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(it) Editoriale Anarkismo.net: Fermezza nei principi , flessibilità nella tattica. Risposte anarchiche di f ronte al rovesciamento di governi eletti [en]

Date Mon, 4 Dec 2006 14:29:34 +0100 (CET)


Come dovrebbero regolarsi gli anarchici rivoluzionari in caso di un golpe di
destra che rovesci un governo eletto? Mi riferisco, ad esempio, al colpo di
stato del 2002 in Venezuela contro il Presidente Hugo Chavez. Si trattò di un
golpe tentato da una frazione delle forze armate unitamente alla maggior parte
della classe capitalista. Vi era il sostegno del governo USA e di altre
istituzioni statunitensi. Sostegno in parte palese (immediato riconoscimento
del nuovo regime) ed in parte segreto (sostegno finanziario anticipato ai
cospiratori). Tuttavia il colpo di stato venne rapidamente sventato grazie a
due fattori: la pressione da parte dei lavoratori e dei poveri venezuelani, il
sostegno a Chavez da parte delle basse gerarchie dell'esercito, nonché dalla
pressione internazionale proveniente dagli altri paesi del Sud America. Chavez
è stato aiutato dal fatto che molti governanti ed uomini d'affari sapevano che
egli non era veramente un anti-capitalista, nonostante la sua retorica
radicale.

Un altro esempio recente è quello del colpo di stato del 2005 in Nepal, in cui
Re Gyanendra ha sciolto il governo eletto, assumendo direttamente il potere,
contando principalmente sull'appoggio delle sue forze militari (dopo che il
parlamento era stato sciolto 3 anni prima). Al Re si sono opposte grandi
manifestazioni di piazza e scioperi, organizzati da un Fronte Popolare composto
da partiti borghesi, altri organismi popolari, e dalle forze Maoiste nelle
campagne. In Aprile anche questo colpo di stato era stato sventato. Il re aveva
poi restituito il potere al parlamento eletto. I Maoisti si erano guadagnati un
certo credito popolare per aver partecipato alla lotta. Hanno siglato un
accordo di pace con il governo delle riforme e parteciperanno alle prossime
elezioni col loro leader.

Si possono richiamare molti altri esempi. E' tipico del capitalismo che i
vantaggi della democrazia politica vengano messi a dura prova. I paesi
attraversano ciclicamente periodi di democrazia e dittatura. Basta rammentare
la storia del fascismo europeo. O anche, se volete, come l'attuale
amministrazione USA ebbe a rubare le elezioni del 2000. Data dopo la quale, le
libertà politiche sono state pervicacemente ridimensionate.

In che modo gli anarchici dovrebbero rapportarsi a situazioni come queste? Tale
questione mette allo scoperto una debolezza storica dell'anarchismo. Nonostante
i suoi eccellenti fini e le sue grandi idee, l'anarchismo è stato ripetutamente
sconfitto, colpito da forze fasciste o leniniste, oppure semplicemente
emarginato. Sono fermamente convinto che la ragione più evidente di tutto ciò
stia nella rigidità dell'anarchismo e nella sua inadeguatezza tattica e
strategica. Il movimento anarchico si è ripetutamente dimostrato non in grado
di muoversi a livello tattico in una situazione effettiva. Questa è stata,
secondo me, la causa del suo disastroso fallimento nella Rivoluzione Spagnola
negli anni '30. Invece, il nostro approccio dovrebbe essere quello della
FERMEZZA NEI PRINCIPI, FLESSIBILITA' NELLA TATTICA.


Gli anarchici e le Elezioni

In linea generale, gli anarchici si sono sempre opposti alla partecipazione
alle elezioni. Nel capitalismo, con tutte le sue promesse di democrazia e di
libertà, è una minoranza della popolazione, nei fatti, la classe capitalista, a
governare l'economia e quindi lo Stato. Questa è la dittatura della borghesia,
sia essa in forme apertamente democratiche o no. Gli anarchici non cercano di
gestire lo stato capitalista né di eleggere delle persone per farlo. Non è
questo il nostro compito. Al contrario, noi cerchiamo di organizzare i
sindacati, le associazioni di base, i movimenti contro la guerra, e così via.
Noi ci impegniamo in una azione militante non elettorale dal basso contro lo
Stato e la classe capitalista.

