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(it) Un contributo al dibattito contro la precarietà

Date Fri, 7 Jul 2006 19:05:42 +0200 (CEST)


OLTRE LE ?PARADE? (MAY e POP) ATTRAVERSIAMO L'ASSEMBLEA nazionale, dell'8
luglio al Brancaccio, PER RILANCIARE LA LOTTA CONTRO LA PRECARIETA'
SVILUPPARE IL CONFLITTO DI CLASSE, PER COSTRUIRE UNA ?grande?
MANIFESTAZIONE NAZIONALE. In questi ultimi anni, i lavoratori e le
lavoratrici hanno dovuto pagare un netto peggioramento delle loro
condizioni di vita e di lavoro, con una precarietà anche della qualità
della vita.
Nelle città metropolitane questa situazione si è sentita in maniera più
forte, a causa di esternalizzazioni dei servizi, di una precarizzazione di
molta della forza lavoro (assunta quasi sempre con contratti di co.co.pro.
o con le tipologie della Legge 30 del 2003 e dei decreti attuativi), una
flessibilità dell'organizzazione del lavoro che sta peggiorando la
situazione in molte realtà lavorative. Parallelamente, si assiste ad una
tendenza alla delocalizzazione di siti produttivi in regioni o aree del
Paese, già soggette a forte disagio o con la ripresa della tendenza per i
giovani (anche con livelli di scolarizzazione e di istruzione ?alta?)
della migrazione dai luoghi di origine verso il nord in cerca di lavoro e
di occasioni di vita migliori.

A questo si aggiunge per le Pubbliche Amministrazioni, un numero eccessivo
di persone utilizzate con contratti precari e per molti anni, pur
vincitori di concorsi pubblici o di procedure selettive di concorsualità
interna dopo la gavetta del precariato. Comparti di maggiore sofferenza
per questa situazione, gli Enti Locali e le Regioni, la Sanità, la Scuola,
gli Enti di Ricerca e gli stessi Ministeri.

Le morti sul lavoro in molti cantieri della capitale (siamo purtroppo già
ad una dozzina in un solo semestre) e in alcune regioni in particolare
(Lombardia, Friuli, Lazio, Toscana) stanno a dimostrare la carenza dei
controlli e l'utilizzo di forza lavoro al nero o nelle tante forme di
atipicità previste dalla legge Biagi (legge 30/03 e decreti attuativi) o
le condizioni di pericolosità alle quali loro malgrado sono sottoposti
lavoratori e lavoratrici pur di mantenere il lavoro.

Anche la "pessima" tendenza, che in molti casi si è rivelata
antieconomica, di fornire servizi pubblici tramite gestione esterne o con
vere privatizzazioni dei servizi stessi, oltre a generare fenomeni
preoccupanti di precariato, non garantisce livelli decenti in termini di
qualità, anche la valutazione costi/benefici imporrebbe un orientamento e
un intervento tra Governo, Regioni ed Enti Locali. Un buon servizio si
ottiene garantendo un buon lavoro.

Per superare la situazione oggettiva che riguarda il destino di centinaia
di migliaia di precarie e di precari negli Enti Pubblici, la precarietà
diffusa nelle cooperative sociali o negli enti del ?terzo settore?, lo
sfruttamento nei call center, nel settore del turismo e della grande
distribuzione, il ricorso ad ammortizzatori sociali con enormi costi e
sacrifici per la collettività e lunghe lotte di resistenza delle
lavoratrici, dei lavoratori e delle OO.SS., diventa necessario sviluppare
il conflitto sociale e di classe.

Abbiamo già chiesto con un Presidio a fine maggio che il nuovo Governo
guidato dalla coalizione dell'Unione, dia corpo e priorità agli impegni
presi nel suo ?Programma?, attivando alcuni provvedimenti per cercare di
invertire la tendenza. Provvedimenti che
richiediamo nuovamente:

* Decreto di sblocco della assunzioni nelle P. Amm.ni, a partire dai
comparti e dai settori dove si sono espletati concorsi pubblici o
procedure selettive di concorsualità per assorbire il precariato esistente
nel Pubblico Impiego

* Eliminazione della Legge 30 e dei decreti attuativi, superamento del
c.d. ?pacchetto Treu?
Intervento di concerto con la Conferenza Stato Regioni e con ANCI e AUPI,
per una progressiva riduzione di servizi pubblici esternalizzati e il
riassorbimento della forza lavoro impiegata

* Applicazione concreta dei controlli sulle condizioni di salute e
sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso una riqualificazione e un
potenziamento dei servizi ispettivi

* Interventi di sostegno alle aziende che garantiranno il superamento
delle fasce di precariato e attraverso assunzioni a tempo indeterminato,
anche per la continuazione di affidamenti o appalti con finanziamenti
pubblici di servizi e attività.

Ora pensiamo che questi punti prioritari, insieme alle proposte per il
diritto alla casa, ad un reddito sociale garantito, all'eliminazione della
Bossi-Fini per i migranti, a servizi sociali pubblici, ... debbano far
parte di quella Piattaforma sociale complessiva sulla quale chiamare
settori in movimento, i lavoratori e le lavoratrici organizzati/e o
autorganizzati/e sindacalmente, i coordinamenti di lotta, per costruire
una grande manifestazione nazionale a Roma per fine ottobre e se possibile
un ampio sciopero generale e
generalizzato, sostenuto dalla continuazione e dalla ripresa delle
mobilitazioni locali nei territori e delle lotte nei luoghi di lavoro.


Unione Sindacale Italiana ? USI AIT
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Tel. 06/70451981 - Fax 06/77201444
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