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(it) Comunicato CdD-FdCA: 2006 - Ricominciare dalle lotte per il salario, per i diritti, per la democrazia sindacale

Date Thu, 19 Jan 2006 15:28:03 +0100 (CET)


Sono circa 8 milioni i lavoratori che da gennaio entrano in lotta o la
proseguono per il rinnovo del contratto nazionale, su cui grava l?ombra
della sua scomparsa, con una revisione dei famigerati accordi del ?93...
Dai metalmeccanici - il cui biennio economico è scaduto alla fine del 2004
e nella cui vertenza si insinuano elementi di profonda revisione e
limitazione del contratto collettivo - ai dipendenti pubblici; dagli edili
ai lavoratori del legno; dal settore agricolo al tessile; dai bancari ai
chimici; dal settore della gomma&plastica all?energia e agli elettrici.
Un?intera classe lavoratrice, impoverita da anni di attacchi al salario
reale e vittima dalla repressione statale (come nel caso del settore dei
trasporti e della Fiat), cerca di rivendicare condizioni di vita più
dignitose a fronte della crescente disuguaglianza sociale nel paese. Ma le
richieste salariali avanzate dai sindacati confederali di categoria, dai
70 euro per il settore agricolo ai 110 per gli elettrici, appaiono ben
lontane dal coprire la perdita del potere d?acquisto della classe
lavoratrice e addirittura ridicole di fronte alla necessità di una vera e
propria redistribuzione della ricchezza. Ammontano infatti a 30 miliardi
di euro i profitti accumulati solo dalle prime 40 aziende italiane nei
primi 9 mesi del 2005! Una crescita media del 46,4%!

All?impoverimento dei salari e degli stipendi si aggiungono gli aumenti
delle tariffe e dei costi dei servizi sociali quale ulteriore prelievo
dalle tasche dei lavoratori.

Ed infine la riforma delle pensioni e l?introduzione dei fondi pensione
costituiscono un?ulteriore depredazione del salario differito, già in atto
e ancor più cruenta dal 2008.

Nel frattempo aumenta la distruzione di posti di lavoro al pari
dell?espandersi del lavoro precario, temporaneo e flessibile in
particolare nel pubblico impiego. Precarizzazione che colpisce soprattutto
le donne di tutte le età e tutti i soggetti meno funzionali al sistema
produttivo come i lavoratori anziani o più ricattabili come i lavoratori
migranti, a cui sono negate sia le garanzie salariali che le tutele
sociali e sindacali.

La durezza dello scontro è tale da far emergere la debolezza degli
strumenti di lotta in mano ai lavoratori; infatti le limitazioni al
diritto di sciopero ed alla democrazia sindacale unitamente alla
criminalizzazione delle
manifestazioni di protesta, privano la classe lavoratrice degli strumenti
adeguati per esprimere liberamente la propria opposizione ed il proprio
dissenso, anche di fronte ai vertici sindacali.

Si apre un anno in cui le aspettative elettorali rischiano di attenuare le
aspettative reali del movimento dei lavoratori, i cui interessi materiali
in gioco vanno al di là di un cambio di governo, perché si tratta di
mobilitarsi per:

* Conquistare e praticare la propria autonomia di lotta e di
organizzazione dal basso nei luoghi di lavoro e nelle categorie

* Disporre pienamente della libertà di sciopero

* Difendere il contratto collettivo nazionale, rivendicazione di forti
aumenti salariali, ripristinare un nuovo meccanismo automatico di
rivalutazione dei salari

* Ottenere garanzie e tutele per i lavoratori/lavoratrici precari,
abolendo la legge 30 che mira a svuotare la contrattazione collettiva

* Scolllegare il permesso di soggiorno dal contratto di lavoro per i
lavoratori/lavoratrici migranti

* Fermare le privatizzazioni dei servizi pubblici ed impedire
l?applicazione della direttiva Bolkestein

* Ritornare alla pensione pubblica a sistema retributivo solidaristico

* Costruire una piattaforma unitaria delle diverse categorie in cui vi sia
almeno il recupero dell?inflazione reale con aumenti egualitari e
svincolati dalla produttività, il contenimento del lavoro straordinario,
la rivendicazione di assunzioni a tempo indeterminato, la riduzione di
orario a parità di salario, la riduzione sensibile del prelievo fiscale ai
lavoratori dipendenti

* Costruire realtà auto-organizzate dal basso, comitati e coordinamenti
territoriali di base intersindacali, camere del lavoro autogestite, per lo
sviluppo della democrazia sindacale, per la valorizzazione del ruolo
attivo ed indipendente delle rsu, per il coinvolgimento diretto
nell?attività sindacale di tutti i lavoratori, per il riconoscimento della
piena rappresentanza sindacale a tutti i soggetti organizzati a livello
di base, territoriale, categoriale ed intercategoriale senza soglie
percentuali di rappresentatività.


FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI
Consiglio dei Delegati

Cremona, 15 gennaio 2006

http://www.fdca.it


Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>

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