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(it) Umanità Nova, n.14: FS: sciopero per la sicurezza e co ntro i licenziamenti. Sui binari della lotta

Date Mon, 24 Apr 2006 12:06:29 +0200 (CEST)


Organizzare uno sciopero dei ferrovieri non è mai cosa facile. Turni da
verificare secondo le compatibilità dei servizi minimi imposti dalla
legge; centinaia di mansioni diverse da seguire; scioperanti del personale
di macchina e viaggiante da andare a recuperare dove hanno "mollato" i
treni; terrorismo da fronteggiare, specie negli impianti più piccoli e con
poco personale; il tutto spalmato su una situazione nazionale. Per questi
motivi uno sciopero organizzato dai sindacati di base assume una sua
oggettiva forte
caratterizzazione, che magari in altri posti di lavoro non si riesce a
percepire.
Quello di mercoledì 5 aprile è stato l'ennesimo atto di forza contro una
Società che dopo avere utilizzato la mannaia per decurtare il personale
(meno 140.000 ferrovieri in un quindicennio), la cesoia per tagliare linee
e servizi, adesso comincia ad usare la mazza per licenziare il personale
più esposto nelle denunce. L'ultimo in ordine di tempo il macchinista De
Angelis, RLS da tempo attivo nella denuncia del dispositivo del VACMA,
ovvero il pedale che sostituisce il secondo agente sui locomotori,
definito anche "uomo morto", strumento di stress e insicurezza, attentato
alla salute.

Lo sciopero di 8 ore del 5 aprile poneva al primo posto la questione della
sicurezza e la riassunzione dei ferrovieri licenziati, a partire dai
quattro della trasmissione Report. Indetto da un'assemblea di delegati
svoltasi a Roma nel mese scorso, e proclamato dalla CUB Trasporti e dal
SULT, ai quali, infine, si è aggregata anche l'ORSA, sindacato di
appartenenza del De Angelis, che ha così evitato una frattura certa con il
suo settore di macchina (provenienza CoMU), ha avuto un esito lusinghiero;
praticamente nella stragrande maggioranza delle regioni hanno circolato
solo i treni a lunga percorrenza inseriti nei servizi minimi da assicurare
previsti dalla legge sugli scioperi. Paralizzato il trasporto merci ed il
trasporto locale, oltre a gran parte di quello interregionale. Importante
la solidarietà proveniente dai ferrovieri francesi di SUD rail, sindacato
di base ormai seconda forza nel settore transalpino.

Trenitalia ha proposto vari "inciuci" per superare la situazione De
Angelis: soluzioni ambigue che non escludono il licenziamento o il
trasferimento del lavoratore, il quale, giustamente, le ha rifiutate. La
lotta, quindi, proseguirà con la stessa, se non maggiore intensità di
questi giorni: petizioni contro i licenziamenti, assemblee negli impianti,
controinformazione. Una nuova assemblea nazionale è prevista per il 13
aprile a Roma, ed uno sciopero, questa volta di 24 ore, si sta pensando di
organizzarlo per il 5 maggio. I ferrovieri organizzati nei sindacati di
base e tutti quelli sensibili alla lotta dei delegati alla sicurezza, più
la stessa base di CGIL-CISL-UIL-ORSA sanno che questa battaglia non può
essere persa, e che il miglioramento delle loro condizioni di lavoro, come
pure dello stato di un'azienda allo sbando, passano per la riassunzione di
tutti i licenziati con le loro qualifiche, mansioni, anzianità e nei posti
di lavoro ricoperti prima del licenziamento.

Pippo Gurrieri


Da Umanità Nova, numero 14 del 16 aprile 2006, Anno 86
http://www.ecn.org/uenne

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