A - I n f o s
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **

News in all languages
Last 40 posts (Homepage) Last two weeks' posts

The last 100 posts, according to language
Castellano_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_ The.Supplement
First few lines of all posts of last 24 hours || of past 30 days | of 2002 | of 2003 | of 2004 | of 2005

Syndication Of A-Infos - including RDF | How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
{Info on A-Infos}

(it) Umanità Nova, n.27: Paura di Stato. Quale sicurezza pe r quale libertà

Date Mon, 5 Sep 2005 15:21:49 +0200 (CEST)


"Anarchici e pista islamica, c'è un legame" così titolava in settima
pagina, su ben sette colonne, il quotidiano di Roma "Il Messaggero" del 30
luglio scorso. Poi più sotto: "Fermato un pachistano per la pentola ?
bomba di Ostia: la rivendicarono gli insurrezionalisti". L'intera pagina
veniva dedicata ad un attentato avvenuto il 7 marzo di quest'anno nei
confronti del tribunale di Ostia, per il quale è stato subito accusato un
cittadino pachistano di 26 anni che dormiva all'interno del centro sociale
"Vittorio okkupato" di Ostia, insieme ad altri immigrati e che è stato
fermato nel corso di una perquisizione antiterrorismo.
Il legame consisterebbe nel fatto che quell'attentato era stato
rivendicato, come scrivono i giornalisti, dalla fantomatica Federazione
Anarchica Informale di cui viene anche allegata una scheda informativa.

Ecco quindi la quadratura del cerchio: anarchici ed islamisti uniti nella
lotta! D'altronde, si sa, tra terroristi ci si intende?

Naturalmente nel giro di poche ore la "notizia" si mostrò per quello che
era: ignobile spazzatura confezionata in quale bugigattolo di questura per
dare ossigeno alle sparate propagandistiche del ministro di polizia o di
qualche suo manutengolo: il pachistano è stato rilasciato e i presunti
anarchici sono tornati nel cassetto in attesa di nuovi bisogni.

Ho voluto ricordare questo fatto, molto probabilmente sfuggito ai più,
perché a me pare estremamente significativo degli obiettivi reali della
campagna antiterrorista in corso d'opera: la criminalizzazione preventiva
di ogni forma d'opposizione sociale, da perseguire anche con teoremi
discutibili se non apertamente incredibili e con massicce dosi di terrore
distribuito a piene mani.

Quando in una città come Roma si da credito ad una bufala come quella
riguardante il presunto avvelenamento dell'acquedotto comunale e si sparge
la paura, si ha un segnale ben preciso di quanto abbia lavorato la
propaganda governativa per creare insicurezza e per dare credito
unicamente alla propria voce. Lo stesso di può dire quando si presentano
le bombe di Sharm el Scheik come dirette agli italiani, per accreditare la
necessità della compattezza nazionale contro il nemico, quando gli stessi
servizi segreti sono costretti ad ammettere, ovviamente sottovoce, che non
tanto "noi" quanto la dittatura di Mubarak, alle prese con le lezioni
truffa del 7 di settembre, ritrova nel mirino di una opposizione spietata,
tesa alla conquista del potere.

A settembre poi partiranno le esercitazioni antiterrorismo a Roma, Milano,
Torino e Napoli e, con esse, il can can mediatico di contorno teso ad
accrescere l'insicurezza e a conferire alle forze militari e di polizia il
ruolo di impavidi difensori dell'ordine civile.

Lo stesso dibattito, chiaramente drogato, che si sta tenendo su vari
organi di stampa sul binomio "sicurezza ? libertà" è significativo del
clima che si va respirando.

Quando si dice che la sicurezza, individuale e collettiva, è il
presupposto essenziale della libertà e che la sua tutela comporta
necessariamente una limitazione della libertà stessa si da vita ad un
cortocircuito logico di non facile soluzione. Diversamente che per il
"sudoku" i pezzi non si incastrano e la somma non è la stessa. Infatti se
per sicurezza intendiamo quella che ci consente di vivere in tutta
tranquillità la nostra vita quotidiana senza sentirsi a rischio (a casa
propria o negli spostamenti, o nella vita lavorativa e sociale) occorre
interrogarsi su ciò che in realtà attenta ad essa.

I migliaia di morti sulle strade a causa di mezzi inadatti, strade
inidonee, seduzioni consumiste; i migliaia di morti sui posti di lavoro, a
causa della stanchezza, dei ritmi, della mancanza dei mezzi e strumenti di
protezione; i caduti del lavoro domestico, in massima parte donne, strette
dai doppi impegni; sono solo alcuni esempi dell'insicurezza sociale che è
alla base non della propria libertà, ma di quella di coloro che vivono
sullo sfruttamento.

Ma su questa insicurezza non ci sono campagne stampa, non ci sono
esercitazioni: sono vittime sacrificali sull'altare del profitto e va bene
così.

Sui contraccolpi invece di una politica neocolonialista, di cui il
padronato italiano vuol raccogliere i frutti, occorre schierarsi, avere
sicurezza, anche a scapito della libertà (o, meglio, di quella che ancora
ci rimane).

Ecco le misure proposte da Pisanu e fatte proprie dal parlamento, DS
compresi (e come dubitarne?), imperniate sul rafforzamento dei poteri di
polizia, sull'ampliamento delle intercettazioni, sul controllo telefonico
e telematico.

Quello che ci aspetta è chiaro, come è chiara la volontà istituzionale di
andare avanti indipendentemente da ogni forma di reale e concreta
opposizione politica e sociale.

Lo stanno a testimoniare le migliaia di denunce contro i militanti e gli
attivisti del movimento di opposizione alla guerra, e l'arroganza con al
quale viene trattato, proprio in questi giorni, il sindacato con il
maggior numero di iscritti tra gli assistenti di volo dell'Alitalia.

Quanto durerà questa politica di aggressione e di compressione sociale non
ci è dato sapere, quello che appare evidente è che solo nella capacità dei
movimenti di far ripartire le lotte ed iniziative sta la chiave di volta
della situazione, e non tanto nei subdoli ingranaggi delle primarie e
delle loro sirene.

Max


Da Umanità Nova, numero 27 del 4 settembre 2005, Anno 85
http://www.ecn.org/uenne

_______________________________________________
A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
http://ainfos.ca/cgi-bin/mailman/listinfo/a-infos-it


A-Infos Information Center