Gli anarchici non credono nella scelta di leaders che facciano politica al
posto nostro come nostri rappresentanti. Gli interessi, le opinioni ed i
desideri di decine di milioni di cittadini non possono essere impacchettate in
due partiti o incarnate da due candidati. La "democrazia di massa" è una
contraddizione in termini. Noi vogliamo una democrazia diretta, a viso aperto,
nei luoghi di lavoro e nelle assemblee sul territorio, all'interno di una
economia cooperativa (socialismo libertario). Noi vogliamo quanta più
democrazia partecipativa possibile e le forme di rappresentanza e di delega
strettamente necessarie per il federalismo.

La questione dell'elettoralismo fu la ragione principale della frattura
originaria tra Marx e gli anarchici. Marx puntava alla formazione di partiti
politici della classe operaia che - secondo le sue speranze - avrebbero
spezzato la fiducia della classi lavoratrici verso i partiti capitalisti. La
storia non ha dato ragione alla sua strategia elettoralista, se solo guardiamo
alla triste fine dei partiti socialdemocratici e leninisti, oppure ai più
recenti partiti verdi. In ogni caso, Marx era nettamente contrario al voto a
favore dei partiti o dei politici capitalisti democratici. (Oggi negli USA la
maggior parte dei cosiddetti socialisti votano sia per I Democratici che per
partiti terzi, liberali e capitalisti, come il Green Party o il fenomeno Nader.
Questi socialisti respingono sia i principi marxisti che quelli anarchici).

Pur respingendo la partecipazione alle elezioni, gli anarchici hanno di solito
ritenuto che le democrazie capitaliste sono, per i lavoratori e per i popoli
oppressi, meglio delle dittature politiche capitaliste (giunte militari, stati
di polizia, monarchie, fascismi, ecc.). Il che non vuol dire che noi si pensi
che i lavoratori potrebbero controllare lo Stato tramite le elezioni - il mito
della borghesia. Ma è più facile per i lavoratori organizzare i loro sindacati,
è più facile per i popoli oppressi organizzare la resistenza popolare, e per le
forze radicali pubblicare letteratura politica, tenere meetings, diffondere le
loro idee. Certo, c'è sempre la repressione, ma non è la stessa cosa di uno
stato totalitario. Si afferma e si diffonde un sentimento popolare in difesa
della libertà di parola, di pensiero e di associazione, che gli anarchici usano
per proteggersi e proteggere tutti contro la repressione statale. I capitalisti
non vogliono darci questi diritti, ma devono farlo se li vogliono per loro
stessi, per lasciare ai lavoratori la (falsa) impressione che il popolo
governi.

Errico Malatesta, l'anarchico italiano, ha scritto "... La peggior democrazia è
sempre preferibile, anche solo da un punto di vista educativo, alla migliore
delle dittature... La Democrazia è una menzogna, essa è... il governo di pochi
a vantaggio di una classe di privilegiati. Ma noi possiamo pur sempre lottare
in nome della libertà e dell'uguaglianza..." (1995, The Anarchist Revolution;
p. 77). Cioè, se la borghesia dichiara di volere la "libertà e l'uguaglianza",
essa deve essere sfidata a realizzare quanto dichiara.

Secondo me, la tattica anarchica per affrontare i colpi di stato da destra deve
assumere questo giudizio sulla democrazia borghese come il più utile per la
classe operaia e le popolazioni oppresse.

C'è un altro aspetto. La maggior parte delle situazioni in cui succedono colpi
di stato antidemocratici si verifica nelle nazioni oppresse - il cosiddetto
Terzo Mondo. I golpisti sono spesso sostenuti da forze straniere imperialiste,
così come gli USA sostenevano le forse golpiste in Venezuela. Il che solleva la
questione del diritto delle nazioni oppresse alla autodeterminazione, del
diritto dei popoli a determinare il loro futuro ed il loro governo - o non
governo - fuori della dominazione imperialista.

Il principio fondamentale è la LIBERTÀ. I lavoratori dovrebbero avere la
libertà di scegliere il loro sistema di governo e scegliere chi avere come loro
leader, se vogliono un leader. Il popolo ha il diritto di sbagliare. Infatti,
una classe o una nazione impara solo dai suoi propri errori. Gli anarchici sono
i più forti sostenitori della libertà. Dovremmo sempre sostenere il diritto del
popolo a realizzare le proprie decisioni, anche se noi fossimo in disaccordo
con quanto il popolo decide. Naturalmente, non dobbiamo mai rinunciare al
nostro diritto di manifestare la nostra politica e di spiegare pazientemente le
nostre opinioni. Tutto ciò fa parte del processo di apprendere attraverso
l'esperienza.


