A - I n f o s
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **

News in all languages
Last 40 posts (Homepage) Last two weeks' posts

The last 100 posts, according to language
Castellano_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_ The.Supplement
First few lines of all posts of last 24 hours || of past 30 days | of 2002 | of 2003 | of 2004 | of 2005 | of 2006

Syndication Of A-Infos - including RDF | How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
{Info on A-Infos}

(it) "Kronstadt Uprising": Alcune riflessioni sull?educazione...

Date Fri, 20 Jan 2006 13:46:59 +0100 (CET)


E? esistito ed esiste ? e soprattutto potrebbe svilupparsi sempre più - un
modo di concepire e di praticare l?educazione teso a favorire l?
auto-educazione permanente, che è un modo di educare contrario ad ogni
ideologia educazionista prefissata, omologante e normalizzatrice, propria
dell?autoritarismo istituzionale.
Si tratta cioè di alimentare un interscambio culturale libertario nella
società che cerchi di eliminare costantemente le condizioni negative
d?oppressione che impediscono all?individuo un indipendente, autonomo e
libero processo di crescita, a tal proposito ecco alcune riflessioni.

* Cosa non è l?educazione

Vediamo intanto cosa non è l?educazione... Secondo me non è
condizionamento, cioè un ammaestramento che produce delle risposte
automatiche, secondo una logica meccanicistica - pavloviana(1) -
?stimolo-risposta?. Come sostenne Sébastian Faure (rivoluzionario
anarchico): ?si deve scegliere se educare bambini o ammaestrare animali?
(e anche gli animali più che ammaestrati andrebbero amati!). In positivo
si potrebbe dire che l?educazione è la capacità di auto-apprendere nel
libero scambio inter-soggettivo e il saper sottrarsi ai condizionamenti
nelle relazioni inter-personali e sociali.

L?educazione non è adattamento alle norme che la società, o la comunità o
il gruppo ci impongono; adattamento significa adeguarsi acriticamente e
passivamente all?esistente, è il rinunciare alla trasformazione, è
rassegnazione di fronte al mondo, alla società o alla comunità così come
sono ? cioè rassegnazione allo status quo - e rinuncia alla propria
soggettività liberamente creativa.

Non è persuasione/emulazione omologanti: si vuol forzare costantemente,
sistematicamente e unilateralmente l?individuo ad adottare certi concetti
e comportamenti tanto ?esemplari? quanto conformistici.

Non è formazione pre-disposta: è centrale nell?ideologia della
?formazione?, un ?modello scientifico? costruito a tavolino, uno stampo
predisposto totalizzante in cui si finirà per rinchiudere e mortificare la
personalità dell? individuo.

L?educazione, se la si vuole definire in positivo, ritengo possa essere
aiutare qualcuno a evolvere in assenza di qualsiasi forma di coercizione ?
materiale o psichica -, senza dominarlo, né manipolarlo, né pilotarlo,
cioè senza etero-dirigerlo. Può essere prima di tutto un rapporto umano
tra eguali, un rapporto orizzontale, perché anche quando l??altro? si
trova in una data condizione di minor capacità o conoscenza, ha comunque
pari dignità, ha una sua sensibilità, intelligenza, creatività o sapienza
da rispettare e comprendere al pari della mia, e non va soggiogato,
approfittando della mia posizione di presunta ?superiorità?.(2)

* Educazione come libertà, reciprocità ed esperienza diretta

Come diceva l?anarchico Tolstoi: ?L?unico metodo di istruzione è
nell?esperimento e l?unico criterio pedagogico è la libertà.

Maestro non è colui che sa, ma colui che ama ciò che fa con i suoi
allievi?. L?educazione libertaria a cui penso comprende quell?insieme di
comportamenti tesi a creare una situazione di benessere psicofisico
nell?interscambio fra due persone, comportamenti che aiutino l?individuo
ad essere se stesso, a realizzare in pieno la propria personalità, a
crescere secondo la propria traiettoria evolutiva.

Il rapporto educativo è estremamente delicato e complesso, esso dovrebbe
poter svilupparsi sulla base di rapporti interpersonali aperti e
orizzontali, rigettando ogni forma di inquadramento autoritario in un
rigido schema precostituito di programmi, prescrizioni, di regolamenti, di
orari e di spazi prestabiliti.

