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(it) "Kronstadt Uprising": Contre la précarité! Vive la liberté!

Date Thu, 27 Apr 2006 13:50:04 +0200 (CEST)


Nel corso di questa primavera in Francia studenti liceali e universitari,
ragazze e ragazzi precari e disoccupati dei centri urbani, ma anche
giovani sottoproletari delle banlieues - e quest?ultimi già in autunno si
erano ribellati con rabbia, anche ?nichilista?, contro l?esclusione
sociale sistemica e la repressione poliziesca permanente - hanno lanciato
il grido della rivolta: nella terra della Comune di Parigi e del Maggio
Libertario un segnale forte, concreto e carico di idealità è stato
nuovamente lanciato dagli oppressi e sfruttati: grève générale et rève
général! (sciopero generale e sogno generale!), come è apparso su numerosi
striscioni e cartelli nelle piazze attraversate dalla insorgente
contestazione giovanile! La voglia di mettere in discussione le fondamenta
del dominio dello stato e del capitale per un mondo diverso è emerso con
forza fra i dominati ancora una volta. Non stiamo parlando di una
rivoluzione sociale certo, ma comunque di una grande e determinata prova
di volontà e consapevolezza individuale e collettiva che ha affermato in
maniera perentoria: la propria vita non può essere consegnata nelle mani
di burocrati e padroni che seminano violenza, angoscia, umiliazione,
menzogne, paura e miseria! Il famigerato CPE (contratto di primo impiego
che consente ai padroni di licenziare senza motivo durante i primi due
anni un giovane assunto che ha meno di 26 anni) funzionale ad una
ulteriore precarizzazione della vita, è stato ritirato dall?ineffabile
ministro De Villepin sotto l?onda di una mobilitazione permanente,
radicale e intransigente. Le lotte risolute a Parigi e nelle altre città
francesi in fermento ci hanno trasmesso i desideri e i sogni in azione di
una nuova e combattiva, concreta ma anche fantasticante generazione che
comincia a rifiutare i diktat e le vessazioni del potere. Tanti giovani,
di tanti colori, figli di una società che nel corso del tempo si è sempre
più trasformata attraverso continui processi migratori indotti dalle
devastazioni delle guerre e dello sfruttamento planetari, che si
incontrano nelle piazze in lotta sfidando le forze del disordine statale e
nelle assemblee autorganizzate nelle scuole, nelle università e nei
quartieri.

Tanti giovani che comunicano, progettano e sperimentano nuove strade di
emancipazione: insieme, iniziando ad abbattere confini fisici e mentali.

Tutto ciò ci pare rappresenti una appassionante ondata di speranza per il
futuro, ma già oggi si comincia ad ottenere dei risultati pratici: la
lotta sociale dal basso e l?azione diretta pagano!

Dunque sarebbe fondamentale - come sostengono tanti compagn* anarchic*
francesi, in prima fila nelle mobilitazioni - battere il ferro finché è
caldo, senza cedere alle sirene smobilitanti dei politicanti di tutte le
risme variamente collocati, a cominciare dai capi dei sindacati
statalisti, trasformando la vittoria conseguita con il ritiro del CPE in
un rilancio della mobilitazione, per continuare la lotta e per conquistare
sempre di più!

Il governo francese è stato costretto a ?sostituire? la legge sul CPE
grazie alla forza delle mobilitazioni popolari, una legge che, nel quadro
della precarizzazione globale - è bene evidenziarlo - è simile nella sua
essenza classista alla normativa padronale che il centrosinistra italico
al governo introdusse con il pacchetto Treu (lavoro interinale, CO.CO.CO
ecc..) e che ora - dopo il rito omologante delle urne - vuole riconfermare
e ampliare attraverso il mantenimento di gran parte della legge 30 sulla
?flessibilità? prodotta dal governo delle destre.

Quello che viene dalla Francia è dunque un grande insegnamento per tutti
gli oppressi e sfruttati: lotta e sperimenta in prima persona per cambiare
veramente le cose!

In Francia i caporioni sono stati sconfitti sul CPE, ma - come sostengono
i compagn* anarchic* francesi in lotta - occorre continuare la
mobilitazione, la prossima tappa per il movimento dovrebbe essere quella
di ottenere il ritiro della cosiddetta ?legge sulla parità di opportunità?
e del CNE (contratto di primo impiego fratello gemello del CPE ma
applicato alle imprese con meno di venti dipendenti).

Va comunque sottolineato che il governo chiracchiano può parlare di
?sostituzione? quanto vuole, il fatto è che il CPE è stato scartato. Le
?misure a favore dell?inserimento professionale? proposte in sostituzione
non sono alla fine altro che una compilazione di misure già esistenti, che
danno sempre più vantaggi fiscali ai padroni, ma non rimettono in causa i
diritti dei lavoratori. Questa è una vittoria storica: è la prima volta
dopo tanto tempo che un governo si piega - su una questione così rilevante
- davanti a un movimento sociale. E? la prova che anche i governi
apparentemente più inflessibili cedono davanti alla paura di un conflitto
sociale di grande ampiezza. Questa vittoria è certamente una vittoria per
gli studenti, i giovani precari e disoccupati francesi che hanno dovuto
lottare praticamente da soli per circa 9 settimane.

Sin dall?inizio, il movimento studentesco ha rivendicato il ritiro del CNE
e dell?intera legge detta ?sulla parità di opportunità?.

Questa legge prevede tra l?altro l?apprendistato a 14 anni, il lavoro
notturno dei minori tra i 15 e i 18 anni, e la sospensione dell?assegno
familiare in casi di assenteismo da scuola, misure che finora erano state
portate esclusivamente dall?estrema destra!

A poco a poco, il movimento anti-CPE è diventato un movimento di rifiuto
generale della precarietà e dagli studenti sono state formulate numerose
proposte, soprattutto in termini di autonomia della gioventù e di
democrazia diretta nei licei e nelle università. Come sostengono i
compagn* anarchic* francesi è il momento di esprimere forte e chiaro
queste importanti rivendicazioni per una vita migliore, per la dignità e
la libertà contro i ricatti statal-padronali!

Il governo francese è stato sconfitto e può cedere sulle altre
rivendicazioni, dunque anche in questo caso occorre dire no alle
famigerate concertazioni sindacali - già all?opera - funzionali a
depotenziare le istanze più radicali del movimento!

In Francia come in Italia il regime ?democratico? governa costantemente
sulla pelle delle classi subalterne, contro di esse! I capitalisti hanno i
loro rappresentanti di destra e sinistra al governo e/o al parlamento che
tutelano i loro interessi! Gli sfruttati e oppressi per lorsignori sono
solo numeri da contare in campagna elettorale per continuare a fare i loro
sporchi affari! Con i partiti di ?sinistra? al governo non cambia nulla...
si riproduce il dominio perché anch?essi sono delle burocrazie al servizio
del capitale! Allora in Italia come in Francia, avanti con la lotta!

Contro stato e capitale lottiamo dal basso per l?autogestione, per il
socialismo e la libertà!

W L?ANARCHIA!

ALEX
Aprile 2006


Da "Kronstadt Uprising", foglio anarchico e libertario del Gruppo
Kronstadt, Volterra

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