La lezione della Rivoluzione Russa

Quando succede un golpe o vi è la concreta minaccia che si verifichi e le masse
popolari scendono in piazza per protestare, è compito degli anarchici andare
con il popolo. Dobbiamo trovare un modo per partecipare alla lotta popolare,
senza mai rinunciare ai nostri principi anarchici. Noi non possiamo appoggiare
il governo, né votare persino per il migliore dei presidenti (lasciamo da soli
i politici borghesi autoritari). Gli anarchici non devono dare assolutamente
nessun sostegno ai politici borghesi o allo Stato. Queste sono questioni di
principio. Tuttavia, gli anarchici possono unirsi all'opposizione contro il
golpe. Nel far ciò, noi sosteniamo il popolo, non lo Stato. All'interno del
movimento popolare, gli anarchici possono cooperare praticamente e
concretamente con i politici borghesi e le forze staliniste, sulla base di
obiettivi immediati e a breve termine, senza prendere alcun accordo su
obiettivi a lungo termine.

Nel movimento popolare, gli anarchici avvertono gli attivisti che essi non
possono fare assegnamento sui politici borghesi. Gli anarchici possono lanciare
appelli perché si formino comitati di quartiere e consigli operai al fine di
organizzarsi contro e fuori del golpe. Gli anarchici dovrebbero chiedere la
distribuzione delle armi alla classe lavoratrice, piuttosto che affidarsi
all'esercito. Un popolo armato ed auto-organizzato è la maggior forza effettiva
per sventare un golpe - e, secondo noi, per andare oltre i limiti della
democrazia borghese.

L'approccio qui indicato è il frutto dell'esperienza della Rivoluzione russa e
della Rivoluzione spagnola, fra le altre. Durante la Rivoluzione russa, ci fu
un governo non molto liberale guidato da Kerensky. Era un governo che
perseguitava la sinistra, gli anarchici ed i bolscevichi, imprigionandone
quanti ne poteva. Ma vi era un'altra forza ancora più a destra guidata dal
generale cosacco Kornilov. Egli cercò di rovesciare il regime liberale, di
annientare i consigli operai e contadini (soviet), di spazzar via tutti i
partiti socialisti, anche quelli più moderati. In breve, Kornilov non era che
un dittatore proto-fascista, strumento del capitale per realizzare questo
programma.

Cosa fecero i Bolscevichi? (Non conosco il dibattito fra gli anarchici
all'epoca). Un gruppo di marinai visitò Trotsky ed altri bolscevichi in carcere
e gli chiese: "Non è giunto il tempo di arrestare il governo?" "No, non
ancora", fu la risposta. "Usate Kerensky come fucile di riserva per colpire
Kornilov. Dopo di ché regoleremo le cose con Kerensky". (Trotsky, 1967, History
of the Russian Revolution vol. II, p. 227)

I Bolscevichi e gli anarchici, insieme agli attivisti degli altri partiti
socialisti, lavorarono con operai organizzati alla base per costruire comitati
di massa per la difesa della rivoluzione. Che si diffusero in tutto l'impero
russo. Vennero distribuite le armi ai lavoratori, mobilitate le forze militari
affidabili ed organizzati gruppi operai di sabotaggio per fermare l'avanzata di
Kornilov (facendo deragliare treni militari e interrompendo le linee
telegrafiche). Gli operai ed i soldati di Petrograd vennero inviati a
parlamentare con le forze nemiche per convincerle a fare marcia indietro. Si
trattò di metodi efficaci. L'avanzata militare si arenò come acqua nella
sabbia, quasi senza violenze (salvo alcune vittime tra gli ufficiali). Cosa che
fece crescere l'influenza delle forze di estrema sinistra ed indebolì i
socialisti moderati. La fine di Kerensky era ormai solo una questione di tempo:
il suo regime venne rovesciato da una coalizione composta da bolscevichi,
social-rivoluzionari di sinistra ed anarchici.

