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(it) Umanità Nova, n.2: Crociata contro l'umanità. L'atta cco del papa , i due poli clericali, la resistenza delle donne

Date Tue, 24 Jan 2006 11:36:33 +0100 (CET)


Benedetto XVI continua nella sua crociata permanente contro l'umanità. Il
papa tedesco non ha più smesso di attaccare pesantemente ogni valore laico
e pluralista almeno da quando nello scorso giugno egli si produsse in un
significativo attacco alla "libertà anarchica" come pericoloso
fraintendimento di ogni tipo di liberazione sociale.
In seguito, Ratzinger non ha mai perso occasione per ribadire chiaramente
le posizioni della Chiesa cattolica su temi di stringente attualità quali
la concezione della famiglia e l'autodeterminazione degli individui.
Ma i recentissimi attacchi papalini alla sperimentazione della pillola
RU486 sono solo gli ultimi di una lunga serie. Già a novembre, il ministro
della sanità Francesco Storace (il cui pedigree politico non lascia adito
a troppi dubbi) ponendo il suo veto alla sperimentazione della pillola
abortiva già intrapresa in alcuni ospedali toscani, aveva tirato fuori una
proposta agghiacciante: la presenza istituzionalizzata dei volontari del
"Movimento per la Vita" nei consultori familiari pubblici.

E col nuovo anno, parlando agli amministratori della Regione Lazio e della
Provincia e del Comune di Roma, il papa ha confermato che è in atto un
inquietante tentativo di riscrivere la storia e l'identità di questo paese
attraverso la demolizione di tutte le conquiste sociali presenti e future
di emancipazione materiale e culturale: nel mirino del papa i Pacs, le
unioni civili, il diritto di aborto.

Al momento in cui scriviamo ci giunge notizia del grosso successo in
termini di partecipazione alle manifestazioni di Roma e Milano in difesa
della legge 194 e per la promozione del riconoscimento e la tutela
giuridica delle unioni di fatto. È senz'altro un dato importante, che
dimostra come - nonostante tutto - in Italia sia ancora viva una coscienza
popolare che sa resistere agli attacchi reazionari delle gerarchie
ecclesiastiche.

Sarebbe comunque un errore pensare a una classe politica divisa su questi
temi lungo il tradizionale asse destra/sinistra.

L'anticlericalismo di socialisti e radicali è, nel suo folklore, una
componente irrilevante all'interno dello schieramento di centrosinistra.
Non è un caso che proprio nel recente incontro fra il Papa e gli
amministratori locali del Lazio, il telegenico governatore Marrazzo abbia
espresso il suo intendimento di difendere a tutti i costi la famiglia
raccogliendo così nel migliore dei modi gli inviti di Benedetto XVI. Anche
il sindaco della capitale Veltroni non si è discostato troppo da queste
posizioni, anche se al momento sembra più occupato a dedicare piazze o vie
di Roma alla memoria di famosi mercenari italiani periti in Iraq.

Più lineare la posizione della destra: fascisti e democristiani ce la
stanno mettendo tutta per accontentare gli appetiti clericali sia per
quanto riguarda gli sgravi fiscali, sia per cristianizzare ogni aspetto
della vita sociale.

La partita che si gioca è drammatica, perché è giocata realmente sulla
pelle di tutti noi.

È una questione di genere, ma non solo: l'attacco misogino
all'autodeterminazione delle donne è un vecchio cavallo di battaglia
dell'oscurantismo cattolico che va affrontato nella consapevolezza che non
si tratta di un problema esclusivamente femminile. Il progetto di dominio
sulla famiglia è prima di tutto una volontà di dominio su ogni individuo.

La Chiesa non vuole difendere la vita, ma vuole creare una non-vita che
sia assimilabile a un suo modello omogeneo, controllabile e ricattabile.
La criminalizzazione del diritto d'aborto è un atto terroristico il cui
fine è quello di far passare per crudeli macellai i sostenitori della 194.

Allo stesso modo, l'opposizione alla tutela giuridica delle coppie di
fatto (etero o omosessuali) è sintomo di una volontà distruttrice che
vuole soltanto umiliare gli individui, i loro desideri, la loro vitalità,
la loro carica umana.

Pensare alla lotta contro la piovra vaticana limitandosi alla doverosa
difesa delle posizioni acquisite tramite gli strumenti legislativi sarebbe
assolutamente riduttivo. Alla crociata cattolica bisogna rispondere
rilanciando con un più forte impegno anticlericale che smascheri la
pericolosità di questo potere politico e religioso che vorrebbe farci
ripiombare in un medioevo di brutalità e ignoranza.

Contro la cultura del dolore a tutti i costi, del senso di colpa,
dell'espiazione fisica di peccati atavici è necessario riaffermare
l'incontrollabile energia della volontà, della libertà, della padronanza
di sé. Ciò che la Chiesa teme più di ogni cosa è una donna o un uomo
assolutamente responsabile, capace di gestire la propria esistenza e le
proprie scelte. E questo vale per ogni istituzione religiosa, a qualsiasi
latitudine e con qualsiasi dio.


TAZ laboratorio di comunicazione libertaria


Da Umanità Nova, numero 2 del 22 gennaio 2006, Anno 86
http://www.ecn.org/uenne

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