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(it) Sud Africa: Testo di un opuscolo della ZACF - "Lottare per la libertà della donna" [en]

Date Fri, 9 Sep 2005 15:18:52 +0200 (CEST)


LOTTARE PER LA LIBERTA' DELLA DONNA
"Perché voi donne permettete alla gente di maltrattarvi? Perché dipendete
dagli altri per mangiare... Perché non avete cibo? Perché i ricchi hanno
rubato le nostre proprietà e hanno stravinto sulla maggioranza delle
persone... Qual è la soluzione? Praticare l'Anarchismo... Tutte le donne
sanno che non esiste niente di più dannoso del denaro...
Tutte, diventiamo una sola mente! Unite assieme agli uomini per
sconfiggere definitivamente la borghesia e i ricchi! Allora il denaro
verrà abolito... Così, non solo quello che mangeremo non ci sarà imposto
da altri, ma sarà anche un ottimo cibo."
He Zhen, anarchica cinese
da "What Women Ought To Know About Anarchist Communism" (Quello che
le donne devono sapere sul Comunismo Anarchico)


Introduzione generale

Gli Anarchici riconoscono che le donne sono particolarmente oppresse
proprio in quanto tali (fronteggiano l'oppressione come donne e a causa
della loro posizione sociale). Noi la chiamiamo oppressione sessista.

Come Anarchici ci opponiamo a questa oppressione sia in teoria sia in
pratica.

Il nostro movimento ha sempre parteggiato per i diritti delle donne,
riconoscendo la specificità dell'oppressione femminile ma sempre
collegandola alla lotta di classe.

Esempio di quest'impegno:

L'anarchica americana Emma Goldman si concentrò particolarmente su temi
riguardanti la classe lavoratrice femminile e fu arrestata per
distribuzione d'informazioni sulla contraccezione; la sua posizione era
critica nei confronti della famiglia patriarcale e richiedeva equità fra
uomini e donne; era in disaccordo con le femministe riformiste del suo
tempo e si discostava dalle realtà economiche della classe lavoratrice
femminile; era una rivoluzionaria per la lotta di classe;

In Argentina, le Anarchiche che crearono a La Voz De La Mujer nel 1890,
furono le prime a collegare la liberazione delle donne con le idee
rivoluzionarie di lotta di classe in America Latina, chiamando le donne a
mobilitarsi contro l'oppressione sia come donne sia come lavoratrici;

In Cina, il movimento ha sviluppato una distinta posizione anarchica sulla
liberazione delle donne che collega l'oppressione delle donne al sistema
classista, allo sfruttamento economico e alla cultura tradizionale,
chiamando ad una radicale rivoluzione sociale;

In Spagna le Anarchiche hanno fondato Mujeres Libres (Donne Libere),
gruppo esistente dal 1936, con l'obiettivo di portare l'attenzione sui
temi prettamente femminili e aumentare il numero di donne attiviste
coinvolte nel movimento; Mujeres Libres lavorava per emancipare le donne
dalla tradizionale passività, dall'ignoranza e dallo sfruttamento che le
hanno schiavizzate per giungere ad una completa collaborazione tra uomini
e donne; ha organizzato le lavoratrici; distribuito informazioni sulla
salute, contraccezione e sessualità; combattuto i pregiudizi contro le
donne; aperto strutture sanitarie per l'infanzia e organizzato brigate
militari che hanno combattuto durante la rivoluzione spagnola (1936-1937).



Aspetti dell'oppressione delle donne

Le donne devono fronteggiare sfruttamento e oppressione nei luoghi di
lavoro, all'interno della comunità e a casa.

* Luoghi di Lavoro

Nei luoghi di lavoro, le donne sono costrette ad una bassa paga,
all'insicurezza e a lavori pericolosi, spesso venendo pagate meno rispetto
ai loro collaboratori uomini. Vengono spesso sessualmente molestate dai
loro collaboratori e dai capi. Inoltre, non possono godere appieno dei
diritti per la maternità e spesso sono licenziate se si scopre che sono
incinte. Alcune donne incinte devono lavorare in ambienti dalle condizioni
pericolose e mettere a repentaglio la loro stessa esistenza.

