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(it) Comidad: Finti scontri di civiltà e veri collaborazionismi

Date Fri, 10 Feb 2006 11:56:48 +0100 (CET)


La comunicazione di massa ha ancora una volta dato prova in questi giorni
di come si possa spostare la discussione su alternative astratte, facendo
perdere di vista quelli che sono i dati di fatto.
Discutere sulla libertà di satira o sui suoi eventuali limiti, non ha
nulla a che vedere con le presunte vignette su Maometto, dato che qui la
satira non c'entra nulla. Una vignetta satirica, infatti, dovrebbe avere
come prima caratteristica l'immediatezza. Ora, perché mai, per un lettore
occidentale, l'immagine di un uomo barbuto col turbante dovrebbe
rappresentare Maometto e non, ad esempio, Sindbad il marinaio?
In realtà, in mille quattrocento anni di Islam, non s'è mai costruita in
Occidente un'iconografia di Maometto, né in positivo, né in negativo. Nel
canto XXVIII dell'"Inferno", Dante colloca Maometto fra i seminatori di
scismi e di discordie, ma non è certo uno degli episodi più noti della
Divina Commedia. Lo stesso Dante, per creare un po' di pathos e interesse
attorno al suo incontro, fa parlare Maometto non di sé, ma dei cristiani
eretici di fra' Dolcino.

In realtà, ciò che ha reso riconoscibili le rappresentazioni contenute
nelle vignette, è stata la campagna mediatica che le ha supportate. La
pretestuosità dell'episodio è resa ancora più evidente dal fatto che le
vignette sono state commissionate.

Lo scontro di civiltà non c'è mai stato in mille quattrocento anni, e le
guerre fra cristiani sono state certamente molte di più di quelle contro i
musulmani. Gli stessi Arabi durante la Prima Guerra Mondiale, non hanno
esitato ad allearsi con gli Inglesi contro i Turchi, che pure erano loro
correligionari.

Allo stesso modo, oggi gli Sciiti irakeni, pur di regolare i conti con i
loro quasi correligionari, i Sunniti, non esitano a collaborare con gli
Stati Uniti e con la loro invasione.

Lo stesso avviene in Afganistan, dove il regime dei Talebani è stato
abbattuto dagli USA grazie all'accordo con le etnie musulmane della
cosiddetta "Alleanza del Nord". Persino molti Talebani non hanno esitato
ad abbandonare la fede nell'Islam, in cambio della fede nei dollari del
traffico d'oppio.

Quindi, in questo caso, non si tratta di satira, ma di provocazione,
all'interno di un disegno generale di provocazione. Tutto questo è in
funzione della rappresentazione e simulazione di un inesistente scontro di
civiltà, che serva a coprire i reali collaborazionismi su cui si fonda il
dominio colonialistico.

Comidad, 9 febbraio 2006


Da http://www.comidad.org

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