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(it) "Kronstadt Uprising": Nessuna frontiera, nessuna galera!

Date Wed, 18 Jan 2006 13:43:38 +0100 (CET)


In questi giorni abbiamo avuto notizia dell?arresto di cinque compagni
anarchici leccesi e di varie perquisizioni a danno di altri compagni in
tutta Italia. La gravità della notizia stà nel teorema accusatorio della
procura pugliese che si fonda sulla lotta che gli arrestati conducono da
anni contro il CPT di Lecce "Regina Pacis", uno dei tanti lager sparsi sul
territorio italiano istituiti dalla legge Turco-Napolitano e completati
dalla più recente Bossi-Fini, lager dove vengono rinchiusi e seviziati gli
immigrati "non in regola" secondo le citate leggi. Come in altri casi
simili, lo strumento per reprimere le lotte sociali è l?art.270 bis
cod.pen. che punisce l?associazione sovversiva, strumento che consente una
ampia libertà d?azione da parte delle forze di polizia e dei magistrati
che avallano il loro operato. In realtà l?applicazione degli articoli 270,
270 bis, 270 ter del codice penale ha una funzione ideologica, di
repressione preventiva che spesso si risolve senza condanne definitive ma
ha lo scopo di avviare procedimenti penali ed immettere nel circuito
carcerario coloro che non si sono rassegnati o peggio venduti all?attuale
stato di cose. Da sottolineare l?effetto mediatico ed intimidatorio di
tali operazioni, della conseguente equazione lotte sociali = terrorismo,
ed il chiaro e pesante avvertimento rivolto ai compagni che da sempre
lottano contro il razzismo di stato. Nonostante in questi ultimi anni la
repressione statale si sia scagliata contro parti eterogenee del movimento
antagonista (vedi le varie montature contro il sud ribelle o contro la
rete del precariato sociale) il ministro degli interni Pisanu e gli
apparati d?intelligence sembrano avere una predilizione verso gli
anarchici. Ma perché proprio gli anarchici ricoprono il ruolo fondamentale
di nemico interno? Perchè gli anarchici sono nemici dichiarati dello Stato
e di tutte le istituzioni che questo si dà per sfruttare, controllare,
giudicare, rinchiudere...

Lo Stato sa bene che gli anarchici sono i suoi nemici irriducibili, in
quanto nemici del potere in tutte le sue dinamiche e forme. Gli anarchici,
da sempre al fianco degli oppressi, riescono ad individuare i luoghi dove
si riproduce il dominio e quì procedere con l?azione diretta in modo tale
che questa sia facilmente riproducibile nella maniera più ampia possibile.
Ma nello stesso tempo i governanti sanno benissimo che a causa di questa
loro posizione di radicale inimicizia verso l?autorità, verso la
gerarchia, verso ogni Stato dal più dispotico al più democratico, gli
anarchici sono particolarmente vulnerabili proprio perché non possono
trovare sostegno ed alleati nella loro lotta se non nella partecipazione
spontanea degli individui disposti a rovesciare le condizioni di
oppressione in cui viviamo. Ed ecco allora che scattano le operazioni
poliziesche, le montature processuali, leggi speciali, carceri ecc.

Il codice penale e tutte le leggi in generale sono la formalizzazione dei
rapporti di forza presenti nella società, una società fondata sulla
divisione in classi, sul dominio e sullo Stato che dei rapporti di dominio
è il prodotto ed il garante. Se prendiamo alla lettera l?ideologia
liberal-democratica dominante, ci viene detto che il vivere sociale è il
risultato di un contratto stipulato non si sa quando e da chi, contratto
sociale che dovrebbe assicurare una vita dignitosa a tutti sulla base di
diritti naturali innati. La realtà ci mostra ogni minuto della nostra vita
che il contratto sociale ed i relativi diritti sono costantemente violati;
che il sistema democratico-capitalistico se assicura un certo benessere ai
propri sudditi ed alti profitti alle classi dominanti lo fa a scapito
della maggioranza della popolazione mondiale costretta a vivere tra
carestie, miseria, guerre combattute in difesa dei privilegi di pochi,
devastazione ambientale.

Nella società fondata sullo Stato, sulla divisione in classi, sulla
gerarchia, chi decide è una ristretta minoranza di individui i quali si
definiscono rappresentati del popolo (di sicuro rappresentano gli
interessi di quella parte del popolo che detiene il potere economico) ed
impongono, coadiuvati dal potere coercitivo e da un apatico consenso
generalizzato, le loro regole. E? evidente che queste regole, le leggi
appunto, sono cosa ben diversa dal libero accordo, cioè dalla possibilità
e capacità degli individui di autodeterminarsi, di stabilire in autonomia
ed in comune le regole per realizzare le loro attività, attività di cui
controllano le finalità e gli strumenti. Viveversa la legge è una regola
autoritaria, coercitiva, strumento fondamentale ed indispensabile per il
potere. La società classista attuale avrà sempre bisogno delle leggi e del
codice penale, quello su cui i giudici fondano le loro sentenze che
chiudono a chiave uomini e donne, su cui la polizia trova l?autorità per
arrestare e sorvegliare. Ed avrà sempre bisogno di carcere, di centri di
permanenza temporanea, di tutto l?apparato poliziesco e dell?apparato
tecnologico che consente il controllo sociale. Il tutto coadiuvato
dall?esercito dei recuperatori sociali, preti, psichiatri, parassiti tutti
votati alla causa della pace sociale e del consenso forzato.

Fino a quando ci saranno leggi al servizio degli interessi degli
sfruttatori, dei guerrafondai, dei devastatori dell?ambiente, leggi che
tutelano i valori della merce e del profitto, ci saranno sempre
trasgressori, refrattari allo status quo, oppressi che si rivolterranno.

E tra questi ultimi ci saranno sempre gli anarchici, da sempre spina nel
fianco di ogni potere, pronti ad appiccare il fuoco che divamperà nel
tessuto sociale. Gli anarchici rompono la monotonia concorde del plauso
generale al regime democratico, rompono la rassegnazione generale dei
dominati ed indicano un progetto di modificazione dell?esistente, un
progetto di vita che metta al centro un?etica fondata sulla libertà
nell?eguaglianza, sulla solidarietà, sul mutuo appoggio.

Per tutto ciò, per la loro qualità intrinseca di rottura nell?orizzonte di
acquiescente certezza nella capacità dei governanti di fare l?interesse
dei governati, gli anarchici vanno messi a tacere.

Da parte nostra, come anarchici e libertari del gruppo Kronstadt,
solidarizziamo con i compagni arrestati e respingiamo l?ennesima
criminalizzazione del movimento anarchico. Siamo consapevoli che il
terrore è l?arma dello Stato, ma la solidarietà tra gli sfruttati è ciò
che più il potere teme.


Da "Kronstadt Uprising", foglio anarchico e libertario del Gruppo
Kronstadt, Volterra.

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