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(it) Comunicato FdCA: Dalla vittoria dell'interclassismo ad una nuova stagione di lotte di classe

Date Fri, 14 Apr 2006 11:20:22 +0200 (CEST)


Il progetto di classe della destra
In questi 5 anni si era capito che la coalizione di destra al governo in
Italia dal 2001 non era la prova provata della virtuosa esistenza
dell?alternanza in una democrazia borghese, bensì era l?espressione di un
progetto di classe teso a restaurare il comando capitalista, autoritario e
clerical-fascista in questo paese. Un progetto devastante e socialmente
radicato che si è compiuto in gran parte su 4 direttrici:
* lasciar deperire il sistema industriale italiano quale fonte di reddito,
salari ed occupazione, dal momento che nulla metteva in pericolo invece i
profitti da plusvalore e plusvalenze;

* mercificare tutto il sistema delle tutele, dei diritti, delle libertà,
sottomettendo alla precarizzazione ed alla arbitrarietà del mercato
milioni di lavoratori italiani e immigrati

* produrre una legislazione di scardinamento dei diritti e delle libertà
conquistate nei decenni precedenti e di sbarramento all?estensione di
ulteriori diritti e libertà;

* criminalizzare, demonizzare e reprimere tutte le istanze ed i movimenti
di opposizione impegnati nelle lotte sindacali e sociali quali pericolosi
per la stabilità del paese.

Questo progetto di classe si è talmente accelerato, accentuato ed
incarognito nel quinquennio 2001-2006 da andare ben oltre le linee-guida
neoliberiste tracciate dalla coalizione del centro-sinistra tra il 1996 ed
il 2001 e ben oltre le stesse compatibilità strutturali sostenibili dal
capitalismo italiano a fronte del crollo della domanda interna, della
crescita pari a zero della ricchezza prodotta, dell?abbandono di qualsiasi
politica pubblica di sostegno del capitalismo italiano, laddove invece si
assisteva alla crescita della ricchezza personale di esponenti del governo
e di élite al seguito.

Troppo deboli le forze di opposizione di classe, nonostante la grande
generosità di movimenti di base sociali e sindacali, per opporsi ad un
simile attacco; troppo opportuniste le forze borghesi avversarie del
progetto Berlusconi per arginare la distruzione del tessuto sociale e
produttivo giunta ormai ad una soglia a rischio di tenuta sociale.


La strategia interclassista dell?Unione

E? stato perciò necessario fabbricare una grande alleanza basata sulla
vecchia ideologia interclassista, dando così albergo in seno all?Unione al
peregrinare dello spirito democristiano:

* per far confluire interessi di classi contrapposte in un comune progetto
di riconquista del potere politico;

* per accreditare partiti come i DS, il PdCI e PRC quali rappresentanti
degli interessi della classe sfruttata al fine di arginare sintomi sempre
più forti e consistenti di autonomia di classe espressi dai lavoratori in
questi 5 anni;

* per dare uno sbocco alle pressioni di accesso al sistema di potere
suscitate da fameliche lobbies ed oligarchie escluse dalle leve del potere
politico, economico, amministrativo finora in mano ai predatori della
destra;

* per coinvolgere in un grande progetto di risanamento, restauro e
assunzione di responsabilità (leggi sacrifici) le classi sfruttate di
lavoratori italiani e stranieri.

Ora che Prodi e l?Unione hanno tecnicamente vinto le elezioni, la
strategia interclassista, sarà a maggior ragione usata

* per aprire un dialogo con segmenti del blocco sociale del centro-destra

* per esaltare le istituzioni dello Stato come patrimonio comune che
astrae dalle coalizioni

* per ridistribuire il potere politico tra i vincitori

* per attuare politiche di sostegno pubblico all?economia premianti la
Confindustria

* per attenuare e lenire le ferite sociali provocate dal neoliberismo a
gestione berlusconiana;

* per inibire eventuali potenzialità rivendicative, di contestazione, di
opposizione e di auto-organizzazione delle classi sfruttate irriducibili
ad un nuovo comando capitalista.