Durante la crisi Kornilov, i Bolscevichi non entrarono nel governo provvisorio
(ed ovviamente nemmeno gli anarchici); infatti essi criticavano il governo
Kerensky per la sua debolezza ed il suo parlare a vanvera di difesa della
democrazia. I Bolscevichi mantennero contatti con agli altri partiti solo a
scopo di coordinamento pratico. Negli anni che seguirono, Trotsky spesso parlò
di questo incidente come di una guida per l'azione. Così Trotsky sintetizzava
"Supportarli tecnicamente, ma non politicamente". (p. 305) Lenin fu ancor più
chiaro sul non sostenere il governo liberale. Scrisse infatti ("Al Comitato
Centrale del R.S.D.L.P."),

"Persino in questo momento noi non dobbiamo sostenere il governo Kerensky. Si
tratta di una cosa che prescinde dall'etica. Ci possono chiedere: non vi
batterete contro Kornilov? Ma certo che sì! Ma non si tratta della stessa cosa;
è qui la linea di demarcazione... noi combatteremo, noi stiamo combattendo
contro Kornilov, proprio come fanno anche le truppe di Kerensky, ma noi non
sosterremo Kerensky. Al contrario, noi ne denunciamo la debolezza. Questa è la
differenza." (Selected Works, vol. 2, p. 222)


La lezione della Rivoluzione Spagnola

Insegnamenti simili si possono trarre dalla rivoluzione spagnola dal 1936 al
1939. Di solito le due parti contrapposte vengono identificate nel governo del
Fronte Popolare legalmente eletto (i Lealisti o Repubblicani) da una parte e
nelle forze militari fasciste dall'altra, che intendevano rovesciare il governo
(cosa che poi fecero con l'aiuto militare di Hitler). Il Fronte Popolare era
una coalizione di partiti operai (inclusi i comunisti ed i socialisti) e di
partiti filo-capitalisti. Le masse operaie erano divise a metà tra i lavoratori
nei sindacati affiliati al Partito Socialista Spagnolo ed i lavoratori iscritti
ai sindacati a guida anarchica. Quando i militari fecero partire il golpe, i
lavoratori lo respinsero. Le forze armate di volontari (milizie) vennero
costituite dagli anarchici e da vari socialisti.

Allo scoppio della guerra civile, cosa avrebbero dovuto fare gli anarchici
rivoluzionari e gli altri socialisti? Vi era chi (bordighisti e altri), proprio
come molti anarchici oggi, sosteneva che i rivoluzionari non dovevano
schierarsi. Insomma: "Nessun appoggio politico e materiale al governo borghese
Lealista!". (citato in Trotsky, The Spanish Revolution, 1973, Pathfinder, p.
422) Dopo tutto, la repubblica del Fronte Popolare era uno stato capitalista,
imperialista, con una colonia in Marocco e le carceri piene di migliaia di
lavoratori ed oppositori di sinistra. In pratica, questa era una posizione non
realistica, dal momento che i lavoratori non erano pronti a rovesciare la
repubblica sotto gli occhi del fascismo. I leader della sinistra spagnola
avvertivano (correttamente) che la repubblica era chiaramente un male minore
rispetto ai fascisti. I leader anarchici, però, trassero da ciò la conclusione
che sarebbero dovuti entrare nel governo del Fronte Popolare. Alleati con i
socialisti riformisti, con i comunisti e con politici capitalisti fino al
midollo. Essi subordinarono così la loro lotta allo stato capitalista.

Vi era, tuttavia, una terza possibile posizione. Era quella delle milizie
anarchiche e della sinistra socialista, che focalizzarono le loro forze contro
i fascisti - finché non sarebbero stati forti abbastanza da rovesciare lo stato
repubblicano. Fino a quel giorno, le milizie avrebbero dato il loro appoggio
tecnico e militare alla repubblica, ma senza alcun sostegno politico. I
lavoratori rivoluzionari non devono rinunciare alla loro indipendenza politica
dalla classe nemica. Essi non avrebbero dovuto unirsi al governo del Fronte
Popolare, né votare per i suoi candidati e nemmeno per i suoi programmi. I
rivoluzionari dovrebbero collocarsi politicamente all'opposizione. Avrebbero
dovuto denunciare le esitazioni ed i tradimenti del Fronte Popolare (il quale,
infatti, portò alla sconfitta della Repubblica). Avrebbero dovuto persuadere
gli operai, i contadini, il popolo, della necessità della rivoluzione,
rimpiazzando lo stato militar-burocratico con un'associazione di consigli
operai e popolari, nel cui seno avere una prassi democratica tale da consentire
ai diversi partiti ed organizzazioni di poter competere per l'influenza. Cosa
che sarebbe stata dimostrata in una regione della Spagna (la Catalogna) dove i
sindacati anarchici ebbero l'appoggio della stragrande maggioranza dei
lavoratori.

