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(it) Comidad: America Latina ed Europa si scambiano i ruoli

Date Thu, 7 Dec 2006 12:06:02 +0100 (CET)


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad. Chi volesse consultare le news precedenti,
può reperirle sul sito www.comidad.org sotto la voce "COMMENTARIO".
* * * * * * * * * *
AMERICA LATINA ED EUROPA SI SCAMBIANO I RUOLI
Per il "Corriere della Sera" e per "La Repubblica" la rielezione di Chavez a
presidente del Venezuela non è stato un argomento a cui dedicare peso. La
pagliacciata dell'allarme al polonio radioattivo ha ancora invaso i commenti della
politica estera, accompagnata dalle presunte minacce del presidente iraniano
Ahmadinejad, che, per una volta in vita sua, aveva detto una cosa sensata, e
persino ovvia, cioè che le sanzioni contro il suo Paese sarebbero un atto ostile.

L'argomento Chavez è stato subito messo da parte dai maggiori quotidiani per non
turbare i sonni filoamericani e islamofobi del lettore medio; eppure questo
argomento ha dei risvolti interessanti, specialmente se paragonati con ciò che
contemporaneamente sta accadendo in Europa. A meno di dar credito alle mitologie
democratiche, se Chavez è riuscito a rimanere al suo posto - anzi a rimanere vivo
- nonostante i tentativi statunitensi di farlo fuori, non può esser solo per il
sostegno popolare.

È evidente che i suoi soci in affari, la Russia e soprattutto la Cina, sono
riusciti a stendere attorno a lui una rete di protezione sociale e ambientale.
Senza l'opposizione di potenti servizi segreti, la superpotenza americana - che
controlla ancora gran parte dei quadri dell'esercito venezuelano - avrebbe già
attuato un colpo di Stato, invece ne è già fallito uno nel 2002.

Un pezzo alla volta l'America Latina sta sfuggendo al controllo statunitense che
sino a qualche anno fa sembrava inattaccabile, tanto che il giornalista Gianni
Minà aveva coniato l'espressione "continente desaparecido".

Il vero continente desaparecido oggi appare invece l'Europa, che non salva nemmeno
più le apparenze, come riusciva a fare sino a qualche anno fa. La colonizzazione
statunitense, in crisi in America Latina, sembra oggi inarrestabile in Europa. Il
maggiore strumento di questa colonizzazione risulta come sempre la NATO. In un
Paese libero e democratico come l'Italia, l'informazione ufficiale è sottoposta ad
un controllo ferreo, tanto che nessun commentatore ha osato chiedersi a cosa
servisse il raddoppio della base NATO di Vicenza nel momento in cui la stessa NATO
ormai si è estesa verso Est, annettendosi le ex province dell'impero sovietico.
Dal punto di vista strategico, la base militare nel Veneto è inutile in funzione
antirussa, però è utile per minacciare la Germania nel caso pensasse di fare
politica in proprio.

I governi tedeschi hanno imparato a loro spese che il colonialismo non si può fare
solo con il denaro, ci vogliono anche le aggressioni armate. Nel momento in cui la
riunificata Germania si era andata a costituire una cintura di Stati slavi
satelliti, se li è visti occupare militarmente dagli Stati Uniti sotto la sigla
della NATO.

Le cose non vanno meglio per il marco tedesco camuffato da euro. Invece di fare
concorrenza al dollaro, è diventato il principale strumento del colonialismo
commerciale americano. Oggi l'euro è esageratamente e artificiosamente
sopravvalutato, favorendo così le esportazioni statunitensi in Europa. La cosa più
assurda però è che l'apprezzamento dell'euro sul dollaro avrebbe dovuto
automaticamente determinare in casa nostra un calo di prezzo dei prodotti
petroliferi, invece niente, dato che i profitti delle multinazionali statunitensi
non si possono toccare.

Insomma, i Paesi europei stanno pagando il tributo agli Stati Uniti. Per
l'economia italiana gli effetti di tutto questo sono devastanti, ma un Paese che
deve servire come base militare deve anche perdere ogni residuo di indipendenza
economica, ecco che si spiegano misure di vera e propria dissoluzione sociale come
la precarizzazione del lavoro e l'azzeramento dell'istruzione tecnica e
professionale.

Russia e Cina, dal canto loro, non spendono un soldo per impedire la
colonizzazione dell'Europa, l'abbandonano a se stessa, mentre concentrano i loro
sforzi per allentare la morsa coloniale statunitense in America Latina. Così, più
le cose gli vanno male in America Latina, più gli Stati Uniti si rifanno a spese
dell'Europa. L'intento strategico russo-cinese è chiaro: lasciare aumentare
l'esposizione militare degli Stati Uniti sempre più lontano dai loro confini.

7 dicembre 2006


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Nella finestra francofona del sito www.comidad.org, è disponibile la traduzione in
francese del documento MASSONERIA, STRUMENTO DEL COLONIALISMO. (LA
FRANC-MAÇONNERIE, OUTIL DU COLONIALISME)

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Da: "Vincenzo Italiano" <tamerix -A- inwind.it>

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