In questa sua opera di ridefinizione del comando capitalistico ed
istituzionale l?alleanza interclassista vincitrice, deve però squarciare
il velo. Infatti:

* viene meno l?equivoco dell?antiberlusconismo, che appiattiva le
differenze politiche tra le forze di opposizione sociale, ben più ampie e
radicali dell?alleanza dell?Unione;

* si prefigura la necessità di coinvolgere segmenti (sia politici che
economici) del centro-destra in una dimensione collaborazionista;

* si affermano le condizioni per i programmi delle frazioni di borghesia
uscite vincitrici finalizzati al rilancio del sistema Italia sulle basi di
un nuovo patto concertativo impari che già richiede il suo agnello
sacrificale (fine del CCNL; mano libera sull?impiego;...);

* si impone la necessità per i partiti vincitori dell?Unione di
rappresentare le classi lavoratrici al di qua e al di sotto delle
necessità e dei bisogni di queste ultime;

* si stipula il patto di legislatura con il sindacalismo concertativo,
deciso a riprendere il suo ruolo consociativo ed a ristabilire il comando
sugli intollerabili esempi di autonomia dei lavoratori verificatisi al suo
interno (vedi FIOM) nonché sul sindacalismo di base;

* si ridefinisce un quadro legislativo-istituzionale che ripristini la
legalità statuale nella finzione dell?uguaglianza davanti alla legge di
tutti i cittadini;

* si profila una politica dei 2 tempi tesa prima a risanare il paese e poi
eventualmente a mitigare le esigenze dell?economia neoliberista con la
sopravvivenza dei lavoratori; politica che trova ascolto in settori del
centro-destra.


Le prospettive per i movimenti di opposizione

Questa situazione di diradamento delle nebbie costituisce la premessa per
nuove possibilità e nuove prospettive proprio per i movimenti di base
sociali e sindacali e per le organizzazioni politiche rivoluzionarie; per
una nuova ripolarizzazione dei movimenti di opposizione di classe. Si
aprono infatti percorsi e linee di evoluzione perché la sconfitta tecnica
della destra del 9-10 aprile non sia l?atto politico finale dei tanti
movimenti nati in Italia dal 2001 ad oggi. Quei tanti movimenti nati dal
basso protagonisti ? per capacità di autoorganizzazione ed autogestione -
di tante lotte
anticapitaliste, da quelle operaie e sindacali a quelle ecologiste ed
ambientali, da quelle pacifiste a quelle antimilitariste, da quelle dei
migranti a quelle contro la repressione dello Stato, da quelle femministe
a quelle laiche ed anticlericali, hanno ora l?opportunità di dimostrare e
riconfermare la loro autonomia e la loro progettualità. E? infatti pur
sempre necessario continuare a contrastare le tendenze autoritarie,
battute a suon di seggi ma non come pericolo politico nella società, ed i
guasti provocati dai disvalori della destra combinati con i disvalori del
neoliberismo
(l?individualismo, la competizione, l?arroganza, la corruzione,
l?ignoranza, l?ingiustizia, la deregolamentazione della vita civile, la
precarizzazione delle vite individuali...). A fronte delle esigenze di
pace sociale e di collaborazione di classe che già urgono nell?Unione
vittoriosa, occorre ancor più ribadire e praticare i valori collettivi
della libertà nella solidarietà, nella difesa e nella pratica degli spazi
di organizzazione, nella
rivendicazione e tutela dei diritti individuali e collettivi delle
persone, dei lavoratori e delle lavoratrici, dei e delle migranti. Questi
movimenti e questo patrimonio di lotte hanno ora davanti a sé un futuro in
cui è in gioco la loro autonomia. Presa coscienza che le elezioni non sono
e non sono state l?occasione decisiva per un mutamento strutturale del
quadro
politico-economico, può maturare la consapevolezza che occorrerà portare
una rinnovata opposizione sociale anche contro il governo dell?Unione.


Ruolo dei comunisti anarchici

Per noi comunisti anarchici, per la sinistra rivoluzionaria e libertaria,
è ora dunque decisivo far emergere le contraddizioni dell?alleanza
interclassista, contrastare la fase della collaborazione di classe che
rischia di aprirsi; sostenere la capacità politica di esprimere
auto-organizzazione e conflitto da parte di tutti i soggetti sociali e
sindacali interessati a lottare e federarsi per un progetto di mutamento
radicale della società in senso autogestionario ed egualitario.

FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI
Aprile 2006

http://www.fdca.it


Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>


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