I sindacati tendono ad essere dominati dagli uomini e rare sono le donne
elette come leader dei lavoratori.

I lavoratori dubitano della competenza delle donne in queste posizioni e
tendono a pensare che gli uomini, per natura, possano svolgere in maniera
migliore il ruolo di "leader".

In alcuni casi i sindacati creano strutture per le donne e posti speciali
per loro. Ciò che abitualmente succede in questi casi è che i sindacati
rispondono ai problemi delle donne con promesse fallaci, e di conseguenza
le questioni femminili vengono spesso ignorate o relegate ai margini.

Le donne inoltre trovano difficoltà a partecipare effettivamente nel
sindacato e nella sua vita organizzativa. Spesso i mariti e i compagni
cercano di tenere lontane le loro mogli e compagne dall'attività del
sindacato. Quando questi uomini rientrano a casa pretendono che la cena
sia pronta e che i figli abbiano mangiato e siano puliti. Quando rientrano
non trovando quello che si aspettano perché le donne partecipano ai
meeting sindacali, si arrabbiano perché non sono soddisfatti i loro
bisogni. Le riunioni vengono spesso effettuate di sera e questo comporta
dei disagi per le donne che vi vogliono partecipare. Tutti noi sappiamo
quanto possa essere pericoloso per le donne uscire la notte quando possono
diventare potenziali vittime di stupri e aggressioni.

* Casa e Comunità

Le donne lavoratrici devono affrontare anche il lavoro domestico. Quando
tornano a casa dopo una lunga e insoddisfacente giornata lavorativa,
devono cucinare, pulire, avere cura dei figli con poco aiuto dei membri
maschili della loro famiglia. Le carenze nei servizi sociali di base (come
l'elettricità, l'acqua calda, fognature, ecc.) e la mancanza di strutture
per bambini in favore delle donne che lavorano, intensificano la mole di
lavoro a carico della classe povera delle donne lavoratrici di colore.

Le donne sono spesso oggetto di abuso: migliaia di loro vengono stuprate,
picchiate, e psicologicamente violentate. In molti casi di violenza contro
le donne, la maggior parte riguarda stupro e molestie fisiche che sono
portate avanti da padri e mariti. In Sud Africa, è stato stimato che ogni
sei giorni una donna è uccisa da suo marito o dal suo compagno.

Sono rari i centri di assistenza per le classi lavoratrici e per le
comunità povere. Quei pochi esistenti sono carenti di fondi e personale.
Quando le donne denunciano casi di violenza alla polizia sono trattate
come criminali. Nella maggior parte dei casi - quando la causa è contro un
compagno o un marito - non viene fatto nulla e questi bastardi sono
lasciati liberi e indisturbati. I tribunali e la polizia non sono
interessati a proteggere le donne dalla violenza, sono concentrati
unicamente a difendere le proprietà e i privilegi dei ricchi.



Radici dell'Oppressione delle Donne

Rifiutiamo l'idea che le donne sono biologicamente inferiori agli uomini,
o che siano biologicamente predisposte ad assumere determinati ruoli nella
società (come la cura dei figli). Non esistono argomenti in grado di
supportare questa tesi.

Non ci sono prove che evidenzino che le donne sono biologicamente
"inferiori" agli uomini. E l'oppressione delle donne non è sempre
esistita, per questo si deduce che non esistono basi "naturali" a
supportare questa teoria. Non è così scontato che le donne siano
obbligatoriamente "atte" a cucinare, ecc. Le cosiddette caratteristiche
"femminili" non sono tratti genetici bensì costrutti sociali, che cambiano
nel tempo e secondo la società in cui ci troviamo, e che dipendono dalle
norme e dai regolamenti dell'ordine sociale ed economico. Quello che è
lampante è che ci sono stati cambiamenti notevoli riguardo al lavoro delle
donne. Ad esempio nelle miniere di carbone, quello che era il lavoro delle
donne nel diciannovesimo secolo in Gran Bretagna, oggi è di dominio
esclusivo degli uomini.

