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(it) Umanità Nova n.29: Spezzano Albanese - convegno nazional e della FAI. Organizzazione e libertà

Date Fri, 16 Sep 2005 11:15:17 +0200 (CEST)


Il 10 e 11 settembre a Spezzano Albanese, sede ospitante il terzo e ultimo
convegno precongressuale della FAI, compagne/i federati provenienti da
Torino, Trieste, Jesi (AN), Roma, Napoli, Palagiano (TA), Grimaldi (CS),
Palermo, Trapani insieme, naturalmente, alle/i compagni della Federazione
Anarchica Spixana e con la partecipazione di numerosi compagni
osservatori, soprattutto calabresi (Cosenza, Rende, Alto Tirreno
Cosentino, Spezzano Albanese, Rossano), ma anche campani e pugliesi,
all'incirca una quarantina di partecipanti hanno dato vita, sui punti
all'odg ("organizzazione: ruolo e forma
dell'organizzazione anarchica"; "odg del Congresso di Carrara del 29
ott./1 nov. 2005"; con l'aggiunta fra le varie ed eventuali del seguente
punto approvato dal convegno: "organizzazione lavori congressuali", ad un
confronto a più voci sereno e costruttivo, la cui sintesi è riportata
nelle tre mozioni approvate all'unanimità.

Una nota senza dubbio positiva, che va ulteriormente ad arricchire di
contenuti le tematiche di dibattito del XXV° Congresso FAI, ormai alle
porte (29 ott./1 nov. 2005, Carrara).

Altra nota positiva, registrata nel corso dell'incontro, è stata la
comunicazione, data da un compagno federato del luogo, riguardante nuove
richieste di adesione alla FAI, provenienti non solo dal luogo, e dunque
rivolte alla Federazione Anarchica Spixana, ma anche dal territorio
calabrese, e cioè dall'Alto Tirreno Cosentino (da parte di un gruppo di
compagne/i) e da un compagno di Rossano (CS). Nota positiva, quest'ultima,
che in terra calabra, stando agli ottimi rapporti di confronto fra
compagni anarchici, si proietta verso la nascita di una Federazione
Anarchica del Cosentino, comprendente le realtà di gruppo e individualità
di Spezzano Albanese, Alto Tirreno Cosentino, Grimaldi e Rossano.

Una costituenda realtà anarchica federata a livello provinciale, che,
riconoscendosi pienamente nel metodo che è proprio dell'anarchismo
sociale, e dunque dell'organizzazione anarchica di sintesi, si propone di
mantenersi aperta al confronto non solo con le altre realtà del
coordinamento degli anarchici e libertari calabresi, comunque attenti e
partecipi alle iniziative della FAI, ma anche con quanti si impegnano nel
sociale per un radicale cambiamento dello stato di cose presenti, per una
società altra, realmente egualitaria ed autogestionaria.

Sicuramente buoni auspici che ci spronano ad agire ed a pensare al nostro
prossimo Congresso di Federazione come ad una vivace e costruttiva
palestra di confronto, atta a promuovere analisi, idee, proposte ed
iniziative di libertà che possano essere raccolte da quanti lottano nel
sociale per un mondo nuovo, dove non ci sia più posto per le guerre, il
razzismo, lo sfruttamento e l'oppressione dell'uomo sull'uomo.

lido



Di seguito il testo della mozione approvata sul tema dell'organizzazione.


"Organizzazione: ruolo e forma dell'organizzazione anarchica"

Le compagne e i compagni riuniti il 10 settembre 2005 a Spezzano Albanese
in occasione del Convegno nazionale della Federazione Anarchica Italiana
hanno sviluppato le seguenti analisi a partire dai contributi e dai
documenti presentati dai gruppi locali e dalle individualità nonché dal
dibattito scaturito durante l'incontro.

In un clima di sereno e costruttivo confronto, l'assemblea ha affrontato e
sviluppato l'ordine del giorno su "Organizzazione: ruolo e forma
dell'organizzazione anarchica".

L'obiettivo fondamentale dell'organizzazione anarchica è offrire a tutti
la possibilità di partecipare e decidere in senso politico e sociale sulla
gestione dell'esistente.

La storia dell'anarchismo sociale ha sempre smentito con la teoria e con
la prassi la falsa equazione secondo cui non può esserci organizzazione
sociale al di fuori di una cornice autoritaria, verticista e gerarchica.
Al contrario, gli anarchici hanno sempre proposto, sforzandosi di attuarlo
in forme molteplici, un modello di società alternativa e irriducibile a
quella fondata sul potere, l'ingiustizia, lo sfruttamento e la
sopraffazione.