L?educazione dovrebbe essere un rapporto libero e solidale da sperimentare
nei tanti percorsi dell?esistenza concreta e non un sistema imposto,
unilaterale e metafisico, cioè concepito da qualcuno in qualche luogo
separato secondo uno schema astratto da applicare sulle persone.

L?educatore è anche educando: cioè l?instaurarsi di un complesso rapporto
interpersonale ( pedagogico) fra due individui dovrebbe fondarsi sulla
simpatia, cioè su una spontanea sintonia e condivisione di sentimenti, su
un sentire comune libero da sovrastrutture ideologiche alienanti, per
alimentare una reciprocità ed una orizzontalità in cui chi educa viene a
sua volta educato. Negare e reprimere questo scambio immediato di emozioni
e sensazioni, passioni e desideri, non coltivarlo, soffocarlo, determina
lo strutturarsi di una forma mentis autoritaria (cioè di una struttura
mentale dispotica) e allo stesso tempo servile negli individui.
L?educatore come ?parte attiva? e l?educato come ?parte passiva? sono
incompatibili con una educazione allo stesso tempo liberamente creativa e
razionale, poiché colui che ritiene di poter influenzare lo sviluppo
dell?altro senza esserne influenzato, stabilendo quindi un rapporto
gerarchico, scivola verso comportamenti prepotenti e autoritari e finisce
con il riprodurre delle logiche di potere estranianti e auto-estranianti.

Occorre liberarsi da ogni autoritarismo pedagogico fondato sull?ideologia
dell?educazione come separazione dalla vita per produrre in serie
individui omologati ad un ordine superiore. Come ha acutamente osservato
il pensatore libertario Ivan Illich:

?Non vi è alcuna ragione per continuare nella tradizione medioevale
secondo la quale gli individui sono preparati all?ingresso nel mondo
mediante la segregazione all?interno di sacri recinti, siano essi un
monastero, una sinagoga, o una scuola!? (3)


* Auto-educarsi attraverso un vivere giocoso

Ci sono scuole libertarie che hanno sviluppato percorsi antiautoritari
interessanti.

Ad esempio la scuola di Summerhill, fondata da Alexander Neill in
Inghilterra nel 1924, la quale si basa su alcuni semplici principi
teorici:

1. Far sperimentare al bambini e ai ragazzi la libertà all?interno di una
comunità autogestita: libertà di giocare, di seguire oppure no i consigli
degli adulti, libertà dal senso di colpa, libertà di seguire oppure no il
programma di studi proposto dalla scuola;

2. Far comprendere ai bambini e ai ragazzi l?importanza della
responsabilità all?interno della comunità, attraverso l?autodeterminazione
del gruppo, senza interventi censori e punizioni da parte degli adulti.

A Summerhill si realizza qualcosa che nella società
mercantile-capitalistica è aborrito: l?improduttività. Non è obbligatorio
frequentare alcuna lezione, non ci sono lavori e attività cui si deve
prendere parte, perché costretti a finalizzare il proprio comportamento
secondo le direttive esterne di un apparato di controllo. Si può giocare
tutto il giorno, senza rendere conto a nessun altro della propria libertà
e delle proprie capacità creative. La maggior parte dei bambini e dei
ragazzi che arrivano in questo ambiente nuovo sono disorientati: hanno
bisogno di superare progressivamente l?ansia iniziale per l?assenza di
strutture inglobanti, di direttive verticistiche, per l?improvviso vuoto
di quel Potere che fin dalla nascita li aveva costretti a determinati
comportamenti. A Summerhill non si è giudicati, si viene trattati con
rispetto, non si è considerati diversi dagli adulti e si può cercare di
seguire liberamente una propria strada, imparando dagli altri sì, ma
partendo da se stessi?

Summerhill è sorta come scuola sperimentale. Ora si può dire che essa sia
diventata anche una scuola ?dimostrativa?, che cioè dimostra che la
libertà funziona?