Noi rifiutiamo l'idea che specifiche forme di oppressione (esempio:
mutilazione genitale femminile) siano accettabili come parte di una
cultura di gruppo. Tuttavia, appoggiamo il diritto dei diversi gruppi
etnici di preservare le loro tradizioni e costumi, purché non includono
pratiche oppressive. Bisogna notare che le tradizioni cambiano nel corso
dei secoli e non sono prefissate. Le donne, nelle diverse culture, hanno
il diritto di rivendicare la loro libertà all'interno della propria
cultura, contribuendo alla creazione di nuove tradizioni egualitarie.



Origini dell'Oppressione delle Donne

L'oppressione delle donne emerge con la divisione della società in classe,
circa 10.000 anni fa. Da allora, l'oppressione si è sviluppata in forme
diverse secondo le necessità della classe dominante.

* Tempi antichi

Nell'era pre-agricola, non esistevano suddivisioni in classi e quindi una
reale oppressione; le donne erano viste come validi membri dei gruppi
nomadi, e considerate esattamente come gli uomini. Infatti, molte divinità
erano femminili. C'era una divisione dei lavori in base al sesso (uomini e
donne facevano lavori diversi) ma questo non comportava disuguaglianze tra
i sessi.

* Rivoluzione agricola

La Rivoluzione Agricola fu l'epoca in cui le persone iniziarono a
coltivare i semi e a addomesticare gli animali, circa 12.000 anni fa.
Rappresenta uno dei più decisivi sviluppi della storia umana e incise
notevolmente sul modo in cui gli umani si organizzavano.

Nelle società agricole, le persone non erano più eccessivamente impegnate
nella quotidiana ricerca di cibo e le comunità iniziarono a stanziarsi in
luoghi fissi. Per la prima volta le società erano in grado di produrre
scorte di cibo (ossia più di quello che gli serviva per sopravvivere).
Queste scorte furono le prime forme di ricchezza accumulate. Il cibo in
eccesso veniva raccolto per essere poi consumato nelle stagioni fredde
oppure scambiato con altri beni. La chiave di questa ricchezza era
rappresentata dalle terre, di cui le comunità si "impossessavano" in un
modo in cui, ad esempio, i nomadi con bestiame non potevano avere accesso.

In molte comunità, una classe dirigente aveva il controllo delle scorte,
in cui rientravano coloro che vivevano grazie a chi le produceva: i re, i
capi, ecc. Lo stato era stato costituito per difendere questa classe
privilegiata dai lavoratori sfruttati. La religione conseguì per
giustificare queste nuove divisioni, indicando gli sfruttatori come
"prescelti" dagli "dei".



Come si sviluppò l'oppressione della donna in questa situazione?

In primo luogo, dobbiamo dare uno sguardo ad alcuni dei costumi che
provengono dall'era pre-agricola. A causa della divisione dei lavori in
base al sesso, le donne svolgevano gran parte delle attività agricole.
Allo stesso tempo, la vita era ancora organizzata attorno ad una famiglia
(grandi ceppi uniti in cui le persone erano "imparentati" tra loro). La
ricchezza prodotta attraverso l'agricoltura (le scorte) non era proprietà
degli individui, bensì del gruppo. Chiunque entrasse a far parte della
famiglia tramite matrimonio non aveva alcun diritto sulla proprietà. In
alcune comunità, il gruppo era strutturato "patri-localmente" (questo
significa che le donne sposavano membri di altri gruppi, entrandovi, e che
le discendenze erano patrilineari; le figlie sposavano uomini di altri
gruppi patri-locali); in altre il principio era opposto (erano gli uomini
ad essere scelti da fuori il gruppo; le discendenze erano matrilinearli, e
i figli dovevano sposarsi fuori).

Così, in entrambi i casi, uno dei due sessi era dominante. Per un numero
di ragioni complesse, i gruppi patriarcali tennero ad avere la meglio
sugli altri, dominando le risorse di differenti aree. Come risultato,
sempre più gruppi scelsero questo modello. L'effetto che ne conseguì è che
l'oppressione delle donne divenne un'usanza. Contemporaneamente,
all'interno dei gruppi patriarcali, alcuni uomini accrebbero il loro
potere nei confronti degli altri membri, col risultato che alcuni di loro
divennero più potenti e costituirono una classe dirigente parassita. Gli
uomini più poveri divennero dipendenti e sfruttati, mentre gli altri
furono capi.

