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(it) Umanità Nova, n.30: Finanziaria 2006. È cominciato i l balletto

Date Thu, 29 Sep 2005 11:47:04 +0200 (CEST)


La finanziaria è lo strumento utilizzato, nel processo di redazione del
bilancio dello stato, per modificare le entrate e le uscite.
Trattandosi di soldi (da prendere e da dare) è una delle leggi che fa più
discutere. Non c'è politico che non provi a usarla per favorire la
categoria sociale o il territorio da cui prende i voti.
In questi giorni è stato presentato dal ministro del tesoro, Siniscalco,
il progetto di legge finanziaria per il 2006.
Non deve trarre troppo in inganno il fatto che nessuno si stia stracciando
le vesti nel dibattito, che sembra anzi un po' afasico, rispetto a quelli
degli anni precedenti. Il fatto è che tutti sanno che questa è una
proposta presentata per far piacere all'Unione Europea, ma che quella che
verrà licenziata dal parlamento sarà notevolmente diversa da questa.

E ci mancherebbe altro! In un anno elettorale non si è mai visto,
dall'invenzione del suffragio universale in poi, che un onorevole non
cercasse di rimediare qualcosina per sé o per i propri accoliti e per
garantirsi, se non la rielezione, almeno una vecchiaia tranquilla.

Figurarsi se poi il tutto avviene in una situazione come questa, in cui la
maggior parte dei parlamentari sa di avere scarse possibilità di
riconferma e gli uomini di governo sanno che, probabilmente, non saranno
loro a gestire gli eventuali buchi nei conti futuri.

D'altro canto il suo bravo compitino Siniscalco doveva pur farlo.

Si è sempre presentato come "tecnico" benché sia nato politicamente con i
socialisti. È amico di Giuliano Amato che, dopo averlo fatto entrare al
ministero del tesoro, ha convinto D'Alema a nominarlo direttore generale.
È rimasto direttore generale con il governo D'Alema, con il governo Amato
e con il governo Berlusconi, fino alla sua nomina a ministro. Cerca di
fare l'amico di tutti, tanto che non si è dimesso dal comitato scientifico
di
"Italianieuropei", la fondazione presieduta da Massimo D'Alema, nonostante
la sua nomina a ministro.
Insomma Siniscalco sa che la propria sopravvivenza lavorativa nel futuro,
finito il governo Berlusconi, è legata al suo spacciarsi per "tecnico", al
suo poter dire un domani "Io non volevo fare il buco nei conti, mi hanno
obbligato". D'altro canto Siniscalco sa anche che la sua sopravvivenza
nell'oggi è legata al non calpestare troppi calli ed all'eseguire
pedissequamente i desiderata del padrone del vapore.

È nata così questa proposta di finanziaria, una proposta barzotta,
destinata ad essere sostanzialmente modificata nella prossime settimane.

Però alcuni elementi interessanti (indipendentemente dalla loro
transitorietà) ci sono comunque.

Sul lato delle spese risulta di tutta evidenza che ormai la politica
economica si fa a Bruxelles e non nei singoli paesi. Sono destinati alla
riduzione del deficit (voluta dalla BCE) 11.500 milioni di euro sui 21.310
di tutte le uscite. Se a questi ci aggiungiamo i 2 miliardi per la
riduzione dell'IRAP (anche questa voluta dall'Unione Europea), abbiamo che
quasi i due terzi di tutta la manovra sulle spese viene decisa altrove.

Le altre voci di spesa sono poca roba.

Vengono dati a Lunardi 3 miliardi per le "grandi opere" cioè per i TAV e
le devastazioni del territorio. A questi vanno aggiunti 1,5 miliardi per
gli investimenti della pubblica amministrazione. Insomma la voce più
grossa degli stanziamenti va in appalti che serviranno a riconquistare i
favori di Confindustria o, almeno, di qualche grosso gruppo industriale.

C'è una ridicola elemosina di 200 milioni di Euro per le famiglie "povere"
contro il caro petrolio. Ora, visto che i beneficiari sono più di due
milioni, si arriva alla incredibile cifra di ben 100 euro a famiglia!
Quest'elemosina ha una sua logica che non è, ovviamente, quella di
preoccuparsi delle famiglie povere (che a causa dei costi di bollo,
benzina ed assicurazione le auto se le stanno vendendo): serve solo a
stroncare il dibattito sulla riduzione della tassazione sui carburanti.

Il resto è il solito stanziamento omnibus: arretrati dei contratti del
pubblico impiego, coperture per spese per anni passati, cooperative del
sud, poste ed altro.

Anche sul lato delle entrate non c'è quasi nulla di serio.

Vengono tagliate le risorse per le regioni, tanto sono quasi tutte
amministrate dall'opposizione, (5.500 milioni, considerando anche i tagli
alla sanità), viene tagliato il bilancio per stato e pubblico impiego
(7.260 milioni), la lotta all'evasione e all'elusione fiscale dovrebbe
dare 4.350 milioni (che, previsto da uno come Berlusconi, fa ridere), la
vendita degli immobili dovrebbe dare 3 miliardi, lotto e lotterie 1
miliardo in più (vogliono aprire un casinò in ogni regione, ma, vista la
contrarietà della chiesa, credo che sarà la prima voce ad essere
modificata).

Insomma, tutta fuffa, le decisioni vere devono ancora essere prese.

Fricche


Da Umanità Nova, numero 30 del 25 settembre 2005, Anno 85
http://www.ecn.org/uenne

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