Summerhill indica un percorso possibile per la realizzazione di ?scuole?
per l?accrescimento della libertà, del piacere e della conoscenza
diretta?(4)


* No all?addestramento

Su un piano storico è importante sottolineare l?esperienza pedagogica di
Francisco Ferrer y Guardia, il quale fu un anarchico assai impegnato nella
realizzazione di scuole libertarie. Egli fu il promotore della Escuela
Moderna, un esperimento pedagogico aperto a tutte le classi sociali che si
diffuse in tutta Europa a partire dall? inizio del secolo scorso. Per
Ferrer ragione e libertà stanno insieme, sono intrinsecamente legate, il
dispotico principio di autorità quindi le nega entrambe. La Scuola Moderna
di Ferrer fu una scuola laica e razionalista che si contrapponeva a quella
clericale imperante a quell?epoca (ma anche oggi non c?è tanto da
scherzare!). Per Ferrer l?insegnamento fondato su criteri scientifici deve
servire per distruggere ogni forma di autoritarismo e superstizione, per
favorire lo sviluppo dell?umanità verso la libertà e la felicità.
L?educazione deve servire per far crescere nell?individuo la libertà da
ogni forma di indottrinamento, per poter evolvere secondo il proprio
libero pensiero fondato sul dubbio e la ricerca. Come diceva l?anarchico
Bakunin: non c?è consapevolezza se non c?è libertà e non c?è libertà se
non c?è un sano spirito di contraddizione.

Attività giocose sempre più complesse, spontaneità costruttiva permanente,
curiosità costantemente stimolata e benessere, godimento psico-fisico dei
bambini e ragazzi attraverso una libera sperimentazione di se stessi nel
mondo che li circonda, ecco i fattori fondamentali della pedagogia di
Ferrer.

Sosteneva Ferrer: ?La scuola imprigiona i bambini fisicamente,
intellettualmente e moralmente, per dirigere lo sviluppo delle loro
facoltà in una direzione prefissata. Essa li priva del contatto con la
natura per poterli meglio modellare a suo piacimento??(5). L?educazione
finisce così per ridursi ad un mero addestramento!

* La pedagogia comunista-autoritaria e il ?conformismo rivoluzionario?

Esiste anche un tipo di ?formazione pedagogica?, totalizzante e
oppressiva, tesa a costruire degli ?individui-rivoluzionari? in
laboratorio. Essa è propria di quelle congregazioni comuniste-autoritarie
marxiste - in Italia è il caso di Socialismo Rivoluzionario e di Lotta
Comunista, ciascuna con le proprie peculiarità programmatiche e teoriche -
che proclamano di battersi per l?emancipazione degli oppressi e sfruttati
mentre praticano, e teorizzano più o meno apertamente, una sorta di
?dittatura educativa? sulle persone. I gruppi dirigenti autoreferenziali e
centralizzati - unici conoscitori della teoria e del metodo
?rivoluzionari? in quanto composti da ?maestri illuminati? o ?dirigenti
scientificamente preparati? -pianificano a tavolino dei modelli
?educativo-formativi? da applicare sui loro discepoli/militanti ? le
?avanguardie in gestazione? da plasmare gerarchicamente per la rivoluzione
- attraverso asfissianti e deprimenti moralismi, vari condizionamenti
psicologico-ideologici, tecniche di indottrinamento/irreggimentazione e
sanzioni burocratiche. Il tutto per conservare e rafforzare l?ordine e la
disciplina cosiddette ?rivoluzionarie ed emancipatrici? vigenti negli
apparati politici basati sul principio di autorità e quindi élitari -
nonchè ammantati di misticismo -, cioè per riprodurre una sorta di ?Potere
Buono?, che è decisamente una utopia negativa, una distopia, vessatoria ed
alienante, poichè non esistono poteri ?rivoluzionari? costituiti dall?alto
verso il basso che siano ?buoni?, ma solo nuove oppressioni sotto mentite
spoglie!

In questo contesto omologante è assente un?autentica libertà di
espressione e di azione per i militanti e quindi le capacità critiche
individuali, la creatività trasformatrice indipendente,
l?auto-apprendimento, lo scambio orizzontale e basato sulla reciprocità
nella ricerca culturale e nella lotta per l?auto-emancipazione degli
oppressi e sfruttati, finiscono - al di là delle ?buone intenzioni? di
cui, come si suole dire, ?sono lastricate le vie dell?inferno? e al di là
di alcune interessanti elaborazioni teoriche, che però diventano subito
?verbo? nell?organizzazione poiché prodotte dai dirigenti o dai quadri
zelanti - con l?essere inibiti, compressi e deviati, trasformandosi in
conformismo e sudditanza nei confronti dell?apparato ?rivoluzionario?, con
tanto di celebrazione del culto della personalità dei ?capi sapienti? e
dei ?sacri testi?! Così, mutatis mutandis (6), si riproduce in sedicesimi
quell?autoritarismo che è proprio del sistema capitalistico che si dice di
voler ?superare? e si afferma anche qui - in questo microcosmo
politico/ideologico presuntamente ?alternativo? - l?uomo ad una dimensione
(7) di marcusiana memoria!