In questa situazione, le donne divennero un nodo centrale nella
continuazione del sistema classista. In primo luogo, le donne partorivano
bambini (maschi) che in futuro sarebbero diventati parte integrante della
classe dirigente. Questo implicava che le donne fossero legate a vita ad
un solo uomo. Secondariamente, il numero di donne in una casa
rappresentava la chiave del successo, e gli uomini cercavano di avere più
mogli possibili per impiegarle nelle terre, e avere figli (che producevano
più lavoro e ricchezza e, se femmine, potevano sposarsi in cambio di una
buona somma), pagata dai padri delle altre comunità per permettere il
matrimonio. Come capo, l'uomo più ricco aveva diverse mogli rispetto ad un
povero, che di solito era monogamo; inoltre, il povero solitamente doveva
comprare i beni prodotti dai ricchi per potersi sposare; quindi era
costretto a lavorare per la classe ricca e pagare tasse, oltre che ad
essere obbediente. In questo modo, la speciale oppressione delle donne e
le origini del sistema classista s'intersecano fra loro.

Dopo queste origini comuni, le società classiste si sviluppano in maniere
differenti. Alcune diventano quelle che chiamiamo "tributari sistemi di
produzione" (regni Zulu e Swazi), altre "sistemi antichi" (l'Antica Roma),
altre feudali (Europa medievale e Giappone, parte dell'India e
dell'Africa), e altre capitaliste.

In ognuna di queste società, i principi fondamentali dell'oppressione
femminile rimangono gli stessi, anche se assumono forme drasticamente
differenti; nelle classi superiori riescono ad avere maggiori opportunità,
più ricchezza e potere rispetto alle classi più povere (la classe porta
effetti sul genere). Quando queste varie forme di classi entrano in
contatto tra loro, interagiscono in complessi metodi che portano alla
realizzazione di nuove forme di oppressione. Questi sistemi interagiscono
inoltre con altre forme di oppressione, come il razzismo. E molte di
queste oppressioni sono tra loro collegate all'interno di capitalismo,
stato, imperialismo, ecc.

Così, nell'Africa meridionale, il contatto tra capitalismo (portato dal
colonialismo) e il sistema classista indigeno fonda le basi del sistema
del lavoro migrante - ciò accade perché i capi possono controllare i
giovani e poveri lavoratori, mandandoli a lavorare per determinati periodi
nelle miniere e nelle fattorie del Sud Africa coloniale e, più tardi, del
Sud Africa dell'Apartheid; la posizione subordinata della donna la
costringe a permanere nella stessa terra per tutti gli anni in cui gli
uomini sono lontani, per crescere i figli, coltivare la terra e curare gli
anziani; la divisione sessuale del lavoro prevede che le donne (e non gli
uomini) rimaste nelle terre a coltivare, incrementino il loro orario di
lavoro per mantenere la produzione ai livelli precedenti nonostante
l'assenza degli uomini e l'insufficienza della terra.

* Durante il capitalismo

L'oppressione delle donne giove direttamente al capitalismo e allo stato.
Facendo svolgere alle donne i lavori peggiori, in totale assenza di
sicurezza, i capi hanno creato una forza-lavoro flessibile che possono
governare a loro piacimento. Pagando le donne meno rispetto agli uomini,
le aziende sono in grado di incrementare le loro già altissime rendite.
Dato che le donne non ricevono alcuna garanzia e spesso sono licenziate
quando aspettano un bambino, i datori non devono pagare benefici extra o
concedere la maternità. Le donne, infatti, hanno potenzialmente più
richieste rispetto agli uomini, come il permesso di maternità e altro
ancora; le aziende in queste situazioni si comportano dando alle donne
lavori part-time o saltuari. In questo modo, viene sfruttata l'oppressione
delle donne per creare una forza-lavoro indifesa e poco costosa che non
riceve alcun beneficio oltre allo stipendio.

