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(it) Torino 15 ottobre: presidio in sostegno allo sciopero generale

Date Tue, 11 Oct 2005 10:26:22 +0200 (CEST)


Venerdì 21 ottobre sciopero generale dell'intera giornata e manifestazione
a Roma. Lo sciopero, è stato proclamato da un ampio cartello del
sindacalismo di base per salario, pensioni, contro lo scippo del TFR,
contro la concertazione, contro la precarietà fatta legge, contro la
guerra, contro le leggi razziste, contro la scuola-azienda.
In preparazione dello sciopero sabato 15 ottobre volantineremo nei mercati
sulle ragioni dello sciopero e, dalle ore 15, terremo un presidio in via
Po, nello spiazzo senza portici antistante la chiesa (all'incirca n. 16
della via).
Arrivare alla fine del mese è sempre più difficile: la politica
governativa di togliere ai poveri per dare ai ricchi è ormai un abitudine
per chi si ritrova ogni giorno a fare conti che non tornano con salari
che, quando ci sono, non bastano più. Intanto i servizi peggiorano e
divengono un lusso per chi può permetterselo: si tratti di scuole,
ospedali, assistenza agli anziani, trasporti?

I quattrini vanno alle imprese. Un tempo non lontano con espressione
desueta nel suono ma non certo nel significato si sarebbe detto ai
padroni, a chi lucra delle fatiche altrui, che, grazie a leggi speciali
per i ricchi e per i poveri può farlo senza più (quasi) alcun freno. La
precarietà è stata elevata a legge e chi protesta, chi non ci sta trova i
manganelli dei poliziotti o le sanzioni dei giudici sulla propria strada.
Qualche giorno fa è toccato i lavoratori che, dopo 5 mesi senza salario,
manifestavano a Roma per le loro vite: il governo ha risposto spedendo la
celere a bastonarli.

I quattrini vanno alle grandi opere devastatrici dell'ambiente, come TAV e
ponte sullo stretto, mentre i pendolari viaggiano su linee insicure, su
treni perennemente in ritardo e, per i più fortunati, la compagnia di
zecche o cimici. Sono i trasporti di classe: soldi per la cricca Lunardi,
carrozze fatiscenti per chi deve recarsi al lavoro.

I quattrini vanno ai militari, che occupano l'Afganistan e l'Iraq, per
cercare di esportarvi a suon di bombe, distruzione, torture, fame la
"democrazia" dei petrolieri e dei palazzinari.

I quattrini vanno alle forze del disordine statale, vanno a poliziotti,
carabinieri e giudici incaricati della pace sociale, incaricati di
reprimere chi si oppone alla guerra dei ricchi contro i poveri. Il loro
compito è tagliare le gambe alle lotte, impedire il consolidarsi di
un'opposizione sociale, criminalizzando e reprimendo e per questo sporco
lavoro vanno pagati e pagati bene.

I quattrini vanno alla Croce Rossa ed alle Misericordie che "gestiscono",
assieme agli uomini in divisa, i cpt-lager per migranti, i non luoghi ove
vengono rinchiusi, malmenati, deportati in massa i non uomini, le non
donne, i non bambini, i non vecchi che hanno avuto la sventura di nascere
oltre l'altissimo muro che separa la fortezza Europa dai dannati della
terra.

I quattrini vanno alle clientele e alle burocrazie, per mantenere saldo il
potere di chi ce l'ha, per garantire che cugini e compari facciano la loro
parte al momento di recarsi alle urne.

Contro tutto questo occorre costruire un fronte sociale e politico ampio,
un fronte che sappia opporsi con decisione alle politiche di sfruttamento
selvaggio e repressione del governo, lottando senza mediazioni per la
propria vita e per la propria libertà. Riprendere l'iniziativa tra i
lavoratori significa opporsi con durezza a quelle politiche di
concertazione con le quali il sindacalismo di stato (cgil, cisl e uil) ha
spianato la strada a vent'anni di distruzione di garanzie, di servizi, di
libertà.

Per questo lo sciopero generale del 21 ottobre rappresenta una tappa
importante. Un ampio cartello del sindacalismo di base ha proclamato
sciopero, ponendo sul terreno questioni di grande rilievo, sulle quali non
c'è spazio di concertazione, non c'è possibilità di mediazione.

Siamo in guerra. Una guerra che fa vittime ogni giorno ai quattro angoli
del pianeta, una guerra dove truppe tricolori ammazzano, reprimono,
devastano anche in nostro nome. Ma la guerra non è solo "altrove" la
guerra è anche qui: ogni giorno lungo le coste del nostro paese muoiono
migranti vittime delle leggi razziste, ogni giorno uno sfruttato muore
lavorando, ogni giorno un pezzo della nostra vita viene sacrificato
sull'altare del profitto per i soliti pochi. A questa guerra, la guerra
sociale, non possiamo sottrarci, perché ne va della nostra vita, della
nostra dignità, della nostra libertà.

VENERDì 21 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE E MANIFESTAZIONE A ROMA

Federazione Anarchica Torinese - FAI
Corso Palermo 46 - la sede è aperta ogni giovedì dalle 21,15 in poi

Info: 011 857850 oppure 3386594361; fat@inrete.it
Presso la sede è possibile prenotare i posti sui pullman diretti a Roma
per la manifestazione nazionale del 21 ottobre.


Da: Federazione Anarchica Torinese <fat@inrete.it>

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