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(it) Camerun: Sindacalismo di lotta [fr,en]

Date Fri, 9 Sep 2005 15:19:40 +0200 (CEST)


Nonostante la repressione, la corruzione e una situazione sociale molto
difficile, il SYNARHEP (Sindacato nazionale dell?insegnamento privato)
tenta di apportare un nuovo respiro al sindacalismo camerunense. Abbiamo
incontrato il suo segretario.
* * * * *
Afrique XX1: Qual è la situazione sindacale nel Camerun?
Ali: A livello sindacale, ci sono attualmente tre confederazioni, tutti
paralizzati dalle lotte per la leadership: la CSTC (Confédération
Syndicale des Travailleurs du Cameroun), la più vecchia e la più
rappresentativa, nata dal vecchio partito unico; l?USLC (Union des
Syndicats Libres du Cameroun), creata dal potere da membri della CSTC nel
1995 per mettere in difficoltà quest'ultima dal momento che era difficile
controllarla; la CSIC (Confédération des Syndicats Indépendants du
Cameroun), più giovane e meno rappresentativa a causa della sua età,
creata da vecchi iscritti della CSTC.

I settori più organizzati sono l'agricoltura, gli alberghi, il commercio,
le banche, l'edilizio, i forestali, la metallurgia, le industrie chimiche,
l'industria petrolifera, l'insegnamento, la salute, la stampa, i
trasporti, i porti e l'industria automobilistica. Nel settore pubblico
regna un disordine sindacale, con i funzionari alla ricerca di promozioni.

Bisogna ricordare che tutte queste organizzazioni sono immobili a causa
delle divisioni tra i dirigenti per il controllo della propria
organizzazione. Infine, funzionano con difficoltà e passano il più del
tempo ad occuparsi di posizioni politiche. Questi mali affliggono anche le
organizzazioni affiliati di modo che la rappresentazione dei lavoratori è
pressoché impossibile.

Qual è la storia del SYNHAREP?

Il SYNARHEP è nato perché la crisi economica ha ridotto i sussidi dello
Stato all'insegnamento privato. Ciò ha provocato la chiusura di molti
luoghi di lavoro del settore, con un notevole aumento della
disoccupazione, e senza alcuna risposta dai capi sindacali se non la
riconversione. Molti si sono ritrovati nei settori informali (nel
commercio per la maggior parte). a conseguenza immediata è la diminuzione
nel numero di aderenti e l'assenza di dirigenti sindacali. Le scuole che
funzionano possono assumere pochissimi nuovi insegnanti, soprattutto a
titolo precario, senza contratto e con dei salari molto bassi sui quali è
impossibile trattare. Qui, la politica dello Stato mira ad incoraggiare
questa situazione sotto il pretesto di attire gli investitori. Il livello
molto basso di democratizzazione in un contesto di dittatura poliziesca fa
sì che pochi lavoratori si interessano ai sindacati. E chi lo fa, lo fa al
proprio rischio e pericolo. L'altro motivo è l'invecchiamento dei
dirigenti sindacali immovibili, incapaci di prendere iniziative e contenti
dei loro privilegi. La letargia che si osserva da più di un decennio si
deve a questo.

Quali sono le vostre rivendicazioni?

Al di fuori delle lotte che riguardono la situazione generale dei
lavoratori, il SYNARHEP promuove alcuni temi a lui cari, quali la
formazione professionale dei propri iscritti che sono per lo più assunti
in possesso di diploma senza però che ci sia una formazione come
insegnante, gli orari di lavoro che non tengono conto della legislazione
in materia, l'assenza di una copertura sociale, o anche l'assenza di un
contratto collettivo. Ma è una lista che non sarebbe mai esauriente.

Incontrate delle difficoltà particolari?

Ci mancano dei militanti formati nel sindacalismo, oltre ai mezzi
finanziari, a causa del numero ridotto di iscritti (dovuto principalmente
alla repressione) e dell'assenza di salari veri nel settore
dell'insegnamento privato. Ci mancano anche dei contatti con le Ong,
nonché con le organizzazioni sindacali stranieri e internazionali le cui
esperienze ci potrebbero essere d'aiuto nel nostro lavoro.


Intervista con Ali, segretario del SYNARHEP, in conversazione con "Afrique
XX1"


SITUAZIONE SOCIALE NEL CAMERUN

Dagli anni '90, le condizioni imposte dal FMI si vedono nei programmi di
aggiustamento strutturale (PAS) in tutti gli Stati africani, compreso il
Camerun. Questi PAS hanno lasciato dei segni visibili oggi:

1. la disoccupazione nata dalle chiusure di imprese pubbliche, dai
ridimensionamenti, dai licenziamenti per motivi economici e dai
regolamenti di conti a livello politico;

2. la debolezza della rappresentanza sociale dovuta alla fragilizzazione
delle organizzazioni sindacali considerate come oppositori e anti-PAS.
Così, le decisioni si possono prendere senza tenere conto dell'opinione
dei sindacati;

3. l'abbassamento del potere d'acquisto che si aggrave con la svalutazione
del franco CFA;

4. la generalizzazione della corruzione fino ai vertici dello Stato;

5. l'annuncio pomposo dell'esenzione dal pagamento per la scuola
elementare, ma sul terreno un prezzo da pagare che sorpassa di tanto il
costo;

6. le assunzioni rare e la necessità di cavarsela nel settore informale
sono peggiorati dalla corruzione, le procedure amministrative concepite
per nuocere, e la tassazione;

7. a livello politico, non c'è democrazia, le elezioni sono truccate e non
ci sono mezzi per potersi esprimere;

8. la televisione di Stato monopolizzata dal partito al potere e che non
lascia alcuni spazi a coloro che potrebbero presentare un altro punto di
vista.


Articolo tratto da "Afrique XX1", n°0 - estate 2003
Giornale a cura della CNT-f

Traduzione a cura di FdCA - Ufficio relazioni internazionali

Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>

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