Il lavoro non retribuito a casa delle donne fornisce alle aziende
generazioni future di lavoratori senza nessun costo ulteriore. Loro
cucinano, puliscono, accudiscono i figli, si prendono cura dei malati e
degli anziani allo stesso modo. I padroni sanno che la paga bassa delle
donne è giustificata dal fatto che sono gli uomini a dover "mantenere" la
famiglia. Ma le donne troppo spesso devono lavorare sia fuori sia a casa.
In questo modo, lavorano "doppiamente" ad alto costo personale.

I media dei padroni promuovono l'oppressione della donna e le idee
sessiste, fornendo una sua pessima immagine, idea che dipinge la donna
come inferiore e come oggetto adatto agli abusi. Il nodo cruciale di
questa propaganda è dover "giustificare" l'oppressione della donna e
dividere i lavoratori tra uomini e donne, così come i poveri dagli altri.

L'oppressione della donna e le idee sessiste che cercano di
"giustificarla" dividono la classe operaia e i poveri. Con la minaccia di
sostituire i lavoratori con delle lavoratrici a basso costo, le aziende
sono in grado di minare le condizioni dei lavoratori, e ridurre così le
loro tutele generali. Promuovendo l'ostilità tra i due sessi, le aziende e
i padroni minano l'organizzazione dei lavoratori e la resistenza. Ciò
aumenta notevolmente il potere della classe dirigente.

Alcuni uomini credono alle bugie sessiste della classe dirigente. Una
delle ragioni è il grande potere dei media. Un'altra ragione è la
frustrazione che gli uomini provano in ambienti lavorativi razzisti e non
democratici, avvertendo la paura dell'inadeguatezza e del pericolo della
disoccupazione. Questo li porta a riversare il loro risentimento sulle
famiglie e sulle donne. Ma questi fattori mostrano che il comportamento
sessista degli uomini è radicato in condizioni interne al capitalismo, non
negli ormoni degli uomini o nella natura biologica, come vuol farci
credere la classe dirigente. Il punto è che gli uomini, in generale,
giocano un ruolo chiave nell'oppressione delle donne, ma non sono la causa
del problema.

Chiaramente, ne consegue che non è solamente l'attitudine sessista a
rendere le donne cittadine di seconda classe. Paghe basse, nessuna
sicurezza lavorativa, ecc. sottraggono alle donne potere e le isolano
nella società. La propaganda dei padroni, favorita dalle condizioni del
sistema capitalista, è la causa principale dell'idea sessista.



Gli uomini della classe lavoratrice traggono profitto dall'oppressione
delle donne?

Non neghiamo che gli uomini possono guadagnare dall'oppressione della
donna, nel senso che possono provare una "sensazione" di superiorità su di
lei, o raggiungere più bassi tassi di disoccupazione o lavori molto più
ben pagati.

Allo stesso tempo, l'oppressione della donna porta rovinosi risultati per
gli uomini della classe lavoratrice e i poveri. Divide le lotte dei
lavoratori. Ne conseguono minori garanzie e meno tutela per tutti. Crea
infelicità personale.

Di conseguenza, non esistono interessi reali dell'uomo perché le donne
siano oppresse. Al contrario, la libertà delle donne è un prerequisito per
la libertà degli uomini, giacché solo se si cancellerà l'oppressione
potranno anche gli uomini migliorare le loro vite, lottando per migliori
condizioni e per un maggior controllo delle proprie vite.



La liberazione delle donne attraverso la rivoluzione della classe lavoratrice

Noi riconosciamo che tutte le donne subiscono oppressione. Ci opponiamo al
sessismo ovunque esista.

Tuttavia, le classi differenziano l'esperienza del sessismo. Le donne
ricche hanno a disposizione personale di servizio, avvocati, ecc. che si
sostituiscono a loro per sbrigare situazioni che, invece, le donne
lavoratrici devono svolgere. Quindi, sono le donne povere che devono far
fronte all'oppressione.

Dato che il capitalismo e lo Stato sono le chiavi dell'oppressione delle
donne, la reale libertà richiede una rivoluzione contro queste strutture.

Da quando le donne della classe dirigente traggono benefici dal
capitalismo e dallo Stato, e grazie al super-sfruttamento della classe
lavoratrice e delle donne povere che queste strutture utilizzano, non sono
capaci di sfidare le radici da cui nasce l'oppressione. Quindi non
possiamo evocare un'alleanza fra "tutte le donne" contro il sessismo
perché, anche se può apparire strano, alcune donne (appartenenti alla
classe dirigente) hanno un interesse obiettivo nel preservare le strutture
che causano il sessismo (capitalismo e Stato).