La società che vogliamo trova il suo fondamento nella libertà,
nell'uguaglianza, nella giustizia sociale e poiché per noi la coincidenza
tra mezzi e fini è essenziale per la realizzazione della liberazione
sociale, anche l'organizzazione deve rispondere a quei criteri di
orizzontalità e mutua solidarietà sui quali si basa il nostro progetto
rivoluzionario.

Il gradualismo rivoluzionario è il mezzo-fine cui facciamo riferimento e
che è proprio dell'organizzazione anarchica così come la intendiamo: la
prefigurazione in atto della società futura. Questo percorso ha in sé i
caratteri della distruzione di ogni potere, una distruzione che è di per
sé atto creativo perché supportata da un progetto reale di costruzione di
un mondo nuovo.

La distruzione del potere avviene anche attraverso la costruzione
quotidiana di una società diversa attraverso l'autorganizzazione delle
lotte e l'autogestione cioè l'azione diretta. L'organizzazione
antiautoritaria è dunque palestra per l'attuazione pratica nell'oggi della
società di domani perché proprio in essa si prefigurano e si realizzano
nuove forme di relazione politica e sociale.

L'organizzazione anarchica che può garantire al meglio massima capacità
decisionale per tutte e per tutti è l'organizzazione di sintesi intesa
come aggregato plurale e pluralista che comprendendo diverse sensibilità e
differenti visioni dell'anarchismo garantisce un livello di trasparenza
decisionale e politica che contribuisce ad evitare involuzioni
autoritarie: i rapporti sociali libertari si definiscono tali perché a
tutti è garantito l'accesso al confronto e alla deliberazione. La
federazione è dunque la forma di organizzazione anarchica per eccellenza,
in cui non c'è centro e periferia, poiché il processo decisionale è
dinamico orizzontale, libero e trasparente.

La volontarietà della partecipazione all'organizzazione di sintesi è
strettamente connessa al principio secondo il quale le decisioni prese
vincolano esclusivamente chi le sottoscrive, a meno che non si tratti di
deliberazioni riguardanti l'essenza stessa della federazione.

L'organizzazione anarchica non deve essere autoreferenziale poiché essa ?
in quanto prefigurazione di una società altra ? non deve essere un oggetto
a uso e consumo dei soli anarchici bensì modello proponibile a chiunque e
radicata nel tessuto sociale.

Auspichiamo che sin dal prossimo congresso la Federazione dia vita ad un
dibattito atto all'elaborazione di un programma di intervento e di azione
politica che sia punto di riferimento per le compagne e i compagni che
intervengono nel sociale.

Le compagne e i compagni riuniti a convegno nella consapevolezza
dell'esistenza di diverse attenzioni e volontà alla questione
organizzativa, ribadiscono la validità dell'attuale patto associativo come
momento di sintesi condiviso collettivamente, come strumento organizzativo
coerentemente anarchico.

È altresì necessario aggiornare le caratteristiche dell'intervento delle/i
compagni alla luce dei molteplici cambiamenti della società e delle mutate
esigenze che la Federazione deve soddisfare per rispondere alle sfide di
fronte alle quali ci troviamo ogni giorno.

L'adesione alla Federazione Anarchica Italiana è per gruppi e
individualità: entrambe le forme di adesione sono legittime, anche se
risulta chiaro che, per una organizzazione di sintesi federalista quale è
la FAI, il ruolo svolto dai gruppi è fondamentale per la loro funzione di
raccordo tra il singolo militante e l'aggregato collettivo.

C'è bisogno, in tal senso, di un'analisi approfondita che renda visibili
le attività in cui sono impegnati i gruppi e le individualità proprio per
capire quali e quante sono le risorse a disposizione della Federazione
affinché si accentui il coordinamento tra le varie realtà stesse. La
sintesi va interpretata anche come risultato di un'analisi comparativa
riferita all'intervento politico dei vari gruppi e delle varie situazioni.

Nello specifico, la verifica delle adesioni e della continuità
nell'impegno dei gruppi e delle individualità federate è compito della
Commissione di Corrispondenza.

