A - I n f o s
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **

News in all languages
Last 40 posts (Homepage) Last two weeks' posts

The last 100 posts, according to language
Castellano_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_ The.Supplement
First few lines of all posts of last 24 hours || of past 30 days | of 2002 | of 2003 | of 2004 | of 2005 | of 2006

Syndication Of A-Infos - including RDF | How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
{Info on A-Infos}

(it) Francia: Comunicato di Alternative libertaire - "Nessuna manovra ci farà rinunciare!" [fr,en]

Date Thu, 6 Apr 2006 11:19:12 +0200 (CEST)


Nella sua breve dichiarazione di venerdì 31 marzo, Jacques Chirac ha dato
delle informazioni contraddittorie: egli promulga la legge sulla "parità
di opportunità", ma afferma che va immediatamente modificata. Questa
contraddizione apparente nasconde una manovra: dividere e far smobilitare
il movimento contro il CPE.
- Il periodo di prova ridotto ad un anno cambia poco. Al posto di
rischiare il licenziamento dopo 23 mesi per farsi assumere di nuovo 3 mesi
dopo, sarà dopo 11 mesi. 12 mesi di periodo di prova, non c'è comunque
alcuna giustificazione. - Non è dato di sapere in che modo avvalersi del
"diritto di conoscere la motivazione del licenziamento". Il padrone non
sarà per niente obbligato a giustificare il licenziamento. Dunque sarà
impossibile fare ricorso e si potrà essere licenziati semplicemente perché
il lavoratore "non piace" al padrone.

Inoltre, la lotta contro il CPE non è che un momento nella lotta generale
contro la precarietà. Il CNE non è stato assolutamente messo in questione,
tantomeno le altre forme di precarietà, sia nel settore pubblico che in
quello privato. I giovani magari si salveranno dal CPE, solo per
imbattersi poi nel CPE.


Le giornate d'azione puntualmente portano all'impasse

La precarietà non è per niente una fatalità: si tratta di una scelta
politica fondamentale per disporre di una manodopera docile e incapace di
difendersi. In un momento in cui non è mai stata prodotta tanta ricchezza
in Francia, bisogna tornare alla prima guerra mondiale per trovare tanta
miseria. Davanti a questo le giornate d'azione non sono sufficienti.
Solamente colpendo i capitalisti nel loro portafoglio, bloccando
l'economia, possiamo spingere i capitalisti indietro. Nel maggio e giugno
del 2003, abbiamo perso la battaglia sulle pensioni legando i "tempi
forti" con i tempi morti.

Certamente, accontentarsi di proclamazioni a favore di uno sciopero
generale intercategoriale non serve nemmeno. Bisogna fare in modo concreto
che si possa costruire questo sciopero, senza farsi demoralizzare perché
non avviene abbastanza velocemente.


Lo sciopero generale non si decreta, si costruisce

Se si devono avere giornate di mobilitazione, devono essere utilizzate per
costruire un movimento più largo. Perché non esiste che la lotta si
delega!

- Dappertutto, nelle nostre città e nei nostri quartieri, nei nostri
luoghi di lavoro, è necessario cercare di organizzare delle Assemblee
Generali a scadenza il più regolare possibile, associando anche gli
studenti e i liceali, i lavoratori e le lavoratrici, per organizzare le
azioni di informazione e di mobilitazione, esplicitando la necessità di
andare verso uno sciopero generale e generalizzato fino alla vittoria.

- Dappertutto, possiamo già da oggi moltiplicare le azioni di lotte comuni
con gli studenti e i liceali. Azioni di disturbo, blocchi, appelli a delle
giornate di "città morte", cercando di avere il massimo impatto possibile,
il tutto finalizzato alla costruzione paziente della necessaria prova di
forza.

- E al di là dell'organizzazione della lotta, le AG possono anche servire
per un altro confronto, anche questo findamentale. La lotta contro la
precarietà non si può limitare alla rimessa in causa del CPE. Le AG,
coordinandosi, potranno realmente cogliere questa questione e far nascere
una piattaforma rivendicativa contro la precarietà, capace di dare corpo
ad una reale alternativa, per spezzare la logica delle regressioni sociali
imposte da troppo tempo dai capitalisti e dai governi al loro servizio.


Il regime è in crisi, non ci aspettiamo niente dai partiti di sinistra

Questo regime che si chiama democrazia, che vuole imporre a tutta la
popolazione una legge rigettata in modo massiccio, è vicino all'ultimo
respiro. L'opposizione frontale tra le classe dirigenti e la popolazione
sulle pensioni, sulla Costituzione europea o sul CPE dimostra ampiamente
che si tratta di una falsa democrazia. Non solo si governa senza il
popolo, ma si governa costantemente contro il popolo! I capitalisti sono
rappresentati del tutto, i lavoratori e le lavoratrici per niente. E se
domani il Partito Socialista e i suoi satelliti (PCF, Verdi, ecc.)
torneranno al potere per l'ennesima volta, nulla cambierà!

Queste istituzioni repubblicane sono oggi scosse da una crisi di
legittimità. Per cambiare la società è del tutto inutile partecipare ad
esse. Al contrario, è cruciale rimetterle in causa radicalmente, di
rimettere in causa il loro carattere falsamente democratico.

La posta in gioco è l'incriminazione generale del capitalismo, la lotta
per la redistribuzione della ricchezza e del lavoro. E' la ripresa in mano
dei mezzi di produzione.

E' il socialismo e l'autogestione.


Alternative Libertaire,
3 aprile 2006

Traduzione a cura di FdCA - Ufficio relazioni internazionali

http://www.alternativelibertaire.org




_______________________________________________
A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
http://ainfos.ca/cgi-bin/mailman/listinfo/a-infos-it


A-Infos Information Center