Solo la classe lavoratrice e i poveri possono combattere il capitalismo e
lo Stato, perché solo queste classi non sono sfruttatrici (infatti, siamo
produttrici), non hanno interessi a mantenere il sistema attuale, e hanno
il potere e la capacità organizzativa per farlo (possiamo organizzarci
contro la classe dirigente attraverso la produzione). Questo significa che
solo la lotta di classe può definitivamente sconfiggere il sessismo e non
un "movimento delle donne" interclassista. Anche se la lotta di classe
contro il capitalismo e lo Stato interessa tutti i lavoratori e i poveri
(questo sistema sfrutta, impoverisce, domina e umilia ognuno di noi), le
donne hanno un'ulteriore motivazione per portare avanti questa battaglia:
le solite oppressioni del capitalismo e dello Stato sono peggiorate dalla
particolare oppressione delle donne prodotta inevitabilmente da tali
sistemi.

Ne consegue che i veri alleati delle donne nella lotta contro il sessismo
sono gli uomini lavoratori e poveri, e non le donne della classe
dirigente. Questi uomini non hanno nessun interesse nella perpetuazione
dell'oppressione, perché colpisce anche loro. La classe lavoratrice e le
donne povere possono beneficiare di questa sorta di alleanza perché li
rende forti entrambi, impedendo che vengano isolati e ghettizzati.

Questa sorta di unità d'azione richiede che accadono due cose: la prima, è
che le rivendicazioni siano di interesse a tutti i lavoratori, sia uomini
sia donne; la seconda, che si presta particolare attenzione alle lotte
delle donne per promuovere l'unità, impedire la marginalizzazione di
questi temi e lottare continuamente contro tutte le oppressioni. Questo è
indispensabile perché non si possono mobilitare tutti i lavoratori e i
poveri senza presentare motivazioni che riguardino tutte i settori dei
lavoratori e dei poveri: le lotte delle donne non sono un'opzione chi si
può aggregare o non alle altre lotte, bensì un nodo cruciale per il
successo del movimento operaio. Quindi, la classe lavoratrice e i poveri
possono essere mobilitati unitariamente solamente se sulla base di una
lotta continua contro il capitalismo, lo stato e tutte le forme di
oppressione.

Di conseguenza, è chiaro che la lotta per la libertà delle donne richiede
una lotta di classe cui prendano parte lavoratori e poveri; viceversa, la
lotta di classe può avere successo soltanto se ha come obiettivo anche
l'abbattimento dell'oppressione delle donne.

Non siamo dunque d'accordo con quelle femministe che ritengono che, per
giungere all'uguaglianza, basta che le donne diventino padroni e politici.
Noi vogliamo distruggere le attuali strutture di dominazione e di
sfruttamento. La lotta per la liberazione della donna è la battaglia
contro il capitalismo e lo stato. Ed è al contempo una lotta contro le
istituzioni sessiste (come il capitalismo) e le idee sessiste (accettate
sia dagli uomini sia dalle donne): entrambi sono vitali per il successo
della rivoluzione e la sua piena realizzazione.

Capitalismo, Stato, sessismo: un solo nemico, una sola lotta!

Lavoratori del Mondo - Uniamoci!

Per il Socialismo antiautoritario e senza Stato!

************************************************

Le attività anarchiche contro l'oppressione delle donne



Prospettive Generali

Le priorità del movimento delle donne rivelano il fatto che esso è
dominato dalle donne del ceto medio. Noi crediamo che debba diventare più
rilevante per le donne della classe lavoratrice. Crediamo che la lotta
contro l'oppressione sia una parte vitale della lotta di classe e
condizione necessaria per il successo della rivoluzione. Le nostre
priorità consistono nel coinvolgere migliaia di lavoratrici.



Linee guida per l'azione quotidiana

Noi lottiamo per una paga equa e per un equo lavoro, per l'accesso delle
donne a quelle attività che tradizionalmente vengono loro negate, per la
sicurezza sul lavoro, per la retribuzione della maternità e la garanzia di
un successivo re-impiego.

