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(it) Argentina: "En la calle", n.56: Radunare il classismo dal basso [ca]

Date Fri, 7 Oct 2005 17:01:44 +0200 (CEST)


Il mese di luglio ha rappresentato un record storico per la quantità di
misure di forza di cui è stata protagonista il settore occupato della
classe lavoratrice. Solo il settore docente ha organizzato nel 2005, 173
manifestazioni. Il ritardo dei salari rispetto al costo della vita (in
continuo aumento) e la conoscenza da parte dei lavoratori dei
superguadagni conseguiti dal padronato nonché dell?esazione da parte dello
Stato, si coniugano con un ampio consenso e una genuina disposizione alla
lotta salariale. È l?asse che unisce i dispersi conflitti di categoria.
Tuttavia, l?alta conflittualità non è sufficiente a caratterizzare
l?attuale situazione del movimento operaio. L?isolamento dei conflitti, la
frammentazione della classe lavoratrice, il suo non favorevole grado di
organizzazione e di coscienza, costituiscono i tratti esenziali di questa
fase.

La difficoltà di trascendere le mere rivendicazioni e di superare la
burocrazia sono un?espressione del livello di coscienza dell?insieme del
movimento operaio, in cui la combattività e l?organizzazione sai
diluiscono quando il padronato cede aumenti o, peggio, quando la sua
contropartita è fatta di modifiche al ribasso dei contratti collettivi e
il peggioramento delle condizioni di lavoro.

Gli "scioperi domenicali" della grande maggioranza dei lavoratori statali
sono un?altra dimostrazione del basso livello di coscienza della forza
conservata ancora per inerzia dalle centrali operaie.

Questo ci permette di segnalare che continua ad essere in vigore la
necessità di accumulare forze, in una tappa ulteriore della resistenza
popolare. In questo quadro è di importanza centrale raggruppare il
classismo.

Dopo vari tentativi frustrati di coordinamento e unità, come il movimento
nazionale per le 6 ore e l?incontro del 2 aprile, l?attivismo categoriale,
accresciuto nella lotta salariale, assume a oggetto di dibattito la
costruzione di uno strumento per l?accumulazione delle forze.

Riteniamo necessaria la costruzione di una corrente che dia un nucleo ai
raggruppamenti categoriali classisti. Una corrente che dia impulso al
compito del momento, il rafforzamento della partecipazione e
dell?organizzazione dei lavoratori dalla base, secondo i principi
fondamentali del classismo, della democrazia operaia, dell?indipendenza e
della solidarietà di classe e dell?unità d?azione. Una corrente che
contribuisca a soluzioni politiche per i reclami rivendicativi
dell?insieme dei lavoratori. Pensiamo questa corrente non come a un
semplice strumento per il recupero delle organizzazioni di base dei
lavoratori (delegati, commissioni interne), che sarà con sequenza
dell?instaurazione del classismo a livello di massa, ma nella prospettiva
di costruire uno spazio per l?accumulazione delle forze di classe in ogni
luogo di lavoro.

E in questa costruzione non solo è importante l?obiettivo ma anche il metodo.

In contrapposizione alle tavole di coordinamento, un legittimo sviluppo
deve partite dai tavoli regionali o di zona per ricadere territorialmente
sulla dispersione di classe. Ci riferiamo a una costruzione federalista. È
da qui che riteniamo imprescindibile l?articolazione con organizzazioni di
quartiere, studentesche, di diritti umani e fondamentalmente di movimenti
di disoccupati, in queste tavole regionali che garantiscano il
coordinamento e la solidarietà effettiva per sostenere le lotte. In questo
senso segnaliamo che questo strumento è politico e sindacale.

Una corrente politico/sindacale è un?istanza distinta dai sindacati e
dalle commissioni interne. Nella prima prevale l?accordo politico e nelle
altre la difesa degli interessi immediati dei lavoratori.

Pertanto, sotto nessun pretesto, una corrente deve rimpiazzare gli
organismi rivendicativi dei lavoratori. Altri spazi di confluenza
nell?ambito sindacale, ampli e plurali, sono necessari pere estendere e
approfondire la lotta per l?aumento salariale (un accordo minimo al costo
della canasta familiare), contro il lavoro precario, in difesa dei diritti
organizzativi e della rivendicazione di categoria nel quadro di forme
organizzative antiburocratiche. In questo senso è indispensabile dare
battaglia contro le pratiche di apparato e il settarismo, limitazioni
proprie della cultura di un gran numero di raggruppamenti della sinistra.

Il nostro apporto alla costruzione di un classismo del secolo XXI, che
risponda alle necessità e alle aspirazioni della classe operaia, di tutti
gli oppressi, non si riduce a un apporto individuale e disperso come
lavoratori libertari. La costruzione di una corrente politica e sindacale,
il recupero del sindacalismo come strumento di lotta della classe
lavoratrice, la sconfitta della burocrazia, e il confronto anticapitalista
deve coordinare i nostri sforzi e noi dobbiamo fornire il n ostro apporto
da una prospettiva libertaria.

Per il socialismo e la libertà è necessaria la lotta organizzata. Noi
crediamo in questo cammino e articoliamo una Tendenza Sindacale di
carattere libertario. Non per irrigare il nostro orticello, ma perché i
nostri sogni, il nostro lavoro e la nostra proposta politica non si
diluiscano né si perdano come voci isolate di individui benintenzionati.


da "EN LA CALLE", No. 56, Settembre 2005
ORGANIZACIÓN SOCIALISTA LIBERTARIA argentina


Buenos Aires libertaria@infovia.com.ar
Parana orgalibertaria@hotmail.com

Traduzione a cura di FdCA-Ufficio relazioni internazionali


Da: OSL argentina <oslargentina@yahoo.com.ar>

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