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(it) Comunicato Commissione Sindacale FdCA: Sul Congresso CGIL

Date Wed, 26 Oct 2005 11:14:44 +0200 (CEST)


In questi giorni la Cgil inizia il percorso congressuale che li porterà al
15° congresso nazionale nel 2006 a Rimini.
Noi come Comunisti Anarchici e attivisti sindacali libertari non possiamo
non seguire con attenzione questo passaggio perché ne saranno coinvolti
moltissimi lavoratori e lavoratrici, tra cui anche lavoratori anarchici e
libertari iscritti a questo sindacato.
La nostra discussione su questo congresso non può che essere di analisi
delle tesi congressuali, di critica dove ne troviamo limiti, e di rilancio
delle nostre pratiche libertarie per l'emancipazione dei lavoratori e
delle lavoratrici, pratiche che ci hanno caratterizzato in tutti questi
anni.

Per inquadrare meglio la situazione bisogna analizzare in prima battuta la
composizione dell'organizzazione.

A tutt'oggi all'interno della Cgil esistono tre correnti:

* la maggioranza
* l'area programmatica "Lavoro e Società - Cambiare rotta"
* l'area programmatica "Rete 28 Aprile per l'indipendenza e la democrazia
sindacale" costituitasi a settembre 2005.

Poiché non sono stati presentati documenti congressuali alternativi a
quello della maggioranza da nessuna delle due aree programmatiche, non si
attuerà il discorso di quote di rappresentanza delle aree negli organi
dirigenziali in funzione dei consensi ricevuti, al contrario dell'ultimo
congresso dove, invece, erano stati presentati due documenti uno di
maggioranza e uno della minoranza (Lavoro e Società), e sulla base dei
quali c'era stata la divisione delle quote di rappresentanza. Circa l'80%
per la maggioranza e il 20% per l'area.

Non ci saranno documenti congressuali alternativi perché:

* la Rete 28 Aprile non è riuscita a raccogliere le firme necessarie per
presentarlo e si è costituita in area programmatica senza diritto di
rappresentanza.

* Lavoro e Società in questo congresso ha deciso di appoggiare quasi nella
sua totalità il documento presentato dalla maggioranza perché frutto di
una discussione e di una elaborazione che gli ha visti co-protagonisti e
per dare l'immagine di unità molto cara, di questi tempi, a tutto il
popolo della sinistra istituzionale.

Al di là del fatto che la minoranza può essere più o meno incisiva per
correggere le politiche della maggioranza dal suo interno, quello che si è
verificato crea dei grossi dubbi, sia sulle motivazioni che gli ha portati
a questa scelta, che sulle pratiche adottate.

L'unità delle due correnti è stata suggellata da un accordo sottoscritto
dai 12 segretari confederali in cui si sancisce che "la definizione dei
gruppi dirigenti- Comitati direttivi e Segreterie- in occasione dei
singoli congressi siano assolutamente rispettose delle proporzioni di
rappresentanza definite dal precedente Congresso...".

A questo punto ci si fanno delle domande e sembra che, in questo momento,
il principale interesse dell'area sia quello di tutelarsi dei posti come
dirigenti.

Perché trovare una mediazione a livello dirigenziale sulla stesura di un
documento e non presentarne uno, sicuramente più caratterizzante, nei
luoghi di lavoro per cercare il confronto con la base, per verificare qual
è il peso effettivo che ha in questo momento la minoranza all'interno
dell'organizzazione, e per avere comunque il mandato dei lavoratori per
ricoprire una determinata carica?

Se hanno il potere di firmare questi patti, quale rimane il compito della
base all'interno dell'organizzazione?

La Cgil va a congresso in una situazione economico sociale del nostro
paese di crisi profonda, dove le politiche degli ultimi anni hanno
favorito le imprese, riducendone i vincoli; e portato un attacco esplicito
ai diritti dei lavoratori. Dove si è scelto di favorire lo sviluppo con
tagli alle retribuzioni e alla spesa pubblica, cercando di abbattere così
i costi del lavoro; perché il lavoro e i lavoratori, ormai, sono
considerati solo un costo!

In queste condizioni la Cgil cerca di dare al lavoro un ruolo centrale
nello sviluppo economico e produttivo del paese e lo fa con un documento
licenziato dal Direttivo della Cgil, avente come primo firmatario Epifani,
formato da 10 tesi che pur contenendo elementi di novità non può essere
considerato uno strumento sufficiente per la difesa e la conquista dei
diritti della classe lavoratrice, perché ancora legato a politiche
neo-concertative più volte dimostratesi inaffidabili e fallimentari.

Arriviamo da 12 anni di concertazione in cui i lavoratori e le lavoratrici
hanno perso molto sia sul piano dei diritti che sul piano della forza e
della capacità di contrastare le politiche neo-liberiste che hanno portato
il mercato ad essere il valore centrale nell'economia e quindi a una
monetizzazione del mondo del lavoro, dove l'utile e il guadagno sono
sempre a discapito dei diritti, delle condizioni di lavoro e dei salari.

La maggioranza della Cgil (e quindi adesso anche Lavoro e Società)
sostiene nelle proprie tesi che per rivendicare una politica
redistributiva a sostegno del lavoro dipendente e per concorrere alla
difesa del potere d'acquisto delle retribuzioni "il contratto nazionale
rimane lo strumento indispensabile e universale, occorrono, però, nuove
regole, parametri e criteri di riferimento per tutti i ccnl a partire
dall'inflazione effettiva".