Questo approccio era sostenuto da una minoranza rivoluzionaria di anarchici, il
Gruppo degli Amici di Durruti. Stanchi dei compromessi di classe fatti dalla
dirigenza del sindacato anarchico, essi lanciarono un appello per il compimento
della rivoluzione tramite il rovesciamento dello stato capitalista repubblicano
per sostituirlo con un comitato di difesa nazionale eletto dai sindacati di
massa. Nel loro documento del 1938 "Verso una Nuova Rivoluzione" [1] essi
denunciarono l'appoggio politico al Fronte Popolare:

"Noi siamo oppositori della collaborazione con i gruppi borghesi. Noi non
crediamo che si possa abbandonare un approccio di classe. I lavoratori
rivoluzionari non devono prendere sulle spalle incarichi ufficiali, né
auto-insediarsi nei ministeri... Queste scelte equivalgono a rafforzare i
nostri nemici ed a stringere su di noi il cappio del capitalismo." (p. 38)

Tuttavia, gli Amici di Durruti accettavano la cooperazione pratica e materiale
con lo stato borghese, finché non sarebbero stati in grado di abbatterlo:

"E finché la guerra perdura, la collaborazione è permessa - sui campi di
battaglia come nelle trincee, sui parapetti, nel lavoro produttivo e nella
retroguardia." (p.38) Gli anarchici non potevano sperare di conquistare a sé i
lavoratori che venivano illusi dai liberali, dal Partito Comunista, dai
Socialisti e così via, se non impegnandosi decisamente in una pratica e
concreta cooperazione e nella lotta contro il fascismo. Sfortunatamente, il
Gruppo degli Amici di Durruti si organizzò troppo tardi perché le sue posizioni
potessero avere una qualche efficacia nel mutare il corso della Guerra.


E anche dagli U.S.A.

Non è da anarchici trovare il modo per starsene fuori dalle lotte popolari, al
fine di restare puri. Tuttavia non dobbiamo arretrare sui nostri principi per
guadagnarci un po' di momentanea popolarità (come gli anarchici spagnoli che
entrarono nel governo del Fronte Popolare, oppure la maggior parte dei
socialisti di oggi in tutto il mondo quando sono pronti ad abbracciare Hugo
Chavez)

Per esempio, proprio dopo le elezioni presidenziali del 2000 in USA, apparve
chiaro che le votazioni erano state un miscuglio di frodi, di brogli e di
razzismo. In particolare gli afro-americani erano furenti per il grande numero
di neri a cui era stato negato il diritto di voto. Tutto questo era stato
ampiamente documentato, ma nessuno organizzò una qualche protesta contro tutto
ciò - né i Democratici né Nader. Io penso che gli anarchici, per quanto
possibile, avrebbero dovuto organizzare delle proteste di massa contro il
conteggio fraudolento e razzista dei voti, e denunciare l'indisponibilità dei
Democratici nel difendere i diritti del popolo. Si sarebbe potuto fare
unitamente al nostro spiegare la critica degli anarchici soprattutto
all'elettoralismo (persino quando cerchi di votare, cercano di impedirtelo).

Oggi come oggi, è letteralmente una questione di vita o di morte per gli
anarchici rivoluzionari trovare le modalità per partecipare alle lotte
popolari, restando fermi sui nostri principi e dicendo la verità ai lavoratori.
Nel contesto dell'attuale crisi mondiale economica, militare ed ecologica, non
possiamo affatto permetterci il lusso che l'anarchismo venga nuovamente
sconfitto o emarginato.


Wayne Price
(militante della NEFAC- NorthEastern Federation of Anarchist Communists)

Traduzione a cura della FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali


1. "Verso una Nuova Rivoluzione" è stato tradotto in italiana e pubblicato
dalla FdCA nella collana "I Quaderni di Alternativa Libertaria", No.21,
"Comunisti Anarchici nella Rivoluzione Sociale, vol.II Verso una nuova
rivoluzione". Per ulteriori informazioni, si veda la sezione "stampa" del sito
www.fdca.it


Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca -A- fdca.it>

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