Il potere ?inclusivo e complessivo? o ?scientifico (8) e avanguardistico?
di questo mini-ordine partitico rifiuta e avversa ogni contestazione e
ribellione tendenzialmente anti-autoritaria - che viene giudicata
severamente come immaturità piccolo-borghese, scarsa coscienza socialista
e individualismo nichilista - e fagocita, anche in maniera sofisticata,
l?autonomia e la libertà individuali. Questo potere si dispiega in una
piccolo contesto semi-religioso e tende ideologicamente a determinare, e
spesso determina nell?individuo - analogamente all?ideologia imperante nei
paesi tardo-capitalistici (9) - una sorta di mimesi verso la totalità
dell?apparato e i suoi vertici-guida, cioè tende ad alimentare fra i
militanti un processo esistenziale d?identificazione immediata e
automatica con il mini-sistema gerarchico predisposto, percepito come un
tutto senza alternative, che condiziona e mutila la libera soggettività
critico-progettuale!

Dunque si dice di voler educare o formare per trasformare lo status quo e
invece si finisce di fatto per determinare una alienazione al quadrato
dell?individuo!


* Educazione/Rivoluzione

Sulla base di queste brevi considerazioni ritengo importante l?affermarsi,
nei movimenti sociali antisistemici degli sfruttati e oppressi, di
un?anarco-educazione sperimentale, da realizzare, verificare e valutare
direttamente e autonomamente da parte di ogni singolo individuo ?
cooperando con gli altri - all?interno dei propri percorsi di vita e di
lotta. Un tale ideale/pratico di pedagogia libertaria può restare fedele a
se stesso e rinnovarsi ? senza correre il rischio di regredire ed essere
riassorbito dal dominio - se cerca di mantenersi legato ad una prospettiva
di trasformazione sociale rivoluzionaria an-archica fondata
sull?estendersi dell?autogestione dell?esistenza materiale e
intellettuale, senza élites dirigenti e masse da modellare e uniformare,
all?insegna della libertà per tutti nella solidarietà.

Alex Rossi


Note:
(1) Agli inizi del ?900 Ivan Pavlov, uno psicologo russo, osservò che nei
cani la salivazione si verificava non soltanto alla vista del cibo, ma
anche quando venivano esposti a qualcosa che avevano associato con il
cibo, come per esempio la vista delle scodelle o perfino il suono di una
campanella. Se i cani potevano apprendere per associazione, non potevano
farlo anche gli esseri umani e in misura addirittura superiore? Le teorie
di Pavlov furono riprese negli anni venti dallo psicologo americano
Watson, il quale sostenne che il comportamento e la personalità degli
esseri umani erano modellabili a piacimento e che potevano essere plasmati
dall?esterno in qualsiasi senso. Queste posizioni daranno vita ad una
corrente psicologica ?il comportamentismo? , fondata sulla concezione che
gli individui sono meccanismi da mettere in moto secondo le necessità
dell?ordine sociale vigente utilizzando ricompense e punizioni...

(2) Su questi temi si veda l?opera di Marcello Bernardi (educatore
libertario).

(3) Di Illich si veda: Descolarizzare la società, Mondatori, Milano, 1983.

(4) Il sito di Summerhill è http://www.summerhillschool.co.uk .

(5) Di Ferrer si veda: La scuola moderna, M&B Publishing, Milano, 1996.

(6) Cioè: ?fatte le dovute distinzioni?...

(7) Cioè l?individuo senza reali capacità critiche, inglobato
nell?ideologia imperante e omologante. Si veda H. Marcuse: L?uomo a una
dimensione, Einaudi,Torino, 1967.

(8) Qui la scienza diventa feticcio, cioè ammirazione fanatica ed
esclusiva verso qualcosa o qualcuno: in questo caso la dottrina marxista e
ai suoi ?profeti?.

(9) O nelle ?società industriali avanzate?, o ?post-industriali?, o
?iper-tecnologiche?, o ?democratico-sistemiche? o che dir si voglia...


Da "Kronstadt Uprising", foglio anarchico e libertario del Gruppo
Kronstadt, Volterra.

_______________________________________________
A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
http://ainfos.ca/cgi-bin/mailman/listinfo/a-infos-it


A-Infos Information Center