L'idea , non nuova, di predeterminare con la controparte delle regole per
gestire il mondo del lavoro e quindi condizionando il contratto nazionale
nell'illusione di tutelare meglio gli interessi dei lavoratori, è la
dichiarazione di chi ha perso completamente il concetto di lotta di classe
e soprattutto il ruolo naturale di sindacato, che oltre a difendere e
tutelare gli interessi immediati della classe lavoratrice dovrebbe creare
i presupposti per una società migliore che non scende a patti con il
padronato perché aventi interessi completamente diversi dai nostri.

Perché il sindacato difende tanto un sistema di regole che ha portato ad
un enorme perdita del potere d'acquisto dei salari quando anche l'attuale
governo di centro destra con Maroni ha dichiarato morta la concertazione e
i patti del 23 luglio 1993?
Cosa centrano le elezioni politiche del 2006?

Sicuramente non dobbiamo sottovalutare la previsione di un probabile nuovo
governo di centro-sinistra che diventa fondamentale per la strategia
sindacale da seguire nei prossimi anni. E' vero che Epifani ha voluto fare
il congresso prima delle elezioni per dimostrare che la Cgil non si fa
influenzare dai risultati politici, ma chi ci dice che non si cerchi di
blindare il congresso per arrivare ad un risultato compatibile con il
futuro programma politico dell'Unione?

Possiamo dire, comunque, che in questo congresso, in seguito alla
presentazione di due tesi emendative di Rinaldini su temi quali politiche
contrattuali e democrazia, e la formazione di una nuova area
programmatica, si è inserita una contraddizione all'interno della Cgil,
biforcandosi verso l'obiettivo di dare continuità alla dialettica
democratica necessaria a presentare un ceto dirigente Cgil plurale da un
lato, e dall'altro di aprire possibili spazi di agibilità a livello
territoriale per iscritti, delegati e camere del lavoro su percorsi più
conflittuali e di base. Sono questi ultimi gli ambiti privilegiati dai
lavoratori anarchici e libertari nella Cgil e da queste premesse prendono
corpo le eventuali scelte e le assunzioni di responsabilità degli
attivisti sindacali anarchici nella Cgil.

Si è creato uno spiraglio di discussione dove, noi Comunisti Anarchici,
possiamo inserirci e lavorare portando nelle diverse fasi congressuali le
nostre analisi e i nostri contenuti perché basati su argomenti molto cari
al nostro modo libertario e conflittuale di concepire l'organizzazione di
massa.

Vanno difese e rilanciate posizioni basate sulla lotta alla concertazione
per cercare una nuova forma contrattuale più conflittuale in grado di dare
slancio al movimento dei lavoratori, per cercare di avere una politica
d'acquisizione e non di difesa delle retribuzioni e dei diritti. E sulla
democrazia e la rappresentanza considerando obbligatorio il referendum su
piattaforme ed accordi per cercare di riaffermare la centralità del ruolo
dei lavoratori e delle lavoratrici nella vita del sindacato.

Dobbiamo però denunciare i limiti delle tesi e rilanciare le nostre idee e
i nostri metodi per ribadire che i Comunisti Anarchici lavorano anche
all'interno della Cgil mantenendo la propria posizioni di critica verso un
sindacato che, pur facendo discussione al suo interno rimane, comunque,
con l'impianto fortemente neo-concertativo.

Basti pensare al fatto che in nessuna delle tesi si parla delle forme di
lotta da adottare. Un sindacato che non parla delle forme di lotta che
coinvolgano in prima persona i lavoratori è un sindacato che non vuole
lottare, è un sindacato che si prepara a concertare.

Noi come anarchici e libertari dobbiamo combattere l'accentramento del
potere all'interno del sindacato e sviluppare l'organizzazione dal basso,
dobbiamo far crescere il movimento di lavoratori capace di liberarsi dalle
burocrazie per esprimere sindacalismo conflittuale ed a prassi libertaria,
per aumentare la solidarietà tra i lavoratori e verso le loro lotte.

Dobbiamo batterci affinché nei luoghi di lavoro l'attività sindacale si
svolga nel modo più democratico possibile per coinvolgere iscritti e
lavoratori nelle decisioni di natura conflittuale, di lotta e
mobilitazione.

Dobbiamo sostenere l'unità dei lavoratori su piattaforme comuni che
superino le sigle sindacali d'appartenenza e rilanciare il Sindacato dei
Consigli, perché solo così possiamo parlare di vera democrazia dal basso,
facendo in modo che tutti siano elettori, tutti siano eleggibili, che ci
siano delegati eletti dai lavoratori ai tavoli contrattuali ad ogni fase
della trattativa.

L'FdCA denuncerà e combatterà sempre prassi in cui dirigenti si
sostituiscono alla base nel prendere decisioni e darà sempre il suo
contributo all'interno delle organizzazioni sindacali affinché i
lavoratori e le lavoratrici si riprendano il giusto ruolo all'interno dei
sindacati stessi.


Commissione Sindacale FdCA
23 ottobre 2005

http://www.fdca.it


Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>

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