Ci opponiamo alla violenza contro le donne e ne difendiamo i diritti di
difesa contro gli abusi perpetrati dagli uomini.

Vogliamo che il lavoro casalingo sia condiviso in modo equo dagli uomini.

Le donne devono poter raggiungere posizioni di "leadership" nelle
organizzazioni di massa.

Noi crediamo che sono le donne che debbano controllare la propria
fertilità. Devono essere libere di decidere se avere figli o meno, quanti
e quando. Crediamo quindi nel libero accesso alla contraccezione.
Supportiamo dunque l'aborto sicuro e gratuito su richiesta. Le donne
devono essere libere di poter interrompere relazioni per loro
insoddisfacenti.

Le attitudini sessiste devono essere abbandonate, qui e subito. I compagni
che esibiscano tali comportamenti dovranno cambiare.

*******************************************

La nostra posizione



Noi, la classe lavoratrice, produciamo la ricchezza mondiale. Vogliamo
godere dei suoi benefici.

Vogliamo abolire il sistema del capitalismo che pone nelle mani di pochi
il potere e la ricchezza, e sostituirlo con l'autogestione dei lavoratori
e il socialismo. Non facciamo riferimento al "socialismo" praticato in
Russia, Cina e in altri stati di polizia - sistema che in questi paesi
era/è una forma di capitalismo uguale alle altre.

Noi lottiamo per una nuova società dove non ci saranno padroni e
burocrati. Una società basata su una vera forma di democrazia dei
lavoratori, fondata su assemblee nei luoghi di lavoro e all'interno delle
comunità. Vogliamo abolire i rapporti autoritari e sostituirli con il
controllo effettuato dal basso - non dall'alto.

Tutte le industrie, così come tutti i mezzi di produzione e distribuzione,
saranno gestiti in comune e governati da chi vi opera quotidianamente. La
produzione sarà coordinata, organizzata e pianificata da una federazione
dei comitati nei luoghi di lavoro, eletti e revocabili, non per il
profitto ma per soddisfare i nostri bisogni. Il principio di base sarà:
"da ognuno secondo le sue abilità, ad ognuno secondo i suoi bisogni".

Siamo contrari a tutte le autorità coercitive, e crediamo che il solo
limite alla libertà di un individuo si palesi mentre si va ad intaccare
quella altrui.


Noi non vogliamo diventare capi né intendiamo prendere il potere
"nell'interesse della classe lavoratrice". Al contrario, crediamo che il
socialismo si possa creare solamente dalla massa delle persone comuni.
Fosse altrimenti la conseguenza sarebbe solo di sostituire i padroni di
prima con i padroni di dopo.

Siamo contrari allo stato perché non è neutrale, e non lo si può far
tutelare i nostri interessi. Le strutture dello stato intervengono
unicamente quando una minoranza vuole governare la maggioranza. Possiamo
costruire le nostre proprie strutture, aperte e democratiche, affinché la
vita quotidiana possa essere gestita nel modo più efficiente.

Siamo orgogliosi di far parte della tradizione del socialismo libertario,
dell'anarchismo. Il movimento anarchico è radicato nella classe
lavoratrice di molti paesi perché è al servizio degli interessi della
classe - e non gli interessi dei coloro che cercano il potere e dei
politici professionisti.

In breve, noi ci battiamo per i bisogni e gli interessi immediati della
nostra classe, mentre cerchiamo con la nostra attività di diffondere la
coscienza necessaria per il superamento del capitalismo e il suo stato, al
fine di veder nascere una libera ed equa società (anarchica).



Federazione Comunista Anarchica Zabalaza
(Zabalaza Anarchist Communist Federation)
Postnet Suite 116 - Private Bag x42, Braamfontein 2017 - Johannesburg, Sud
Africa
WebSite: http://www.zabalaza.net/zabfed
Email: worker@zabalaza.net

L'opuscolo (in inglese) è scaricabile dal sito della ZACF.


Traduzione a cura di marvin@anarcotico.net e rivista da FdCA-Ufficio
relazioni internazionali

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