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(it) Centro di Permanenza Temporanea di Gradisca: una truffa con molte connivenze

Date Mon, 10 Oct 2005 17:45:38 +0200 (CEST)


17 milioni di euro (quasi 34 miliardi di vecchie lire, è il caso di dirlo
per avere un'idea ben precisa) non sono noccioline e a tanto ammonta
l'investimento per "ristrutturare" una parte della ex caserma Ugo Polonio,
chiusa ma in perfetto stato di conservazione, per ricavarvi un CPT per
150/200 persone. Tutti si accorgono che tale cifra è talmente spropositata
da rendere plausibile l'ipotesi di speculazioni tangentizie su tutte le
fasi della realizzazione dell'opera.
L'ultima nefandezza in questa miserabile vicenda si è consumata il 27
luglio quando il Comune di Gradisca ha dato l'autorizzazione allo scarico
in fognatura. Poteva benissimo rifiutarsi rispondendo che non ritenendo
regolare la procedura autorizzativa di conseguenza mancava la "conformità
urbanistica" e quindi il Comune era impossibilitato a rilasciare
l'autorizzazione. Ciò avrebbe innescato un circolo virtuoso perché il
Ministero avrebbe dovuto ulteriormente rispondere argomentando sulla
presunta legittimità dell'opera e con le carte alla mano (desecretate e a
disposizione dall' otto agosto) si andava avanti con un contenzioso
fortemente incisivo. Una eventuale denuncia per omissione di atti
d'ufficio minacciata dalla gerarca del Ministero durante la visita al CPT
del 22 luglio sarebbe stata facilmente smontata da qualsiasi legale anche
alle prime armi. Noi queste cose, sull' abusivismo edilizio, le diciamo da
quasi un anno e senza bisogno di avere i documenti sottoposti a segreto,
per capirlo bastava la risposta della Prefettura al Comune del 30 dicembre
2004 proprio nell'iter autorizzativo per lo scarico in fognatura.

E' evidente la complicità del Comune di Gradisca e il doppio gioco
esercitato prima da Fabris e poi da Tommasini che da un lato si sono
sempre dichiarati contrari al CPT e dall'altro hanno sempre coadiuvato la
Prefettura e il Ministero. Ex Sindaco e Sindaco attuale sono comunque solo
delle comparse, dei Don Abbondio, in quanto la responsabilità principale è
di Brandolin e soprattutto di Illy che a Roma nel gennaio 2004 ha
accettato il Diktat e l'atto di imperio di Pisanu, il quale ha
testualmente detto "Caro Riccardo (riferendosi al Re del caffé),
ammettiamo pure che il Comune di Gradisca vinca la sua battaglia, sai cosa
ti dico ? Che io il CPT da qualche parte in Friuli VG lo faccio lo stesso
anche se tu non sei d'accordo!" A quel punto "Riccardo cuor di leone"
invece di reagire se ne è tornato a casa con la coda fra le gambe dicendo
che il CPT oramai era meglio che lo facessero a Gradisca e dando così a
tutti il compito di tergiversare e raccontare palle nell'attesa che i
lavori fossero finiti e il CPT venisse aperto. Questo spiega sia il perché
la Regione non ha voluto fare ricorso alla Corte Costituzionale per essere
stata scavalcata dal Ministero nelle sue funzioni istituzionali, ed anche
il fatto che la famosa e peraltro generica "mozione 54", sia stata per
dieci mesi ad aspettare la discussione ed approvazione in Consiglio
Regionale arrivando così (il 5 ottobre 2005) "nuda alla meta" , cioè senza
più alcun significato politico reale.

In quest'ottica il ruolo dei partiti nella "rete anti CPT " (al di là
della eventuale buona fede di singoli militanti) è sempre stato quello di
confondere le idee e frenare la chiarificazione sulle responsabilità e
sulle possibilità di azione per fermare la realizzazione del CPT, ora
imposto dal governo fascistoide del Berluska.

Coordinamento Libertario Contro i CPT


Da: "Lino Roveredo" <alterlinus -A- libero.it>

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