molto noto per la precisione questurinesca
delle sue note. Si tratta, per chi non l'avesse ancora capito, di Massimo
Numa, che in quest'occasione supera se stesso e dimostra attitudini da
vero agente segreto, rivelando ai lettori del quotidiano torinese tutti i
particolari dell'annunciato raddoppio del Cpt. Un raddoppio da 11 milioni
di euro. Il Cpt si trasformerà in vero hotel a cinque stelle. Riportiamo
le parole di Numa: "Casette con bagno per ogni unità abitativa, aria
condizionata, tivù; servizio di lavanderia e vivanderia." Vi risparmiamo
il resto. Numa con precisione impeccabile cita:
Il nome della ditta che ha vinto l'appalto per i lavori, la "Coema Edilità
Srl". Ma non solo. C'è anche l'indirizzo: corso Unione Sovietica 560. Lo
stesso Numa nell'occhiello dell'articolo precisava il contenuto del suo
scoop: tutti i particolari del "contratto 'segretato' con la Coema
Edilità". Se qualcuno avesse voluto indicare un obiettivo non avrebbe
potuto fare di meglio. Nello stesso pezzo Numa cita i nomi e cognomi del
prefetto di Torino, del vicecapo del Dipartimento "Libertà civili e
immigrazione" del ministero dell'Interno e del Direttore centrale per i
"servizi civili dell'Immigrazione e dell'Asilo". Questi tre sarebbero i
"responsabili" della decisione del raddoppio. Di questi Numa si astiene
dal riportare, oltre ai nomi, anche gli indirizzi. Per finire, sempre con
nome e cognome, è indicato il presidente del comitato per la difesa e
l'estensione del parco Ruffini, che si batte contro il raddoppio del Cpt e
per l'utilizzo del area come parco.

Il 2 luglio a Livorno, in Toscana, si tiene un convegno nazionale della
FAI - Federazione Anarchica Italiana. Tra i molti argomenti in discussione
quello dell'immigrazione e del razzismo. La Federazione di Torino nella
sua relazione scriveva "riteniamo indispensabile una campagna contro i
CPT, che metta in risalto le contraddizioni interne al governo e denunci
l'ipocrisia di chi, per "umanizzare", raddoppia. È il caso di Torino,
dove, dopo le rivolte e le fughe degli ultimi mesi, si va verso il
raddoppio del CPT, da costruire secondo criteri di "sicurezza", in modo da
rendere più difficili le rivolte, impossibili le fughe. Sul piano locale
abbiamo in programma iniziative di denuncia e lotta contro il cpt".

Gli ingredienti ci sono tutti.

Il 4 luglio un pacco bomba viene recapitato a Beppe Fossati, direttore di
Torino Cronaca, foglio di area nazionalalleata, che si contraddistingue
per le posizioni razziste e fasciste e per il taglio scandalistico.
Fossati resta lievemente ferito. Il giorno successivo arriva la
rivendicazione della cosiddetta FAI informale, la sigla che da qualche
anno imita in modo tra l'aggressivo e l'irrisorio quella della Federazione
Anarchica Italiana. Oltre all'acrostico FAI c'è anche quello RAT, che,
secondo quanto riportano i giornali, starebbe per Rete Anarchica Toscana.
Difficile non notare che "RAT" somiglia a "FAT" (Federazione Anarchica
Torinese) e che proprio in Toscana la nostra Federazione ha discusso di
iniziative contro i Cpt. Coincidenze?

La Stampa, a pagina 43 della Cronaca del 6 luglio in alto pubblica un
articolo sul pacco a Fossati, sotto da la notizia della rioccupazione la
sera del 4 luglio dell'Alcova. Un accostamento casuale? Lo scorso anno in
occasione del pacco esplosivo ai vigili urbani di S. Salvario i quotidiani
torinesi fecero a gara nell'indicare a colpevoli, con tanto di nomi,
professioni, quartieri di residenza? Coincidenze?

Nella rivendicazione, secondo quanto riportato da "La Stampa", erano
annunciati altri pacchi. Il 6 luglio un pacco arriva alla Coema Srl,
quella il cui nome e indirizzo era stato pubblicato su "La Stampa" del 14
giugno. Assisteremo ad altre casuali coincidenze?

Facciamo un passo indietro.
Il 2 giugno arriva un pacco bomba ai carabinieri di Fossano. Stavolta la
rivendicazione tarda ad arrivare. Arriva solo il 10 giugno, il giorno
della manifestazione nazionale contro la repressione indetta a Torino
dalla FAI. L'11 giugno, Il Giornale, nelle pagine dedicate al Piemonte
pubblica una cronaca della manifestazione di Torino e, sotto, un pezzo
sulla rivendicazione del pacco ai carabinieri di Fossano. Coincidenze?

E oggi è arrivato il pacco a Chiamparino?

Queste operazioni esplosive, da chiunque siano orchestrate, hanno un
risultato evidente: distogliere l'attenzione della cittadinanza dalla
realtà di una galera per immigrati che nell'ultimo anno è stata teatro di
continue rivolte e che oggi i nostri sinistri governanti si accingono a
raddoppiare per umanizzarla. Non si può umanizzare un luogo nato per
negare l'umanità di chi vi è recluso.

Con il plico esplosivo a Chiamparino, in più, si beatifica l'uomo simbolo
della trasformazione di Torino in laboratorio della repressione, in parco
giochi violento e criminale, dove nell'indifferenza di troppi la politica
è arrivata ad uno dei punti più bassi di degenerazione, proprio con la
recente riconferma a sindaco dell'ex sindacalista, ex quadro di partito,
espressione della lobby politico-affaristica che sono oggi in primo luogo
i DS e poi l'Unione.

Niente di meglio che l'ennesima emergenza "terrorismo" per far sì che la
realtà del lager passi in secondo piano e venga dimenticata. I pacchi
bomba non rivelano ma nascondono.

Mentre si levano le cortine fumogene della disinformazione di Stato e
quelle dei pacchi sin troppo intelligenti sullo sfondo c'è una città
laboratorio di nuove strategie disciplinari, una città dove si fatica ad
arrivare alla fine del mese, una città dove c'è un lager e poche voci si
levano per opporsi. La nostra non mancherà all'appuntamento.
Nessuno si illuda.

Senza Stati né confini nessuno è clandestino.
Chiudere i CPT, aprire le frontiere!

Federazione Anarchica Torinese - FAI
Corso Palermo 46
La sede è aperta ogni giovedì dopo le 21.
Per info e contatti:
fat@inrete.it
011 857850: 338 6594361


Da: Federazione Anarchica Torinese <fat@inrete.it>

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