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(it) Comidad: Non una reazione sproporzionata, ma una provocazione mirata

Date Thu, 3 Aug 2006 19:06:11 +0200 (CEST)


NEWSCOMIDAD
Ecco le nuove news settimanali del Comidad. Chi volesse consultare le news
sino al 13 luglio u.s., può reperirle sul sito www.comidad.org sotto la
voce "COMMENTARIO".
Cari saluti da Comidad
***********************************
NON UNA REAZIONE SPROPORZIONATA, MA UNA PROVOCAZIONE MIRATA
Nel sud del Libano la guerra sul campo non è andata bene per l'esercito
israeliano, nonostante la presenza di consulenti del Pentagono durante le
operazioni militari (o, forse, anche per questo). Un esercito numeroso, e
armato nel modo più moderno, ha incontrato enormi difficoltà contro poche
migliaia di miliziani Hezbollah che si muovevano in un territorio esposto
e ridottissimo. I soldati israeliani si sono dimostrati disabituati a
contrastare un avversario in grado di difendersi, in quanto da anni
svolgono esclusivamente il ruolo di carnefici.

La propaganda israeliana, con la storia dei due soldati "rapiti" dai
terroristi, non ha certo favorito il morale del proprio esercito,
presentato come una schiera di scolaretti vittime del mostro al parco
pubblico. Le immagini della CNN, in cui appariva la popolazione israeliana
in stato di disperazione di fronte a qualche crepa nel muro, ha
contribuito a questo eccesso di vittimismo che va a scapito di una
mentalità di combattimento.

Ma la strategia statunitense ha dato la priorità proprio alla guerra
psicologica rispetto a quella sul campo, perciò la demoralizzazione del
fantoccio israeliano non è vista come un grave inconveniente.

Tutte le formazioni politiche di opposizione sono disposte ad ammettere in
astratto che esista una guerra psicologica, salvo poi negare il problema
caso per caso. In tal modo, la guerra psicologica ha raggiunto i suoi
obiettivi, e quindi la dottrina ufficiale della "reazione sproporzionata"
da parte di Israele si è affermata nell'opinione pubblica internazionale.
Dato che gli Israeliani hanno ormai i nervi scossi, allora bisogna fermare
e disarmare gli Hezbollah ed i loro protettori siriani e iraniani: questa
è ormai la parola d'ordine che circola, ed è questo ormai l'obiettivo
dell'ONU e della Unione Europea.

In realtà nulla prova che Israele stia reagendo a qualcosa, dato che
incursioni e sconfinamenti dell'esercito israeliano in Libano non sono mai
cessati dopo l'invasione del 1982. Allora il partito e la milizia
Hezbollah non esistevano per niente. Il fatto è che l'esercito israeliano
era entrato in Libano con il pretesto di bloccare i Katiusha dei
Palestinesi (anche allora!), ma si era portato dietro migliaia di coloni
che avrebbero dovuto occupare stabilmente il territorio libanese. Gli
Hezbollah sono nati dopo l'occupazione coloniale del Libano, e sono
riusciti in alcuni anni a sloggiare gli Israeliani, e cercano ora di
impedire ulteriori occupazioni.

Questa storia di Israele che "reagisce" sempre è uno schema
propagandistico onnicomprensivo che falsa e oscura tutti i dati storici,
anche se disponibilissimi sui libri e su Internet. Ancora in questi giorni
è riecheggiata la data del 1948 come anno della nascita di Israele, per
suggerire che Israele stesso costituisca una "reazione" al genocidio
nazista della seconda guerra mondiale.

In realtà Israele è una delle cause del genocidio nazista, dato che nel
1920 la Gran Bretagna presentò la concessione ai sionisti di una patria in
Palestina come compenso di un - peraltro inesistente - contributo degli
Ebrei alla sconfitta della Germania nella prima guerra mondiale. La
Germania aveva allora la comunità ebraica più integrata del mondo, con un
gran numero di Ebrei negli alti gradi dell'esercito. Era stato inoltre un
chimico ebreo (un premio Nobel), Fritz Haber, a consentire alla Germania
di usare per prima i gas in battaglia. Eppure i Tedeschi abboccarono
ugualmente alla provocazione della Gran Bretagna.

Anche allora, evidentemente, la guerra psicologica non era tenuta
sufficientemente in conto, sebbene un Presidente del Consiglio italiano
dell'epoca - Francesco Saverio Nitti - avesse detto che "la propaganda è
un'arma micidiale, come i gas asfissianti". Fritz Haber morì nel 1934,
additato, in quanto ebreo, come nemico della Germania, lui che era un
acceso nazionalista tedesco. Quindi Nitti si sbagliava: la propaganda è
molto più micidiale dei gas asfissianti.

Oggi che è manovrato dagli Stati Uniti, il fantoccio sionista è usato per
indurre la Siria al disarmo chimico, in modo che gli stessi Stati Uniti
possano attaccarla senza rischi, secondo lo stesso copione già seguito con
l'Irak. Anche stavolta la propaganda vincerà sui gas?

3 agosto 2006


Da: "Vincenzo Italiano" <tamerix@inwind.it>

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