Bisogna rivalutare l'essenza federale del nostro aggregato senza perdere
di vista la natura anarchica dell'organizzazione e del suo agire cercando
di andare oltre le urgenze per dettare tempi autonomi di elaborazione e
lotta. Questo è possibile se la Federazione riesce a valorizzare le sue
risorse a livello locale andando a sostenere tutte quelle situazioni che
soffrono un isolamento e partendo da una lettura consapevole e analitica
dei contesti socioeconomici che aiuti a calibrare al meglio l'intervento
politico.

Le commissioni di lavoro, fatta salva la loro autonomia e la loro capacità
critica di elaborazione e proposta politica, devono poter contare su un
mandato federale che dia un indirizzo politico di ordine generale in cui
muoversi e che i congressi e convegni, di volta in volta, possono
modificare a seconda delle mutate esigenze. Le commissioni di lavoro sono
strumenti necessari che vanno migliorati e sviluppati per affrontare
specificamente campi di intervento in cui le anarchiche e gli anarchici
sono impegnati.

* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *

Convegno Nazionale FAI, 10/11 Sett. 2005 Spezzano Albanese
Mozione su proposta di organizzazione dei lavori del XXV Congresso FAI 29
Ott./1 Nov. 2005 Carrara

Il convegno della FAI, riunito a Spezzano Albanese il 10 e 11 settembre
2005 in relazione all'organizzazione del XXV congresso della FAI fa propri
i documenti presentati dai compagni della FAT e dalla Federazione
Anarchica Spixana, in particolare per quanto riguarda la volontà di
operare per la costruzione di un'assise congressuale il più possibile
improntata alle forme ed ai contenuti del federalismo anarchico.

Il convegno ritiene che sia indispensabile la partecipazione di tutti gli
aderenti alla federazione nell'elaborazione delle decisioni congressuali.

A tal fine ritiene che l'assemblea congressuale debba essere momento di
sintesi di quanto discusso, elaborato e sintetizzato dai gruppi e
federazioni locali.

Il convegno pertanto auspica, rispettoso dell'autonomia dei gruppi locali,
che i delegati al congresso abbiano una delega scritta su documenti
scritti. L'eccezionalità della delega per gli anarchici dovrebbe indurre
tutti i compagni deleganti a dare puntuali e precise indicazioni ai
delegati.

Per consentire una corretta e completa conoscenza delle proposte in
discussione al congresso auspichiamo anche che esse siano formulate sulla
base di documenti scritti presentati almeno un mese prima del congresso in
modo da consentire ai gruppi ed alle Federazioni locali il necessario
dibattito.

Il convegno auspica inoltre che la nomina delle commissioni di studio e di
lavoro avvenga con un mandato politico che dia loro indicazioni
relativamente al lavoro da svolgere.

Invitiamo infine i compagni convenuti a congresso ad organizzare i lavori
tenendo presente la necessità che i lavori di commissione all'interno del
congresso stesso non siano svolti con modalità tali (per orario e
tempistica) da rendere difficile l'elaborazione di una corretta sintesi e
di una valida proposizione politica.

Spezzano Albanese 11 settembre 2005

* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *

Convegno Nazionale FAI, 10/11 Sett. 2005 Spezzano Albanese
Mozione su Proposta O.d.G. XXV Congresso FAI di Carrara 29 Ott./1 Nov. 2005

Le compagne e i compagni della FAI riuniti in convegno il 10/11 settembre
2005 a Spezzano Albanese, ritengono che i tre convegni precongressuali
siano stati momenti importanti di approfondimento per la federazione e che
vadano a pieno assunti dall'assemblea congressuale.

Auspicano che il congresso si concentri sulla definizione di un programma
di lavoro e si dia gli strumenti più efficaci per realizzarlo.
Propongono pertanto il seguente O.d.G.:

- Relazione delle commissioni di lavoro uscenti;
- Adesioni e dimissioni;
- Analisi delle attività dei gruppi e delle individualità;
- Analisi della situazione sociale locale ed internazionale;
- Proposte sui campi di intervento della FAI con definizione degli
obbiettivi del programma e strumenti di lavoro per aree tematiche
(antimilitarismo, antirazzismo, anticapitalismo, lavoro/non lavoro,
autogoverno, ecc); - Nomina delle commissioni di lavoro;
- Varie ed eventuali.

Spezzano Albanese 11 sett. 2005


Da Umanità Nova, numero 29 del 18 settembre 2005, Anno 85
http://www.ecn.org/uenne

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